ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


Leave a comment

走向恩典源泉的朝圣者

我们把罗马观察报2020年3月11日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

四旬期第三主日福音

鱼·方济各神父

出谷纪第17章写说:「上主回答梅瑟说:「你手中拿着你击打尼罗河的棍杖去!看,我要在你面前站在曷勒布那里的磐石上,你击打磐石,就有水流出来,给百姓喝」。

imgsorgente

使磐石流出水来。为了实现此事,要有信仰。我们需要有这信仰,好使活水从我们生活坚硬的磐石流出来。我们也需要信赖人类,他们虽然有自己的矛盾、伤口与罪过,但还是保有天主的形象与模样。我们都知道生活有时展现出它最坚硬的那一面,就像一块磐石一样。我们要怎样以基督徒的视野去阅读和经历这几天在世界上所发生的关于冠状病毒传染的事?同样,从撒玛黎雅妇女所经验的中午行程的疲累、口渴、炎热、与孤独中,我们能汲取什么教训呢?

我们首先被召唤举目回顾,有许多人,数百万人,多年来生活在战争、饥饿、与口渴的病毒中,他们是疟疾和麻风病的受害者,是我们漠不关心的受害者。让我们与教宗方济各同心协力,他在世界主教会议后「亲爱的亚马逊」宗座劝谕中邀请我们实现一个梦想:「在一个不容易治愈的痛苦与鄙视的历史中」同时照顾环境与人民。 (亲爱的亚马逊16条)

这冠状病毒的考验在四旬期来到了。星期三圣灰占礼邀请我们,重新发现自己是脆弱的。这并不意味着陷入痛苦与屈服的沮丧中。作为基督徒,重新发现自己是脆弱的意思是,承认我们是天主的子女,我们需要天父的帮助。我们是脆弱的,但天主不抛弃我们,我们应召信赖祂。

耶稣基督是我们信仰、希望、与脆弱的答案,祂用福音的话对我们每个人说:「女人,你相信我罢!到了时候,你们将不在这座山,也不在耶路撒冷朝拜父」。四旬期的旅程是我们走向最深入存在的源泉的一个朝圣之旅,是我们的意识被圣神照耀的重新发现,有如真正和唯一的圣殿,那里我们渴望与朝拜上主。

「若是你知道天主的恩赐,并知道向你说:「给我水喝」的人是谁」。像福音中的那个女人一样,我们也没洞悉天主的恩赐;有时我们认为与上主的相遇是在我们付出巨大努力之后发生,我们认为它是在获得一些功绩之后挣得的。我们口渴的水就是天主,祂首先在祂的父爱内奉献自己。而后晓得接受祂的将是我们的自由,但首先是恩典。

我们祈求上主为的是求祂协助我们,一直保持对甚至牺牲了自己的祂拥有的愿望、渴望。求祂增加我们所有人以活圣饼基督滋养自己的想念。一旦克服当前的困难,就在我们所有人内增长「过复活节」的愿望。「使凡信他的人不至丧亡,反而获得永生」。


Leave a comment

我们圆满地生活这些困难的日子

亲爱的堂区教友,

请容许我给你们写这封简短的信,以表达我愿意在这艰难时刻与你们心灵同在。

试问这疫情的考验对基督徒有什么意义?它给了什么教训?在这疫情中,我们要怎样以基督徒的视野去阅读和经历这考验?

首先我想要给我们大家说,举目回顾有许多人,数百万人,多年来生活在战争、饥饿、与口渴的病毒中,他们是疟疾和麻风病的受害者。让我们与教宗方济各同心协力,他在世界主教会议后「亲爱的亚马逊」宗座劝谕中邀请我们实现一个梦想:「在一个不容易治愈的痛苦与鄙视的历史中」同时照顾环境与人民。 (亲爱的亚马逊16条)

这考验在四旬期来到了。星期三圣灰占礼邀请我们,重新发现自己是脆弱的。这并不意味着陷入痛苦与屈服的沮丧中。作为基督徒,重新发现自己是脆弱的意思是,承认我们是天主的子女,我们需要天父的帮助。我们是脆弱的,但在可靠的人手中。天主不抛弃我们,我们应召信赖祂。格林多人后书写说:「我为基督的缘故,喜欢在软弱中,在困苦中:因为我几时软弱,正是我有能力的时候」。这深入的谦虚与信任态度也是我们祈祷和生活的基础。圣保禄清楚知道怎样面对和经历每个事件,尤其是面对困难;在体验自己软弱的时候,天主的大能就显现出来,祂不抛弃我们,不让我们孤独,反而成为我们的支持和力量。

