ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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The caress that changed history

The absurd choice of proclaiming Saint John XXIII as the Patron Saint of the Italian Army

The choice of naming Saint John XXIII as Patron Saint of the Italian Army leaves us more than a little perplexed. Even today if we go into Italian homes – and not only Italian ones – just inside the entrance we find a somewhat faded photograph of Pope John, with his serene and assuring face. In the collective conscience, Pope John is associated with his goodness, with his historic encyclical on peace, which bore not only his name but was a banner, Pacem in Terris; he is associated with his visits to the Regina Coeli prison in Rome as well as the Bambino Gesù Hospital. His is a daily holiness that penetrates all homes. The whole world still remembers his caress to be given to children in that unforgettable speech at the opening ceremony of the Second Vatican Council. What should we say today when we get home: “ give your children a helmet and a rifle “?

This choice, made some time ago, at least since 1966, although formally motivated, has a musty, old Curia flavour. It seems out of place, stretching a point, the flick of a tail of past history, a choice against conciliation. The People of God doesn’t appear to need a patron saint of the army but urgently needs men of peace.
Roncalli ,Patriarch of Venice, wrote to his successor, Montini: “the Pope desires the presence of this priest in Rome; to grant this request is a grave sacrifice for Venice, but I grant it because it is ‘necessary to look far and wide’ in the Church”. There is no question at all that throughout his life, Pope John XXIII contributed to bringing the Church out of the shallows of time and enabling it to sail to the ends of the earth, starting it off on that great adventure of the Spirit that was the Council. In contrast, the choice of making him the Patron Saint of the Italian Army appears to be inappropriate and short-sighted.
Pope John XXIII witnessed that the Word of God does not make war but is a Word of love that God announced to us, to the world, to history and that caress was like a gentle breeze on our life. . He witnessed that the Word of God is an effective Word that performs what it was sent to do. He witnessed that the Word of God bears within it the lament of all flesh and all humankind on the road towards the fullness of God. .
The posthumous involvement of Mons Loris Capovilla , the Pope’s personal secretary also appears to be in bad taste. If it hadn’t been him that evening when the Council opened, to convince the Pope, with his intelligence and bonhomie, to appear at the window once again after a long and tiring day, children, sick people, old people and men of peace all over the world would today be lacking that caress. The caress that changed History.
Many authoritative voices have been raised against the title of Patron Saint of the Italian Army for John XXIII. The Bishop of Pescara- Penne Valentinetti “it is disrespectful to name him as Patron Saint of the Armed Forces ”. “Pope John XXIII is in all hearts as the Good Pope, the Peace Pope, not the Pope of armies” declared Mons. Giovanni Ricchiuti, Bishop of Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti and President of Pax Christi Italia. «I don’t want to go into the matter because unfortunately I was only informed about it this morning» declared the Chairman of the Italian Episcopal Conference, Cardinal Gualtiero Bassetti .

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Una carezza che ha cambiato la storia

L’assurda scelta di proclamare san Giovanni XXIII patrono dell’Esercito italiano

La scelta di proclamare san Giovanni XXIII patrono dell’Esercito italiano, lascia quantomeno perplessi. Ancora oggi entrando nelle case degli italiani e non solo, si trova alla parete dell’ingresso la fotografia un po’ sbiadita di papa Giovanni, con il suo volto sereno e benedicente. Nella coscienza collettiva papa Giovanni è associato alla sua bontà, alla storica enciclica sulla pace, che della pace portava non solo il nome ma il vessillo, Pacem in Terris; è associato alle sue visite al carcere romano di Regina Coeli e all’ospedale Bambino Gesù. La Sua è una santità quotidiana, che è entrata in tutte le case. Il mondo intero ancora ricorda la Sua carezza da portare ai bambini in quel indimenticabile discorso all’apertura del Concilio vaticano II. Cosa dovremo dire oggi: “ tornando a casa, date un elmetto e un fucile ai vostri bambini “?

Questa scelta che si è formata da lontano, almeno dal 1996, seppur formalmente motivata, ha il sapore di una manovra di vecchia curia, appare una forzatura, un colpo di coda di una storia passata, una scelta anti conciliare. Il popolo di Dio non pare sentire la necessità di un patrono dell’esercito ma ha urgente bisogno di uomini e di donne di pace.

Scriveva Roncalli Patriarca di Venezia al sostituto Montini: “il papa desidera a Roma il tal sacerdote; concederlo è un grave sacrificio per Venezia, ma io cedo, perché nella Chiesa “bisogna vedere largo e lontano”. Non c’è dubbio alcuno che in tutta la sua vita Papa Giovanni XXIII  ha contribuito a portare la Chiesa fuori dalle secche della storia, per farla navigare fino ai confini della terra, avviandola in quella grande avventura dello Spirito che è stato il Concilio. La scelta di farlo patrono dell’esercito italiano sembra al contrario piccola e miope.

Papa Giovanni XXIII ha testimoniato, che la Parola di Dio non fa la guerra, ma  è una  Parola d’amore che Dio pronuncia su di noi, sul mondo, sulla storia e che carezza come un vento leggero la nostra vita. Ha testimoniato che la Parola di Dio è una Parola efficace che opera ciò per cui era stata mandata. Ha testimoniato che la Parola di Dio porta in sé il gemito di ogni carne e dell’intera umanità in cammino verso la pienezza, di Dio.

Anche il coinvolgimento postumo di Mons Loris Capovilla storico segretario del pontefice appare sgradevole. Se non fosse stato lui, quella sera quando si aprì il concilio, a convincere con la sua intelligenza e bonomia, il papa – dopo un lunga e faticosa giornata – ad affacciarsi ancora una volta alla finestra, i bambini, i malati, gli anziani, gli uomini di pace del mondo intero oggi mancherebbero di una carezza. Una carezza  che ha cambiato la storia.

Numerose e autorevoli si sono alzate voci contrarie al titolo di patrono dell’esercito italiano per Giovanni XXIII. Il vescovo di Pescare- Penne Valentinetti “irrispettoso coinvolgerlo come patrono delle Forze Armate”.“Papa Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il Papa Buono, il papa della pace, e non degli eserciti” dichiara mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi Italia. «È una questione su cui non voglio entrare perché purtroppo ne sono stato informato questa mattina». Così si è espresso il  presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti .