ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Papa Francesco: una Lettera per il presepe

Papa Francesco, nel giorno della benedizione del Presepe di Greccio, ha firmato una Lettera apostolica, Admirabile signum, in cui racconta il significato e il valore di una delle più belle tradizione delle famiglie nei giorni precedenti il Natale.

PresepeGreccio

Durante la benedizione, avvenuta ieri nel piccolo paesino in provincia di Rieti, il Papa ha ricordato il presepe vivente voluto da San Francesco proprio a Greccio nel Natale del 1223, un gesto semplice che ha riempito di gioia tutti i presenti e ha rappresentato una grande opera di evangelizzazione.

Nella Lettera, Francesco ricorda i veri sensi racchiusi nel presepe: il cielo stellato, buio e silenzioso, come la notte che spesso circonda la nostra vita, in cui Dio non ci lascia soli.

Case e palazzi antichi, rovinati che compongono il paesaggio di un’umanità decaduta, che Gesù può guarire e riparare.

La natura, con le sue bellezze vegetali e animali, montagne, corsi d’acqua e ruscelli, pecore, che rappresentano tutto il creato che partecipa a questo momento di festa.

Gli angeli e la stella cometa, che invitano a “metterci in cammino per raggiungere la grotta e adorare il Signore”.

Pastori e mendicanti, “i più umili e i più poveri che sanno accogliere l’avvenimento dell’Incarnazione” e tutti quei lavori che rappresentano il quotidiano, “la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni”, il fornaio, il fabbro, chi porta l’acqua, chi suona musica o gioca.

Nella mangiatoia Maria è “la testimonianza di come abbandonarsi nella fede alla volontà di Dio”, Giuseppe “il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia” e il piccolo Gesù è Dio che “si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia”.

E con l’arrivo dell’Epifania ecco che si avvicinano i tre Re Magi che ci “insegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Cristo”.


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Papa Francesco in Thailandia e Giappone

Questa mattina, ora locale, Papa Francesco si è trasferito al Tokyo Dome, in Giappone, dove il Pontefice è arrivato sabato scorso per la seconda tappa del suo 32esimo Viaggio Apostolico per promuovere il dialogo interreligioso.

PapaGiappone

Al Suo arrivo allo Stadio, dove erano presenti 50.000 fedeli, ha celebrato la Santa Messa per il Dono della Vita Umana e dopo la proclamazione del Vangelo, il Papa ha pronunciato l’omelia.

Al termine della Messa, Francesco si è trasferito a Kantei dove si sta svolgendo l’incontro con il Primo Ministro.

Gli ultimi impegni del Viaggio, previsti per domani, sono la Santa Messa in privato con i Membri della Compagnia di Gesù nella Cappella del Kulturzentrum della Sophia University e la cerimoni di congedo all’aeroporto di Tokyo.

Ieri invece il Papa ha celebrato la Santa Messa nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo davanti a circa 35.000 fedeli presenti allo Stadio del Baseball di Nagasaki. Dopo la proclamazione del Vangelo, il Papa ha pronunciato l’omelia.

Francesco ha poi visitato Hiroshima dove è avvenuto l’Incontro per la Pace al Memoriale della Pace, che sorge nel luogo in cui il 6 agosto 1945 esplose la bomba atomica. All’Incontro erano presenti circa mille fedeli, 20 Leader religiosi e 20 vittime.

Alla Nunziatura Apostolica di Tokyo Francesco ha incontrato i Vescovi della Conferenza Episcopale nel refettorio della Rappresentanza Pontificia.

Bergoglio si è poi trasferito all’Atomic Bomb Hypocenter Park di Nagasaki, situato all’interno del Parco della Pace dove, dopo aver pregato davanti al Monumento, ha letto il Suo Messaggio sulle Armi Nucleari.

La prima tappa del 32esimo viaggio all’estero del Papa è iniziato lo scorso 20 novembre in Thailandia, dove il Pontefice ha avuto un’accoglienza tutta in famiglia.

PapaThailandia

Al suo arrivo all’aeroporto di Bangkok, infatti, il primo saluto non è arrivato dalle autorità ma da suor Ana Rosa Sivori, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Sua cugina, da decenni missionaria in quel Paese. La religiosa è stata la traduttrice ufficiale e lo ha affiancato in tutti i suoi spostamenti durante questo Viaggio.

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Photo credit: http://www.vatican.va/content/vatican/it.html

A Bangkok il pontefice ha visitato il St. Louis Hospital, struttura d’eccellenza in campo sanitario, e ha incontrato il supremo patriarca buddista con il re Rama X.

Nello Stadio Nazionale Supachalasai della capitale ha celebrato la Santa Messa davanti a 60mila persone.