有人对我,身为本堂神父,表达了他们不能容忍人与人之间保持距离的规定。除了我们要听从医学专家和政府为防止病毒扩散的措施所指示的这个和一切规定以外,我们还要在这客观形势下尝试思考:我怎样在这一切中能找到一个基督信仰的范畴?四旬期可再次帮助我们。这保持「安全距离」的邀请可促使你们找到独处、寂寞和祈祷的时刻。我们经常处在群众中,也经常寻找人群,噪音和混乱;现在我们要圆满地生活这些寂寞的时刻,重新发现祈祷与天主的陪伴。我们不要忘记在祈祷中基督徒是团结一致,合而为一的。我们不是分开的,而是一个民族。

为了如同基督徒般「圆满地」生活这困难的时刻,还有另一个方法。就是不要个体地,甚至自私地生活。让我们接受教宗与罗马代理枢机主教的邀请,去实践仁爱。仁爱会打败病毒。在我们简单的日常生活中,我们会找到很多机会。我感谢所有那些已经开始行动的人,他们给我写信,告诉我他们可随时支配;他们给那些不能出门的单独老年人购物,或是买药。帮助那些要在家里照顾孩子的人。对那些因许多商业和生产活动受阻有经济困难的人来说,这些是慷慨的行为。

祂必会承认我们,不是因我们活出了一个强大、坚固、从来没怀疑过的信德,而是因我们爱过;我们会被承认,也不是因我们经历了一个不可动摇的望德。相反的,我们信德脆弱时也会被承认,因为我们知道尤其在困难中去爱。

耶稣基督显示给了我们慈悲的天父,比起坚强,祂更要我们快乐,即便软弱,但以信德去爱,相信有一个圣神先于我们而来,祂扶持我们和领导我们走向一个完整的真理。耶稣看见天开了,天主圣神以白鸽的形状将来。从这个永远打开的天空,这不在任何恐惧内关闭的天空,我们再次等待圣神的恩典,祂继续行动、疼爱我们、以多种语言和各种方式讲话。让我们祈求天主使我们能听懂它,也祈求圣母使我们能保守它。

谢谢。

我降福你们。

方济各神父

2020年3月7日


Leave a comment

Pellegrini alla sorgente del dono

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato sull’ Osservatore Romano dell’11 marzo 2020. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Il Vangelo della III Domenica di Quaresima

Don Francesco Pesce

Si legge nel Libro dell’Esodo al capitolo 17: «Il Signore disse a Mosè: prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà».

imgsorgente

La roccia fa scaturire l’acqua. Per fare questo ci vuole la fede. Occorre avere questa fede, affinché dalla dura roccia della nostra vita possa emergere l’acqua viva. Ci vuole anche la fiducia nell’uomo, che, nonostante le sue contraddizioni, le sue ferite e il suo peccato, rimane immagine e somiglianza di Dio. Sappiamo tutti che a volte la vita si presenta proprio con la sua faccia più dura, proprio come una roccia. Come leggere e vivere in prospettiva cristiana quello che sta accadendo in tutto il mondo in questi giorni, circa il contagio del coronavirus? Allo stesso modo che insegnamenti trarre dalla fatica del viaggio, dalla sete, dal caldo, dalla solitudine del mezzogiorno sperimentati dalla donna samaritana, già reietta per essere e donna e samaritana?

Siamo chiamati prima di tutto a sollevare lo sguardo per tornare a vedere che ci sono molti, e sono milioni, che da tanti anni vivono nel mezzo del virus della guerra, della fame e della sete, vittime di malaria e di lebbra, vittime della nostra spietata indifferenza. Uniamoci a Papa Francesco che nella Esortazione Apostolica Postsinodale Querida Amazonia ci invita ad un sogno: unire cura dell’ambiente e cura delle persone in: «Una storia di dolore e di disprezzo che non si risana facilmente»(QA 16)

Questa prova del coronavirus è arrivata nel Tempo di Quaresima. Riscoprirci fragili è l’invito del mercoledì delle Ceneri. Questo non significa cadere nello sconforto della sofferenza e della rassegnazione. Come cristiani riscoprirsi fragili significa riconoscerci figli, bisognosi dell’aiuto del Padre. Siamo fragili ma Dio non ci abbandona e noi siamo chiamati a fidarci di lui.

