ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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“Christus vivit”: l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco ai giovani

Si è tenuta questa mattina la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale di Papa Francesco dedicata ai giovani Christus vivit, frutto della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi I Giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale che si è svolta lo scorso ottobre, e firmata la scorsa settimana nella Santa Casa di Loreto.

Loreto

Photo credit: http://w2.vatican.va

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, che ha ripreso le parole del Papa che ha definito il Documento “una pietra miliare nell’ambito di un cammino sinodale” e così, aggiunge il Cardinale, “vuole quindi essere la nuova Esortazione Apostolica Postsinodale”.

S.E. Mons. Fabio Fabene, Sotto Segretario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, ha definito l’Esortazione Apostolica post-sinodale come un’altra nuova perla che Papa Francesco ha donato non solo alla Chiesa ma, in particolare, ai giovani cristiani, ai quali il Papa ha scritto “con affetto(ChV 3).

Il Dott. Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, si è soffermato soprattutto sugli aspetti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale che riguardano la comunicazione, anche perché i giovani, a cui si rivolge principalmente l’Esortazione, sono figli di una società della comunicazione, luogo troppo spesso segnato da una vera e propria incomunicabilità.

La Sig.ra Laphidil Oppong Twumasi, Responsabile del gruppo dei giovani della Comunità ghanese nella Diocesi di Vicenza, è una studentessa di 25 anni del corso magistrale di Ingegneria Biomedica all’Università di Bologna. La giovane studentessa ha condiviso le emozioni della sua partecipazione alla Riunione Presinodale dei Giovani a Roma e del percorso del Sinodo seguito fino all’emissione del Documento Finale.

L’ultimo intervento è stato quello del Prof. Alessio Piroddi Lorrai, Docente di scuola secondaria di secondo grado (Diocesi di Roma). Il professore fa parte della comunità parrocchiale di Santa Monica ad Ostia e ultimamente collabora con l’équipe diocesana dell’Ufficio di Pastorale Giovanile del Vicariato di Roma. Anche lui ha condiviso emozioni e pensieri su alcuni punti della lettura dell’Esortazione post-sinodale.

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Acqua per tutti: la Giornata Mondiale dell’Acqua

Questa mattina Papa Francesco ha inviato un Messaggio Direttore Generale della FAO, Prof. José Graziano da Silva, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, World Water Day, che si celebra oggi.

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Il Messaggio del Santo Padre è incentrato sul tema scelto dalle Nazioni Unite: “Water for All Leaving no one behind”, che si ispira al sesto dei 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

La giornata mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, si celebra in tutto il mondo. E’ una ricorrenza prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, risultato della conferenza di Rio. Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che fanno parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell’acqua con attività concrete nei loro rispettivi Paesi.

L’accesso all’acqua pulita e a servizi igienico-sanitari adeguati è un diritto fondamentale per sostenere la salute delle persone e la loro dignità di esseri umani, un diritto che deve poter essere garantito a tutti senza distinzioni, anche in base a quanto sancito dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

 


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Papa Francesco visita la Bulgaria e la Macedonia

La scorsa settimana la Sala Stampa Vaticana ha reso noto il programma del Viaggio Apostolico che Papa Francesco compirà in Bulgaria e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia dal 5 al 7 maggio prossimi.

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Il Pontefice visiterà  le città di Sofia e Rakovski e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia la città di Skopje. Il Santo Padre ha accolto l’invito delle rispettive massime autorità delle Repubbliche e della Chiesa Cattolica.

I motti sono stati resi pubblici a dicembre. Quello della Bulgaria, “Pacem in Terris” scritto in latino e bulgaro, richiama l’Enciclica di San Giovanni XXIII, primo visitatore e delegato Apostolico in Bulgaria. Il motto della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia recita: “Non temere, piccolo gregge” (Lc 12,32).


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Un cammino di vera conversione: Messaggio del Papa per la Quaresima

Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2019 dal titolo «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19).

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Immagine: He Qi

Alla Conferenza sono intervenuti l’Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Mons. Segundo Tejado Muñoz, Sottosegretario del medesimo Dicastero e il Dott. Alberto Piatti, Executive Vice President – Impresa Responsabile e Sostenibile di Eni.