Nella Cattedrale dell’Assunzione di Bangkok Papa Francesco si è invece recato per la celebrazione della Santa Messa con i giovani. Dopo aver rivolto ai 10.000 fedeli presenti alcune parole di ringraziamento, il Papa ha benedetto 25 pietre per le nuove Chiese della Thailandia.


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Papa Francesco visita Giappone e Thailandia

Un nuovo Viaggio Apostolico attende Papa Francesco, che dal 19 al 26 novembre prossimi si recherà in Thailandia e in Giappone, come dichiarato questa mattina dal neo Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

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Il Governo del Regno della Thailandia e i Vescovi del Paese attendono il Papa dal 20 al 23 novembre, mentre dal 23 al 26 è atteso dal Governo ed Episcopato del Giappone, in cui visiterà le città di Tokyo, Nagasaki ed Hiroshima.

Non è stato ancora reso noto il programma ufficiale.

Il viaggio in Giappone era stato già annunciato dal Papa a fine gennaio, prima della partenza per Panama, in occasione della XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù, come riportato anche dal nostro blog .

Dopo Giovanni Paolo II, Bergoglio sarà il secondo Papa a fare visita alla Thailandia e al Giappone.


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Il viaggio di Papa Francesco in Africa

Nell’Udienza Generale di oggi, Papa Francesco ha ricordato il suo Viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Mauritius, che si è concluso ieri. Il trentunesimo del Suo pontificato, all’insegna della pace e della riconciliazione, in particolare in Mozambico, della salvaguardia del creato – il fenomeno della deforestazione ha colpito in parte anche il Madagascar – e della cura dei malati, soprattutto di Aids, che rappresenta ancora oggi una grande minaccia per questi paesi.

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Photo credit: http://w2.vatican.va

Nella prima tappa del Viaggio, la Repubblica del Mozambico, Francesco è arrivato in papamobile al Pavillon Maxaquene per lIncontro interreligioso, in cui erano presenti circa 6.000 giovani. Accolto da canti, interventi musicali, coreografie e danze di giovani musulmani, indù e cattolici, il Suo discorso ha sottolineato la loro importanza per il presente, ribadita anche nell’Udienza di oggi: “Cosa c’è di più importante per un pastore che incontrarsi con i suoi giovani? Voi siete importanti! Perché non siete solo il futuro del Mozambico, o della Chiesa e dell’umanità; voi siete il presente, siete il presente del Mozambico…”. Il Papa ha poi sottolineato: “Senza il vostro entusiasmo, le vostre canzoni, la vostra gioia di vivere, che sarebbe di questa terra? Senza i giovani, cosa sarebbe di questa terra? Vedervi cantare, sorridere, ballare, in mezzo a tutte le difficoltà che attraversate è il miglior segno del fatto che voi giovani siete la gioia di questa terra, la gioia di oggi, di oggi. La speranza del domani”.

Nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione Papa Francesco ha incontrato i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i Consacrati e Seminaristi, i Catechisti e gli Animatori a cui ha proposto “la via di Nazareth, la via del “sì” generoso a Dio, nella memoria grata della sua chiamata e delle proprie origini”.

La visita all’Ospedale Zimpeto , nella periferia della capitale, realizzato con l’impegno della Comunità di Sant’Egidio, luogo in cui si curano i malati di Aids, e la Messa celebrata nello Stadio Zimpeto sotto la pioggia, tra canti e danze religiose, hanno concluso la tappa del Viaggio in Mozambico.

In Madagascar, nel Monastero delle Carmelitane Scalze di Antananarivo, Papa Francesco ha celebrato l’Ora Media , nella Cattedrale di Andohalo ha incontrato i Vescovi del Paese con cui ha rinnovato l’impegno di essere “seminatori di pace e di speranza, prendendoci cura del popolo di Dio, specialmente dei poveri, e dei nostri presbiteri”. Nella Cappella di fronte alla Cattedrale di Andohalo, il Papa ha visitato la tomba della Beata Victoire Rasoamanarivo, dove ha pregato in silenzio.

Nel Campo Diocesano di Soamandrakizay si è svolta la Veglia di preghiera con i giovani, che nell’Udienza di oggi ha definito “ricca di testimonianze, di canti e di danze”.

L’Eucaristia domenicale si è celebrata ad Antananarivo, nel “Campo diocesano”, in cui si sono radunate grandi folle. Il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella XXIII Domenica del Tempo Ordinario. Dopo la proclamazione del Vangelo, Francesco ha pronunciato l’omelia.

Tra le tappe più emozionanti c’è la visita allaCittà dell’amicizia” – Akamasoa, il luogo dove vengono assistiti i poveri, fondata da un missionario lazzarista, padre Pedro Opeka: “Là si cerca di unire lavoro, dignità, cura dei più poveri, istruzione per i bambini. Tutto animato dal Vangelo” ha detto Francesco oggi in Udienza.