Gesù Cristo è la risposta alla nostra fede, alle nostre speranze, alle nostre fragilità, e dice ad ognuno di noi con le parole del Vangelo: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre». Il cammino di Quaresima è un pellegrinaggio alle sorgenti del nostro essere più profondo, è la riscoperta della nostra coscienza illuminata dallo Spirito, come vero e unico tempio dove desiderare e adorare il Signore.

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”». Come la donna del Vangelo anche noi non conosciamo fino in fondo il dono di Dio; a volte pensiamo che l’incontro con il Signore venga al termine di una enorme fatica, un guadagno da ottenere dopo aver ottenuto dei meriti. L’acqua di cui abbiamo sete, è Dio stesso che si dona prima di ogni cosa nel suo amore di Padre. Dopo sarà la nostra libertà a saperlo accogliere, ma il dono è prima di tutto.

Preghiamo il Signore perché ci aiuti a mantenere sempre il desiderio, la sete di Lui che arriva addirittura ad offrire se stesso. Si accresca in tutti noi la nostalgia di nutrirci di Cristo, Pane vivo. Cresca in noi tutti il desiderio di “fare Pasqua” una volta superate le attuali difficoltà. «Perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna».


Leave a comment

Una riflessione cristiana sul Corona virus

In questi giorni siamo coinvolti in una vicenda dolorosa che tutti ci supera e chiama a vigilanza e attenzione. Desidero scrivere una breve riflessione per esprimere la mia vicinanza spirituale in questi giorni difficili.

Cosa ci dice come cristiani questa prova? Ci insegna qualcosa? Come leggerla e viverla da una prospettiva cristiana? Innanzitutto vorrei dire a tutti noi di sollevare lo sguardo per tornare a vedere che ci sono molti, e sono milioni, che da tanti anni vivono nel mezzo del virus della guerra, della fame e della sete, vittime di malaria e di lebbra. Uniamoci a Papa Francesco che nella Esortazione Apostolica Postsinodale “Querida Amazonia” ci invita ad un sogno: unire cura dell’ambiente e cura delle persone in “una storia di dolore e di disprezzo che non si risana facilmente”(QA 16).
Questa prova è arrivata nel Tempo di Quaresima. Riscoprirci fragili è l’invito del Mercoledì delle Ceneri. Questo non significa cadere nello sconforto della sofferenza e della rassegnazione. Come cristiani riscoprirsi fragili significa riconoscerci figli, bisognosi dell’aiuto del Padre. Siamo fragili ma in buone mani. Dio non ci abbandona e noi siamo chiamati a fidarci di lui. Si legge nella seconda lettera ai Corinzi: “Mi compiaccio nelle mie debolezze, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte”. Questo atteggiamento di profonda umiltà e fiducia è fondamentale anche per la nostra preghiera e per la nostra vita. San Paolo comprende con chiarezza come affrontare e vivere ogni evento, soprattutto la difficoltà; nel momento in cui si sperimenta la propria debolezza, si manifesta la potenza di Dio, che non abbandona, non lascia soli, ma diventa sostegno e forza.

Come parroco, qualcuno mi ha espresso insofferenza verso la norma della distanza tra le persone. Oltre al fatto che siamo tutti invitati a seguire questa e tutte le norme che scienziati medici e autorità ci indicano di seguire come misure per contrastare la diffusione del virus, cerchiamo anche in questa situazione oggettiva di pensare: in che modo posso trovare una dimensione cristiana in questo? Di nuovo ci aiuta il Tempo della Quaresima. L’invito a questa “distanza di sicurezza” possa spingervi a trovare momenti di solitudine, silenzio e preghiera. Siamo spesso nella massa, spesso in cerca di folla, di rumore, di confusione; viviamo ora questi momenti di solitudine in pienezza, riscoprendo la preghiera e la compagnia di Dio. E non dimenticando che nella preghiera i cristiani sono uniti, sono uno. Non siamo separati, ma siamo un solo popolo.

C’è un altro modo per vivere “in pienezza” come cristiani, questo tempo difficile. Non vivendolo individualmente, magari anche egoisticamente. Raccogliamo l’invito del Santo Padre a esercitare la Carità. La Carità sconfigge il virus. Ci sono tantissime opportunità, nella semplice quotidianità della nostra vita. Ringrazio tutti coloro che già si sono attivati e che mi hanno scritto e detto la loro disponibilità; fare la spesa o comprare delle medicine agli anziani soli che non possono uscire. Aiutare chi deve tenere i bambini a casa. Gesti di generosità per chi è in difficoltà economiche a causa del blocco di molte attività commerciali e produttive.

