ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Testimoniare la nostra gioia Gesù

La conclusione del Sinodo sui giovani

Il documento finale del Sinodo sui giovani che si è chiuso ieri, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, guiderà il discernimento della Chiesa nei mesi a venire.

Come è noto , il Santo Padre Francesco ha voluto iniziare lo scorso anno, con una sua personale lettera  ai giovani di tutto il mondo, questo cammino: “ Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori” (lettera papa Francesco ai giovani).

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Anche i Padri sinodali, ieri durante la Santa Messa in San Pietro hanno voluto donare a tutti i giovani del mondo una Lettera dove si esprime la grande fiducia della Chiesa :” siete il presente, siate il futuro luminoso”.

Papa Francesco nella sua omelia ha esortato la Chiesa a mettersi sempre in ascolto, essere prossima e testimone della gioia che è Gesù.

In questo modo tutti insieme potremo camminare sulla strada della santità, come esorta la conclusione del documento finale del sinodo :” È stato chiaro fin dall’inizio del percorso sinodale che i giovani sono parte integrante della Chiesa. Lo è quindi anche la loro santità, che in questi ultimi decenni ha prodotto una multiforme fioritura in tutte le parti del mondo: contemplare e meditare durante il Sinodo il coraggio di tanti giovani che hanno rinunciato alla loro vita pur di mantenersi fedeli al Vangelo è stato per noi commovente; ascoltare le testimonianze dei giovani presenti al Sinodo che nel mezzo di persecuzioni hanno scelto di condividere la passione del Signore Gesù è stato rigenerante. Attraverso la santità dei giovani la Chiesa può rinnovare il suo ardore spirituale e il suo vigore apostolico. Il balsamo della santità generata dalla vita buona di tanti giovani può curare le ferite della Chiesa e del mondo, riportandoci a quella pienezza dell’amore a cui da sempre siamo stati chiamati: i giovani santi ci spingono a ritornare al nostro primo amore (cfr. Ap 2,4).”

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Celebrati in Cina i 50 anni della pubblicazione della Bibbia del Beato Gabriele Maria Allegra

La scorsa settimana si è tenuto a Pechino un Forum ecclesiale per celebrare il 50mo anniversario della pubblicazione della traduzione in cinese della Bibbia a opera dello Studium Biblicum Franciscanum di Hong Kong (in cinese Sigao Shengjing思高圣经), iniziata e diretta dal Beato Gabriele Maria Allegra, OFM.

Il simposio, organizzato dal Faith Institute for Cultural Studies e dalla Chiesa Cattolica cinese, si è svolto nella giornata del 18 ottobre 2018, presso il Friendship Hotel di Pechino. Vi hanno partecipato vescovi, sacerdoti, religiose e laici, che hanno condiviso esperienze e studi sulla traduzione, l’educazione, la spiritualità, l’evangelizzazione e la pastorale biblica.

La cerimonia di apertura è stata presieduta da Mons. Giovanni Battista Yang Xiaoting, vescovo di Yan’An (Shaanxi), con diversi saluti a partire da quelli di Mons. Giuseppe Guo Jincai, vescovo di Chengde (Hebei). Entrambi i prelati erano a Roma nelle scorse settimane per partecipare al Sinodo sui giovani – la prima volta per due vescovi della Cina continentale.

Nel suo discorso, Mons. Guo ha ricordato che “Ignorantia Scripturae, ignorantia Christi est” e ha ripercorso il processo di traduzione dell’edizione biblica curata dallo Studium Biblicume il contesto storico della sua pubblicazione. Come è noto, questa edizione – la prima versione cattolica completa della Sacra Scrittura in cinese dai testi originali pubblicata a Hong Kong nel 1968 e autorizzata in Cina nei primi anni ’90 – rimane la più apprezzata e utilizzata dai fedeli.