Al termine della visita, mentre i giovani intonavano un canto, il Papa si è trasferito in papamobile al Cantiere di Mahatazana, presso la cava di granito, per un momento di preghiera con i lavoratori, in cui ha lanciato un’invocazione nella speranza che si raggiungano “modelli di sviluppo che privilegino la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale a partire dalla fiducia, dall’educazione, dal lavoro e dall’impegno, che sono sempre indispensabili per la dignità della persona umana“. Ha poi aggiunto che bisogna assicurare ai lavoratori un salario dignitoso, impegnarsi perché la disoccupazione, che causa miserie, sparisca dalle società.

L’ultimo impegno nel Paese è stato al Collège de Saint Michel per l’Incontro con i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose, i Consacrati e i Seminaristi, “un incontro nel segno della lode a Dio”.

Nella Repubblica di Mauritius, nel Monumento di Maria Regina della Pace a Port Louis, il Papa ha celebrato la Santa Messa e dopo la proclamazione del Vangelo ha pronunciato l’omelia . Alla celebrazione erano presenti circa 100.000 fedeli.

Ultima tappa l’incontro con le autorità locali e il corpo diplomatico:Ho manifestato l’apprezzamento per l’impegno di armonizzare le differenze in un progetto comune – ha detto oggi in Udienza Papa Francesco – e ho incoraggiato a portare avanti anche nell’oggi la capacità di accoglienza, come pure lo sforzo di mantenere e sviluppare la vita democratica.”

A cavallo tra il 1988 e il 1989, san Giovanni Paolo II visitò i tre Paesi in tre viaggi diversi, parlando di temi che sono stati centrali in questo trentunesimo Viaggio Apostolico segnato da gioia, speranza e grande senso di responsabilità.


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Il “Tempo del Creato”, preghiera e azione a difesa della natura

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato su Romasette.it del 4 settembre 2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Don Francesco Pesce

Urgente rilanciare l’attuazione della Laudato si’ di Papa Francesco, a partire dal mese di impegno per l’ambiente condiviso a livello ecumenico, fino al 4 ottobre.

creato

La creazione attorno a noi è in rovina, sotto il nostro sguardo, anzi colpita a morte proprio da noi che dovremmo esserne premurosi custodi. Ripetutamente violentata, come un animale ferito, si ribella. Il nostro antropocentrismo schizofrenico ci ha fatto credere di essere padroni, e così i mari, i monti, l’aria, l’acqua, la terra, sono diventati i nostri schiavi. È urgente una «nuova alleanza» fra l’uomo e l’universo. È urgente che l’uomo ritorni custode e servitore, affinché il gemito della Creazione non sia più di disperazione ma di speranza. È urgente inserire nella nostra catechesi ordinaria la Laudato si’ di Papa Francesco.

 La Chiesa, la diocesi, le parrocchie, le varie realtà ecclesiali possono essere un segno, la sentinella che dice che è possibile, anzi è nella nostra natura, immagine di Dio, la riconciliazione con il Creato, perché in Cristo la riconciliazione è già cominciata. Occasioni preziose per questo impegno possono essere la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, celebrata domenica 1° settembre (che precede di poche settimane il Sinodo speciale dei vescovi sull’Amazzonia), con un cammino di sensibilizzazione che non si esaurisce con la Giornata, e il “Tempo del creato” – iniziativa condivisa dalla Comunione anglicana, dalla Federazione mondiale luterana, dal Consiglio mondiale delle Chiese e dall’Alleanza evangelica mondiale e dalla Chiesa cattolica -, un mese di «preghiera e di azione» che si concluderà il 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi.

A noi è affidata questa Parola: «Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione» (2 Cor 5,18-20). La fede non è difesa di nessuna struttura, non è alternativa storica ma animazione interna al cammino della storia della creazione dell’uomo, fino alla piena comunione con Dio che sarà tutto in tutti. Penso spesso anche ad altre parole di san Paolo, contenute nella seconda Lettera ai Corinzi: «Quando sono debole, è allora che sono forte». Non dobbiamo aver paura della nostra debolezza, e a volte anche impotenza, nell’affrontare il dramma ecologico che stiamo vivendo; non dobbiamo aver paura neanche del nostro peccato contro la Creazione, perché nel momento in cui facciamo esperienza di tutto questo, si manifesta la potenza di Dio che non ci lascia soli, ma che ci guida e ci sostiene.

Per questo il “Tempo del Creato” è prima di tutto un tempo di preghiera per gustare sempre di nuovo che Dio opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza. Come scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale, «invito fortemente i fedeli a dedicarsi alla preghiera in questo tempo, che da un’opportuna iniziativa nata in ambito ecumenico si è configurato come Tempo del Creato: un periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della casa comune».