Noi saremo riconosciuti da Lui, non se abbiamo vissuto una fede forte, dura che non ha mai dubitato, ma se abbiamo amato; non saremo riconosciuti neanche se avremo vissuto una speranza incrollabile. Al contrario saremo riconosciuti nella fragilità di una fede che ha saputo amare anche e soprattutto nelle difficoltà.

Gesù Cristo ci ha rivelato un Padre misericordioso che ci vuole più felici che forti, deboli, ma che amano con la fede che c’è uno Spirito che ci previene ci sostiene e ci guida verso la verità tutta intera. Gesù vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere come una colomba. Da questo cielo aperto per sempre, e non chiuso dentro nessuna paura, noi attendiamo ancora una volta il dono dello Spirito che continua ad agire, a volerci bene e parla in molte lingue e in molti modi. Chiediamo al Signore di saperlo ascoltare e alla Madonna di saperlo custodire.

Grazie.

Con la mia Benedizione

don Francesco Pesce


Leave a comment

I sogni di Papa Francesco: “Querida Amazonia”

Ieri si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco “Querida Amazonia, frutto dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica conclusa con il testo intitolato “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”, che si è svolta dal 6 al 27 ottobre 2019.

Papa

All’inizio della conferenza è stato mandato un video introduttivo “Esortazione Apostolica Postsinodale Querida Amazonia”: nel quinto anniversario della Laudato Si’, Papa Francesco vuole condividere quattro grandi sogni per l’amata Amazzonia.

Alla conferenza sono intervenuti:

Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, che ha ricordato l’Angelus del 15 ottobre 2017, durante il quale il Papa ha indetto l’Assemblea Speciale del Sinodo dell’Amazzonia. Da quel momento è iniziato il processo sinodale. Il questionario è stato pubblicato l’8 giugno 2018. Si sono svolti 260 eventi nel territorio amazzonico, tra assemblee, forum e altre attività. Hanno partecipato piu di 87.000 persone all’evento. Durante il Sinodo c’è stato ascolto e attiva partecipazione. Diversi sono stati gli interventi del Papa durante il Sinodo: il discorso di apertura in cui ha parlato di quattro dimensioni, quella pastorale, culturale, sociale ed ecologica, che si rispecchiano nel Documento finale. L’Esortazione sviluppa il tema di nuovi cammini nelle quattro dimensioni.

Em.mo Card. Michael Czerny, S.I., Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Segretario Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, che ha ricordato che al centro dell’Esortazione c’è l’amore del Papa per l’Amazzonia e per i suoi popoli. L’Amazzonia ha colpito il Papa nel suo splendore e dramma. Questo denuncia tutta una serie di avvertimenti. Il Papa prega che tutta la Chiesa si lasci arricchire e mettere in discussione da questo grido e che si possa trovare ispirazione in questo documento. E’ un’Esortazione post-sinodale, è un Documento magisteriale. È costituito da proposte che i padri sinodali hanno votato e approvato. Il Papa incoraggia tutti a leggerlo integralmente e ad avanzare lungo cammini concreti per consentire all’Amazzonia di liberarsi dai mali che l’affliggono.

P. Adelson Araújo dos Santos, S.I., Teologo e Docente di Spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana, che arriva da Manhaus, in Amazzonia. Dal punto di vista teologico la prima cosa che spicca è il titolo dell’Esortazione, “Querida Amazzonia”, cara Amazzonia, che indica che il Papa vuole dire a questi popoli che sono amati da lui. Ci esorta a prenderci cura dell’ambiente che ci è stato donato tutti i giorni. Perché chi ama si prende cura. Invece di presentare conclusioni o proposte concrete, il Papa preferisce condividere quattro suoi sogni: quello pastorale, culturale, sociale ed ecologico.

Suor Augusta de Oliveira, S.M.R., Vicaria Generale delle Serve di Maria Riparatrici, che ha parlato di conversione pastorale, culturale, sociale ed ecologica. L’Esortazione è un dono prezioso, è il coraggio di sognare, alimenta speranza e progetta il futuro con proposte possibili. Colpita dal titolo che ha un significato grande e particolare: manifesta amore, tenerezza, impegno, cura, protezione e affetto. Il cammino sinodale ha aperto molti orizzonti. I quattro grandi pilastri dell’esortazione formano la base per continuare a navigare e a sognare per e con l’Amazzonia: è proprio questo il grande appello dell’Esortazione. Suor Augusta sottolinea anche che nell’Esortazione trovano posto la forza e il dono delle donne: molte comunità lungo i fiumi, nelle foreste e nelle città esistono e si mantengono grazie alla forza, al coraggio e alla generosità di tante donne che trasmettono la fede. Una presenza attiva che offre un contributo davvero prezioso.