Erano presenti e hanno partecipato alle varie sessioni diversi seminari da varie parti della Cina, come il Seminario di Pechino, di Shenyang (Liaoning), dello Shaanxi, dello Sichuan, di Jilin, di Sheshan (Shanghai) e dell’Hebei. Diversi sacerdoti e religiose che hanno partecipato sono dediti all’insegnamento della Bibbia in diversi ambiti. Dalla condivisione è emersa una consapevolezza condivisa dell’importanza della Bibbia nella vita della Chiesa, del fatto che “per amare Dio dobbiamo iniziare dalla Bibbia” – come affermato da un sacerdote tra i partecipanti.

Durante il Simposio si è sottolineata la necessità di promuovere maggiormente la lettura della Bibbia, in particolare tra i laici, attraverso gruppi di studio e la Lectio Divina; aggiornare la formazione biblica nei seminari e tra i sacerdoti che operano nelle parrocchie; pensare di creare un gruppo di studiosi della Bibbia, un centro biblico o di formazione biblica; includere maggiormente le concordanze nelle edizioni bibliche; disporre di maggiori risorse in cinese per lo studio della Bibbia; e prestare più attenzione al potenziale dei nuovi mezzi di comunicazione sociale. Alcuni partecipanti hanno reiterato l’apprezzamento per la traduzione del Beato Allegra, una traduzione eccellente, elegante e accurata. Tra le sfide o le difficoltà emerse, sono stati menzionati il fatto che la lingua col tempo cambia e molte espressioni o termini impiegati nella versione dello Studium Biblicumsono oggi caduti in disuso e andrebbero aggiornati. Vi sono poi differenze idiomatiche tra Cina continentale e Hong Kong o Taiwan. Mancano poi traduzioni bibliche nelle lingue delle minoranze etniche in Cina.

La discussione è stata molto attiva e concreta da parte di tutti i partecipanti e si è conclusa con le parole di Mons. Giuseppe Shen Bin, vescovo di Haimen (Jiangsu), appena rientrato dall’Italia, dove ha partecipato all’incontro internazionale Ponti di pace organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio a Bologna. Mons. Shen ha espresso gratitudine ai partecipanti, sperando di mettere insieme la saggezza condivisa da ciascuno per poterla concretizzare in azione attraverso la collaborazione di tutti.

Breve storia della traduzione dello Studium Biblicum Franciscanum

Padre Gabriele Maria Allegra (1907-1976), frate francescano siciliano beatificato da Papa Benedetto XVI il 29 September 2012, è l’iniziatore di questa opera di traduzione biblica. Concepì l’idea dopo aver partecipato a una conferenza a Roma, nella quale si parlava di Giovanni da Montecorvino OFM (1247-1328), missionario in Cina durante la dinastia Yuan (1279-1368), fondata dai discendenti mongoli di Gengis Khan, e la sua traduzione del Nuovo Testamento e dei Salmi in lingua mongola. Apprendendo come una “scossa elettrica” che non vi era ancora una traduzione completa della Bibbia in cinese (mentre i protestanti ne avevano già diverse, comprese le lingue etniche), Padre Allegra iniziò negli anni ’30 il lavoro di traduzione, che portò a termine negli anni ’60. Nel 1961, la traduzione fu pubblicata in diversi volumi a Hong Kong, dove aveva fondato lo Studium Biblicum Franciscanum, per essere coadiuvato da cinesi nell’opera di traduzione. L’edizione in un unico volume, più pratica per l’uso dei fedeli, fu pubblicata nel 1968, il giorno di Natale. La traduzione si basa sui testi originali, non più sulla Vulgataa differenza della maggioranza delle traduzioni precedenti, tutte parziali e in massima parte del Nuovo Testamento, fatta eccezione per la traduzione del gesuita Louis de Poirot (1735-1813), che Padre Allegra conosceva e di cui fece delle foto recandosi alla chiesa del Nord di Pechino (Beitang) dove ne era conservata una copia. Tuttavia, la Bibbia di Padre Allegra non fu autorizzata in Cina continentale prima degli anni ’90. Fino a quel tempo, i cattolici cinesi usavano una precedente versione del Nuovo Testamento dalla Vulgata, di un altro padre gesuita, cinese, Joseph Xiao Jingshan 蕭靜山(1855-1924), pubblicata nel 1922, con diverse revisioni, di cui l’ultima condotta guardando ai testi originali nel 1956. La Cina autorizzò inizialmente la stampa solo del’Antico Testamento della Bibbia Sigao, da accompagnarsi al Nuovo Testamento di Xiao, e successivamente dell’edizione completa. Come emerso dal Forum ecclesiale che si è tenuto in questi giorni a Pechino, la Bibbia di Padre Allegra rimane la più amata e utilizzata dai cattolici cinesi.

Foto:©Francesco Pesce/TherAsia onlus

 


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La Verità è la Misericordia

Misericordia e Verità si incontreranno ci ricorda il salmo 85. La misericordia non è solamente un gesto che comunica amore, che trasferisce dall’alto in basso l’Amore di Dio,ma è molto di più. Misericordia è uno stare in comunione con la verità dell’altro; stare in comunione con la dignità dell’altro, figlio di Dio. La verità dell’uomo infatti è prima di tutto la sua immagine e somiglianza con il creatore. Si assiste ogni tanto a qualche maldestro tentativo, di separare e anche contrapporre la verità dalla misericordia, la prima apparterrebbe alla dottrina, e la seconda sarebbe un esercizio pastorale ; questo è un tragico errore, perché la misericordia non è un metodo pastorale, ma  è il cuore stesso del vangelo, il cuore stesso di Dio. La verità è prima di tutto la dignità di ogni persona fatta ad immagine e somiglianza di Dio; c’è però un’altra “verità”che risponde alla domanda del Signore che ci lava i piedi:” capite quello che vi ho fatto?”(Gv13,12) La risposta è un secco no! Anche questa è verità.

Non abbiamo capito che la misericordia è scendere dai propri scranni,togliersi qualche mantello di troppo e lavarci i piedi gli uni con gli altri. Non abbiamo capito che la misericordia è incontrare l’uomo,ogni uomo, là dove vive soffre e ama, per annunciare la Buona Notizia. Non abbiamo capito che la misericordia non è portare il regno di Dio,ma  dire che il Regno di Dio è già in mezzo a voi,aiutando a scoprirlo con delicatezza rispetto e compassione. Non abbiamo capito che:” il giudizio sarà senza misericordia,contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio (Gc2,13). La misericordia rappresenta oggi per la Chiesa un appuntamento con la storia. Nei primi secoli abbiamo difeso la fede, dopo abbiamo portato il vangelo fino ai confini della terra; oggi forse il compito dei cristiani è dire al mondo moderno che certamente la storia è molte volte una povera storia, fatta di poveri uomini, un oceano infinito di sangue, ma rimane una storia della salvezza, dove il Padre non cessa di tendere la sua mano e dove il vangelo della misericordia inesorabilmente si compie. Misericordia significa anche riconciliazione:”Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo affidando a noi la Parola della riconciliazione”(2Cor5,19).Non  possiamo dimenticare questo aspetto fondamentale. Noi cristiani dobbiamo vivere il mondo, con la certezza che l’esigenza di fraternità fra gli uomini è anche comunione con Dio e quindi è una vocazione, una chiamata. I cristiani credono che questa aspettativa  di fraternità universale non sarà sconfitta dalla storia,perché in Gesù Cristo la riconciliazione è già cominciata. La nostra fede in Cristo è dunque una fede in un preciso destino del mondo, quello della riconciliazione. La Chiesa non è dunque un’alternativa storica, ma è il lievito dell’unica storia degli uomini e dei popoli. Noi non ci poniamo come ideologia contro altre ideologie, ma come segno e strumento di riconciliazione.”Affidando a noi la Parola della riconciliazione”.A noi è affidata questa Parola. A noi non è affidata la parola della guerra,del fondamentalismo religioso,della competizione eretta a sistema,ma questa Parola Misericordia, che spezza le barriere, abbatte i muri,riconcilia e dona la Pace. Quella vera.