Nel Messaggio, Papa Francesco ricorda che la Quaresima è un cammino di preparazione alla Pasqua e ci invita a non lasciar “trascorrere invano questo tempo favorevole”, chiedendo a Dio la grazia “di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione“.  Allo stesso tempo il Papa ci ricorda che questo cammino ci viene riproposto in ogni anno liturgico, “di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo”. Cita, in proposito, le sublimi parole di S. Paolo: “Nella speranza infatti siamo stati salvati” (Rm 8,24) e, successivamente, “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove“. In Cristo già siamo salvi, già siamo creature nuove, qui e ora. La Quaresima dovrebbe essere un tempo in cui maggiormente riflettiamo su noi stessi e ci mettiamo in ascolto di Dio, per diventare ancora più consapevoli di essere salvati e, come creature nuove, incarniamo “più intensamente e concretamente il mistero pasquale” nella nostra “vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina”.

E’ significativo poi che il Messaggio porti la data del 4 ottobre, Festa di San Francesco di Assisi, il santo del mirabile Cantico delle Creature, il santo del “Creato” (diremo oggi “delle questioni ambientali”, dell’ “ecologia”), il santo cui il Papa di ispira nella sua Enciclica Laudato Si’ sulla cura della nostra Casa Comune. Non a caso, a presentare il Messaggio, c’era il Dicastero vaticano che si occupa delle questioni relative allo sviluppo, che nel mese di luglio scorso ha organizzato una grande conferenza in occasione dell’anniversario della Laudato Si’. 

Un punto importante del Messaggio quaresimale di quest’anno è infatti proprio il Creato. Dice il Papa che il nostro peccato fa “incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). A causa del peccato, l’uomo si sente “dio del creato”, “padrone assoluto”, usandolo “non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri”. Ma la redenzione di Cristo investe anche il Creato, oltre che tutte le creature, che saranno liberati “dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio” (Rm 8,21).


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Papa Francesco in visita a Loreto

Il prossimo 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione del Signore, Papa Francesco visiterà Loreto.

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In questa occasione, il Santo Padre offrirà alla Vergine Maria l’Esortazione post-sinodale del Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, svoltosi in Vaticano lo scorso ottobre. Il nostro blog ne aveva dato conto commentando il Documento finale. Un Sinodo in cui per la prima volta hanno partecipato anche due vescovi della Cina continentale.

E’ stato diffuso nei giorni scorsi dalla Sala Stampa il Programma della Visita, che prevede l’arrivo di Francesco in elicottero nella mattina del 25 marzo al centro Giovanni Paolo II di Montorso. Seguirà la celebrazione dell’Eucaristia nella Santa Casa e al termine della Messa firmerà la Lettera post-sinodale ai Giovani. Il Discorso del Pontefice e l’Angelus avverranno nel Santuario, dove il Papa saluterà gli ammalati presenti ed uscirà sul sagrato per incontrare i fedeli.


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Papa Francesco in visita in Marocco

E’ stato reso noto il programma del Viaggio Apostolico di Papa Francesco in Marocco, Paese in maggioranza musulmano, previsto il 30 e il 31 marzo prossimi.

ImgViaggioMaroccoIl Papa ha accolto l’invito del Re Mohammed VI e dei vescovi del Paese. Tra le tappe del Viaggio Apostolico sono previsti anche l’incontro con i migranti nella sede della Caritas diocesana e quello con i sacerdoti, i consacrati e il Consiglio ecumenico delle Chiese nella cattedrale di Rabat.

Il viaggio, come da proposta delle autorità del Marocco per facilitare la visita del Pontefice, sarà circoscritto alla sola città di Rabat, dove dal 1976 ha sede la nunziatura apostolica.

A 33 anni dalla storica visita di San Giovanni Paolo II che nello stadio di Casablanca il 19 agosto 1985 incontrò i giovani musulmani in un’iniziativa di dialogo senza precedenti, certamente il viaggio di Francesco sarà un’altra occasione per sviluppare il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra cristiani e musulmani.

 

 


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Il Signore ha scelto Francesco per guidare la Chiesa oggi

Una riflessione sul “manifesto della fede” del Cardinale Müller

Don Enrico Ghezzi

Caro Cardinal Müller,
Sono un vecchio prete, in pensione, come si dice. Ieri mattina 10 febbraio 2019, nella S. Messa della V Domenica dell’anno C, ascoltando la Prima Lettura di Isaia (6,1-2.3-8), sulla “vocazione” del Profeta impostagli con autorità da Dio, mi sono chiesto se io – nei miei lunghissimi anni di sacerdozio in mezzo al popolo – sono stato “bruciato”, sulle labbra, dal “tizzone ardente” come il Profeta, oppure, per i miei peccati, ho lasciato riempire di “fumo” il Tempio di Dio, la Chiesa, dove ho servito per tanti anni. Non sarò stato forse un uomo dalle “labbra impure”?

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Finita la celebrazione, come ogni mattina, mi sono recato dal giornalaio per avere qualche notizia del giorno. Cosa mi colpisce? Leggo, su un giornale, un titolo inquietante: il “manifesto della fede” del cardinale Müller.

Avevo già sentito, in passato, pronunciare il suo nome e già da allora non mi era sembrato particolarmente “affettuoso” verso Papa Francesco. Dicevano: “questo Muller, è discepolo di Papa Ratzinger” – come a sottolineare l’esistenza di due chiese diverse, che però non esistono. Papa Benedetto XVI è un uomo di Dio, che ha dato tutta la sua vita al servizio del Vangelo. L’uomo di Dio, caro Cardinale, non divide mai la Chiesa di Cristo!

Mi ha colpito subito il titolo del suo scritto: “Manifesto della fede”. Ma – mi dicevo – la nostra fede non è forse quella che da secoli confessiamo in Gesù Cristo? Ma che sia “nata”, in questi mesi, anche una fede “secondo Müller”? Forse che il Vangelo che ho predicato per molti anni – il Vangelo di Matteo, Marco, Luca e Giovanni – siano vangeli “apocrifi”? Che il Vangelo “vero” ci viene finalmente da questo sapiente cardinale tedesco?

Con lo stupore, mi ha colto anche un dubbio: “Stai attento – mi sono detto – non è che questo manifesto non sia piuttosto il “fumo” che ha riempito il Tempio del Signore, invece del “tizzone ardente” dell’amore di Dio che ha spinto il Profeta ad accettare la sua vocazione? E continuando, nella mia riflessione: il cardinale Müller dice di aver accolto il “grido” di dolore che si alza da vescovi, sacerdoti e fedeli smarriti per la confusione della dottrina cattolica dei nostri giorni. La mia gente, il mio popolo, non si è mai sentito “smarrito”, anche davanti alle prove dolorose della vita: a loro bastava il Vangelo di Gesù, che ha precedenza sulla teologia dei sapienti di ieri e di oggi.

Inoltre, non si è sempre insegnato che a capo della Chiesa, e quindi anche di vescovi, sacerdoti e fedeli smarriti, il Signore ha scelto Pietro e i suoi successori? Proprio come leggiamo nel Vangelo di questa domenica, il Signore dice a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Lc 5,10).

Caro cardinale, Lei si deve persuadere: il Signore ha “scelto” Francesco! E’ lui – con la sua saggezza e santità, riconosciute da tutto il popolo dei vari continenti – che il Signore ha scelto: è lui l’Isaia e il Simone voluto da Gesù oggi per il tempo del nostro cammino.

Caro cardinale, le dò un consiglio fraterno e sacerdotale (anche se so con certezza che non leggerà mai questo mio testo!): deponga la porpora e i fasti che la circondano, accetti di andare in qualche parrocchia del suo Paese, la Germania, a fare il prete: sono certo che ne troverà grande beneficio spirituale e sacerdotale. Così, insieme, eviteremo di correre il pericolo di finire nelle fiamme dell’inferno, come ci ricorda nel suo “manifesto sulla fede”.

Non ce l’abbia con me, sono soltanto pensieri spontanei, sorti dopo la celebrazione della S. Messa.

Le auguro ogni bene.

Don Enrico Ghezzi