Prof. Carlos Nobre, Scienziato, Premio Nobel 2007, Membro della Commissione Scienze Ambientali del Consiglio Nazionale di Sviluppo Scientifico e Tecnologico, che sottolinea come Papa Francesco abbia aperto e incoraggiato alla partecipazione al Sinodo il mondo degli scienziati, come già fatto per la Laudato Si’. L’Esortazione si ispira infatti alla Laudato Si’, alla cura della Casa comune, e potrebbe essere la “figlia” di Laudato Si’. A nome della comunità scientifica, il Professore ha appoggiato le tesi di “Querida Amazonia”. Si sofferma sul tema dell’agricoltura sostenibile: il Papa ci esorta alla ricerca di un’agricoltura sostenibile e a cercare energie non inquinanti. Ci invita a creare posti di lavoro dignitosi, a costruire un modello di sviluppo sostenibile in un mondo in cui nessuno sia lasciato indietro. Si sofferma sul tema della saggezza indigena: le popolazioni indigene sono le custodi del sapere della foresta. Per esempio, l’agricoltura a mosaico, che comporta la salvaguardia della natura. L’antica saggezza indigena, con le nuove tecnologie, vanno unite: la scienza e le tecnologie avanzate insieme ad una conoscenza locale possono generare ecologia integrale, che può favorire il pieno sviluppo dell’umanità. La foresta amazzonica è il cuore biologico della terra, il pianeta non può vivere senza l’Amazzonia. Per rispondere al grido dell’Amazzonia e mantenere il cuore della terra, dobbiamo abbandonare il modello attuale che inquina e questo appello del Papa incoraggerà la Chiesa a svolgere il suo ruolo in Amazzonia e oltre. Tutto questo per promuove inclusione e sostenibilità, per rendere realtà i sogni di Papa Francesco.

Presente con un contributo video, S.E. Mons. David Martínez de Aguirre Guinea, O.P., Vescovo del Vicariato di Puerto Maldonado, Segretario Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, che ha ricordato che a Puerto Maldonado ha avuto inizio l’avventura del Sinodo e da quel giorno è iniziato un processo di ascolto di tutte le comunità indigene e di contadini per tracciare nuovi cammini per un’ecologia integrale. Il Papa ha posto l’Amazzonia nel cuore della Chiesa. Già il titolo dell’Esortazione, “Querida Amazonia”, dimostra l’amore che il Papa ha per questo territorio. L’Esortazione è una poesia d’amore, che piange per i crimini e le ingiustizie e che mostra anche la meraviglia della bellezza di questa foresta e di questi popoli. L’Esortazione ci incoraggia a cercare nuove vie di consenso e ad essere vicini ai più vulnerabili e a prenderci cura della nostra Casa Comune.


Leave a comment

乐在苦中

我们把罗马观察报2020年2月4日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

常年期第五主日福音

方济各神父

本主日福音像一颗珍贵的宝石一样镶嵌在真福八端与山中圣训之间,它叫我们成为盐和光,为了有助于建立一座城市,那里天主有形可见,且人人都触手可及。

img

福音上说的不是「你们将是」而是「你们是」;这是一种情况,一种圣召,是我们的本质,因天主的恩典接受到了一个在今日生命中真正和特有的见证使命。世界有权利、愿望、和需要的一个见证,更好说是一个预言的见证。

成为地上的盐意味着对我们自己,并对有时不知怎么称呼自己的现代人类说,你是爱子。它的意思是给一个经常被断定的生活带来新的味道,该生活被那些认为自己毫无罪污的人放在了角落,他们是无情和虚伪的哨兵,嘲笑你的弱点,没有屈躬迎接和保守它,反倒判决使之孤立。

成为光的意思是高举着耶稣的圣言、真福八端。是温和地,无所需求地倾听弱点,传达信仰真实的快乐,表现出基督信徒真正的团体与身份,也就是成为真福八端的民族。成为光就是打断我们劳累的自我封闭,我们的自我主义,打开自己,并给所有人奉献真正的光,那照耀每个人的光。我们需要的是那些发光的,而不是颁布不可上诉的判决的基督信徒;是热爱世界,而不是从他们象牙之塔上鄙视它的男人和女人。

