ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Famiglia che cosa dici di te stessa?

Papa Francesco con il  Motu Proprio dell’ 8 settembre 2017 pubblicato ieri, ristruttura  l’istituto di studi sul matrimonio e la famiglia creato  da san Giovanni Paolo II.

“Summa familiae curaˮ è il titolo del documento pontificio e subito all’inizio si ricordano i passi compiuti dalla chiesa dopo il Sinodo dei vescovi del 1980 e l’esortazione Familiaris consortio del 1981, che aveva dato una forma più definita al Pontificio Istituto  presso l’Università del Laterano.

Oggi, dopo i due Sinodi sulla famiglia del 2014 e del 2015, e dopo la pubblicazione dell’esortazione Amoris laetitia, la Chiesa è arrivata, dice Papa Francesco «a una rinnovata consapevolezza del vangelo della famiglia e delle nuove sfide pastorali a cui la comunità cristiana è chiamata a rispondere». 

Ad una prima lettura del documento del Papa, non sfuggono la grande importanza di questo testo e la centralità della prospettiva pastorale. Il Papa parla di una esigenza imprescindibile nella riflessione circa la famiglia, dicendo che: “anche a livello di formazione accademica non vengano mai meno la prospettiva pastorale e l’attenzione alle ferite dell’umanità”. E’:« sano prestare attenzione alla realtà concreta» della famiglia, dato il «cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato» e «non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato».

Uno sguardo nuovo sulla realtà della famiglia; uno sguardo con gli occhi dello Spirito, uno sguardo di una Chiesa madre e non solo maestra.

Anche l’orizzonte del lavoro accademico del Pontifico istituto si ampia:”sia in ordine alle nuove dimensioni del compito pastorale e della missione ecclesiale, sia in riferimento agli sviluppi delle scienze umane e della cultura antropologica in un campo così fondamentale per la cultura della vita».

Nessuno può mettere in dubbio la bellezza della famiglia così come l’annuncia la Chiesa. Questa famiglia “cristiana” ha contribuito non poco al bene della società e a alla storia dell’umanità. Ora vediamo che le istituzioni scricchiolano, che ciò che prima erano le nostre sicurezze e i nostri legami vacillano, e gli stessi sentimenti cercano nuove forme di espressione. In tutta questa trasformazione, dove e come si colloca la famiglia cristiana? I fondamenti della famiglia cristiana non sono scritti nelle tavole di pietra della legge, ma come ha detto Gesù la legge dello spirito è scritta nelle “tavole dei nostri cuori”. Per questo, soprattutto oggi, con la forza dello Spirito la famiglia cristiana può essere un efficace testimone della bellezza, dell’altezza e della profondità della sua vocazione. Con queste premesse, poniamoci una domanda: famiglia cristiana, che cosa dici di te stessa? Facci vedere tu la bellezza e l’originalità della tua chiamata, facci gustare la presenza del Signore in mezzo te. Questo è quasi un appello silenzioso che il mondo fa alla Chiesa. Il problema è che spesso anche le famiglie cristiane hanno perso il “sapore del sale”, non sono più “lievito” nella farina della storia, non sono più luce che illumina il cammino. Il tasso di natalità che si avvicina allo zero nel nostro Occidente, culla della Cristianità, deve far riflettere tutti.

Papa Francesco ancora una volta allarga lo sguardo, riforma, anzi rifonda un istituto da troppo tempo arroccato sui principii, rigido ad ogni cambiamento, spesso lontano dalla realtà.

L’Istituto Teologico avrà: «la facoltà di conferire iure proprio ai suoi studenti i seguenti gradi accademici: il Dottorato in Scienze su Matrimonio e Famiglia; la Licenza in Scienze su Matrimonio e Famiglia; il Diploma in Scienze su Matrimonio e Famiglia».

 

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Le sorprese di Papa Francesco

In preparazione al Sinodo sui giovani che si terrà nel 2018, il Pontefice scrive una lettera ai giovani, che verranno direttamente consultati attraverso un questionario.

Oggi è stato presentato in Vaticano il Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Insieme con una vera e propria sorpresa il Santo Padre Francesco ha voluto accompagnare con una sua personale lettera  ai giovani di tutto il mondo, questa presentazione:“Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori” (lettera papa Francesco ai giovani).

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Anche un altro grande dono il papa ha voluto fare ai giovani in vista del Sinodo che sarà celebrato nell’Ottobre 2018.  C’è l’ormai consueto questionario di consultazione, inviato agli organi rappresentativi aventi diritto (Sinodi dei Vescovi e Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche,Conferenze Episcopali, Dicasteri della Curia Romana e Unione dei Superiori Generali). C’è anche però la grandissima novità di una consultazione di tutti i giovani attraverso un sito Internet, con un questionario sulle loro aspettative e la loro vita. Le risposte ai due questionari costituiranno la base per la redazione del Documento di lavoro che sarà il punto di riferimento per la discussione dei Padri sinodali. Ancora una volta papa Francesco ci stupisce e ci incoraggia ad essere protagonisti del vangelo e testimoni autentici e coraggiosi di vita cristiana. Sono “convocati” tutti i giovani del mondo; sono chiamati a far sentire la propria voce, troppo spesso soffocata dal mondo degli adulti.

“Desidero anche ricordarvi le parole che Gesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano: «Rabbì […], dove dimori?». Egli rispose: «Venite e vedrete» (Gv 1,38-39).(lettera  papa Francesco ai giovani). Incominciamo questo cammino sinodale sapendo che il Signore ci chiama a seguirlo con fiducia e passione, certi che durante il viaggio Lui sarà sempre con noi.