Le parole di San Paolo sono anche parole profetiche. Ascoltare il grido del Creato e a nostra volta gridare anche noi che non c’è più molto tempo per risollevare il creato dal suo degrado ambientale, gridare per aprire al futuro. Gridare anche se sappiamo bene che le parole di speranza dei profeti  «in casa» non si possono ascoltare. Il Tempo del Creato è anche il tempo dello “squilibrio” dove un amore responsabile ci riconcilia con chi è vittima dei nostri equilibri; e le vittime sono milioni. Nel nostro pianeta una buona metà degli abitanti ci chiede conto del perché non sono nutriti abbastanza, perché sono ai limiti della sopravvivenza, perché l’acqua, l’aria, il mare sono devastati. Dobbiamo rispondere con i fatti e nella verità, ricorda la Scrittura. «Siamo le primizie delle sue creature» (Gc 1,18). Primizia non vuol dire che siamo i migliori, ma siamo i frutti che nascono per primi e che anticipano il raccolto. A noi è dato il compito straordinario, bellissimo della anticipazione di ciò che il mondo dove essere.


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Tempo del Creato: la Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato

E’ iniziato ieri, 1 settembre, il “Tempo del Creato” con il Messaggio di Papa Francesco per la Celebrazione della V Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato .

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Di fronte all’“emergenza climatica” in atto, l’appello del Papa a tutti gli uomini è forte e chiaro: riscoprire la vocazione di “custodi del Creato” e amare la vita in comunione con esso.

Il Tempo del Creato vuole essere un periodo, come sottolinea il Papa nel Messaggio, per pregare nella natura, per riflettere sui nostri stili di vita, che troppo spesso sono dannosi. Le nostre scelte quotidiane, il cibo, i consumi, gli spostamenti, ma anche l’utilizzo di acqua ed energia sono spesso “sconsiderate e dannose”. “Stili di vita più semplici e rispettosi”, come l’abbandono dei combustibili fossili per forme di energia pulita e di economia sostenibile, ma anche l’ascolto della saggezza delle popolazioni indigene, possono aiutare a vivere bene il rapporto con l’ambiente.

Papa Francesco invita a sentirci “responsabili nel prendere a cuore, con la preghiera e con l’impegno, la cura del Creato” e ad avere “il coraggio di operare il bene senza aspettare che siano altri a iniziare, senza aspettare che sia troppo tardi”.

Inquinamento costante, totale dipendenza dai combustibili fossili, radere al suolo le foreste: il Papa fa anche una panoramica del degrado che si è accentuato in questi ultimi decenni, in cui fenomeni meteorologici estremi e desertificazioni stanno mettendo in ginocchio i più deboli. A conferma dell’urgenza di “interventi non più rimandabili”, il Papa mette in guardia anche sullo scioglimento dei ghiacciai e sulla considerevole presenza di plastica negli oceani.

Per Francesco è anche “il tempo per intraprendere azioni profetiche”: sono molti i giovani di tutto il mondo che, fortemente delusi da impegni presi e poi non portati a termine, stanno alzando la voce per ricordare che la Terra è un bene da trasmettere.

Francesco si rivolge anche ai Governi, che nei prossimi mesi si riuniranno per rinnovare impegni decisivi a “orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte”. Il Pontefice ricorda il Vertice delle Nazioni Unite sul clima, che si terrà tra qualche settimana a New York, durante il quale i Governi dovranno mostrare la volontà politica di accelerare drasticamente i provvedimenti in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Rivolge poi anche un pensiero al prossimo Sinodo sull’Amazzonia, che si terrà dal 6 al 27 ottobre in Vaticano, e che rappresenterà una vera e propria opportunità di risposta al grido dei poveri e della Terra.

La Quinta Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato, è stata istituita da Papa Francesco il 10 agosto del 2015 e rappresenta l’inizio del “Tempo del Creato” che dura fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. L’iniziativa nasce per spronare i cristiani a pregare e ad agire per il bene della Casa Comune, a conferma, ancora una volta, dell’attenzione da parte del Pontefice per la difesa del Creato, di cui la Laudato Si’ è una pietra miliare.


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Papa Francesco visita Mozambico, Madagascar e Maurizio

E’ stato reso noto il programma del Viaggio Apostolico di Papa Francesco in Mozambico, Madagascar e Maurizio, previsto dal 4 al 10 settembre.

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La notizia del Viaggio era stata data a fine marzo in una dichiarazione del direttore ad interim della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti.

Il Papa ha accolto l’invito dei rispettivi Capi di Stato e dei Vescovi e visiterà le città di Maputo in Mozambico, Antananarivo in Madagascar e Port Louis in Maurizio.

Speranza, pace e riconciliazione” è il motto del viaggio in Mozambico, Seminatore di pace e di speranza” è invece il motto per il Madagascar, “Papa Francesco. Pellegrino di pace” quello scelto per la tappa di Maurizio.