盐和光贯穿整个圣经,在福音里他们不是一个比喻,而是基督徒生活的身份。我们都要非常小心,不要成为像雇佣军一样的人,他们穿上制服去谈论,甚至高喊是基督徒,甚或以西方基督徒的身份,为了自己的利益而利用教会。有些人,「守护」一个没有基督的基督宗教,为了用它猛烈地反对世界,其实他们是自己和自己权力的守护者,是我们再也无法容忍的荒谬宗教战争的新十字军。我们不是要守护基督、教会、与世界,而是要服务和喜爱他们。

城市不需要守护者,而需要工人,因为要把它重新置放在山上。乐在苦中,借助圣神的力量,我们被召唤首先以慈善的行动,一砖一瓦地打破使这座城市成为堡垒的高墙;然后,我们要建立弟兄友爱的空间,那里天父将慈悲的手伸向所有人,并显出祂的光荣,而不是我们自己的光荣。耶稣说得很清楚:「你们应当心,不要在人前行你们的仁义,为叫他们看见」(玛 六,1)。真福八端的对立面就是虚伪。

拯救的历史教导我们,天主在历史上的计划表示出祂的意愿,不因城市的缺点而鄙视它,但要改变它的面貌。


Leave a comment

Con gioiosa fatica

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato sull’ Osservatore Romano del 4 febbraio 2020. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Il Vangelo della V Domenica del Tempo ordinario

Don Francesco Pesce

Il Vangelo della scorsa Domenica è incastonato come una gemma preziosa tra le Beatitudini e il Discorso della montagna, e ci chiama ad essere sale e luce per contribuire alla costruzione di una città dove Dio sia visibile e alla portata di tutti.

img

Il Vangelo non dice «Voi sarete» ma «Voi siete»; è una condizione, una vocazione, è la nostra natura che per Grazia ha ricevuto un vero e proprio ministero della testimonianza nell’oggi della vita. Una testimonianza, più ancora direi una profezia, di cui il mondo ha diritto, desiderio, bisogno.

Essere sale della terra significa dire a noi stessi e all’uomo moderno che a volte non sa più neanche come si chiama, tu sei figlio amato. Dare un nuovo sapore ad una vita troppo spesso giudicata, messa all’angolo da chi si crede senza macchia e senza colpa, spietate e ipocrite sentinelle che irridono la tua fragilità e invece di curvarsi per accoglierla e custodirla la condannano all’isolamento.

Essere luce significa tenere alta la Parola di Gesù, le Beatitudini. Ascoltare le fragilità, con mitezza, senza pretendere nulla, comunicando la gioia vera della fede, manifestando la vera comunità e identità cristiana che è essere il popolo delle beatitudini. Spezzare le stanche chiusure su noi stessi, i nostri individualismi, aprendoci, e offrendo a tutti la luce vera quella che illumina ogni uomo. Abbiamo bisogno di cristiani che emanano luce e non sentenze inappellabili, uomini e donne che vogliono bene al mondo e non lo guardano con disprezzo dalla loro torre d’avorio.

Il sale e la luce percorrono tutta la Scrittura e nel Vangelo non sono metafora ma identità della vita cristiana. Dobbiamo stare tutti molto attenti a non diventare come i mercenari che si mettono addosso una divisa parlando, anzi gridando, di identità cristiana, magari occidentale, per servirsi della Chiesa per il proprio tornaconto. Vi sono alcuni che, “difendono” un cristianesimo senza Cristo per scagliarlo con violenza contro il mondo, in realtà difensori di loro stessi e del loro potere, nuovi crociati di una ridicola guerra di religione che non possiamo più tollerare. Cristo la Chiesa il mondo non si difendono ma si servono e si amano.

La città non ha bisogno di difensori, ma di operai perché deve essere ricollocata sul monte. Con gioiosa fatica, con la forza dello Spirito Santo siamo chiamati con le nostre opere buone, mattone dopo mattone, prima di tutto ad abbattere le alte mura che hanno fatto della città un fortino; poi dobbiamo costruire spazi di fraternità dove il Padre tenda a tutti la sua mano misericordiosa manifestando la sua Gloria, non la propria gloria. Gesù è stato molto chiaro: «Guardatevi dal compiere le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 6, 1). L’opposto delle beatitudini è infatti l’ipocrisia.

La storia della salvezza ci insegna che il disegno di Dio nella storia esprime la Sua volontà di non disprezzare la città a causa delle sue mancanze, ma di trasfigurarla.