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Una perenne Pentecoste

Paolo VI santo

“La Chiesa ha bisogno della sua perenne Pentecoste” affermava  Paolo VI. Durante tutta la sua vita ebbe una forte esperienza dello Spirito che sostiene ogni debolezza; seppe annunciare con la Parola e con la testimonianza che tra la Chiesa e il mondo, non solo non c’è opposizione, ma c’è un rapporto di ascolto e di servizio, fondato sull’evento della Incarnazione: “non si creda di giovargli assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo, servendolo.”( cfr Testamento di Paolo VI)

Dall’apostolo di cui portava il nome ha assunto il coraggio di confrontarsi con ogni modernità, la fiducia e la gioia di sperimentare che: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio. (Rm8,28)

Paolo Vi ha confermato i suoi fratelli nella fede, e superando con forza profetica i confini del suo Ministero, ha annunciato anche agli uomini di buona volontà la Speranza che non delude, la Civiltà dell’Amore da cui nessuno è escluso, nessuno è dimenticato. Guidando la barca della Chiesa nel Concilio e nel post concilio, tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, valorizzando le grandi conquiste dell’uomo moderno, ha lasciato a noi una testimonianza impressionante di santità quotidiana, quella alla quale ci sprona papa Francesco nella Gaudete et Exultate.

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E’ l’uomo Giovanni Battista Montini, sacerdote, vescovo e papa ad essere elevato a modello ed intercessore per tutta la Chiesa. Una santità vissuta giorno dopo giorno nella sua vicenda personale, come testimoniano quei capolavori spirituali che sono le sue lettere ai famigliari; una santità vissuta nella fatica pastorale per i suoi studenti e nel servizio umile e forte alle grandi cose del papa durante gli anni alla Segreteria di Stato. Una santità offerta e sofferta nel Suo ministero episcopale a Milano, a servizio di ogni uomo. E finalmente una santità che ha ricevuto le chiavi di Pietro per aprire le porte al Salvatore del mondo, e dire ai poveri la Beatitudine di Cristo.

Una santità romana:” Sì, Roma ho amato, nel continuo assillo di meditarne e di comprenderne il trascendente segreto, incapace certamente di penetrarlo e di viverlo, ma appassionato sempre, come ancora lo sono, di scoprire come e perché «Cristo è Romano”. ( omelia nella Santa Messa l’80° compleanno) Visitando le parrocchie e le realtà diocesane di Roma intendeva portare la Buona Notizia alle genti, incontrare il nuovo popolo di Roma, respirare l’eterna giovinezza della Chiesa, dire all’uomo che Dio è Padre, dire con le parole di Paolo:” Non desidero nulla, desidero voi” (2 Cor. 12, 14). “Voi, Romani. Romani di ieri e di sempre Romani d’origine e di nascita: sapete che Noi abbiamo immensa stima e fiducia di voi? Noi conosciamo la bontà ch’è nei vostri animi e nei vostri costumi; E lo stesso diciamo ai Romani nuovi: a tutti quelli che la Capitale del Paese chiama a Roma, […] specialmente agli Immigrati e a tutta la gente di lavoro che abita nei quartieri operai e periferici della Città. Noi vi accogliamo, Noi vi salutiamo, Noi vi vogliamo bene. Non dovrete sentirvi forestieri a Roma, non dovrete rimanere estranei alla vita, anzi allo spirito della Città. (Ingresso del Vescovo di Roma al Laterano 10 novembre 1963).

Roma e il mondo intero oggi si inchinano riconoscenti e grati al Signore per il dono di questo grande Pastore.


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In cammino per il Clima

Ieri da Piazza San Pietro con la Benedizione dell’Incaricato per la Pastorale sociale della diocesi di Roma, è partito il Pellegrinaggio organizzato da FOCSIV, GCCM – Global Climate Catholic Movement e The Climate Pilgrimage per chiedere ai partecipanti di COP 24 di ridurre il riscaldamento globale

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Protagonista di questo Cammino per il Clima è Yeb Saňo, ex delegato della Repubblica delle Filippine per le conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e responsabile Greenpeace Sudest Asiatico.

Afferma Yeb : “I pellegrini, ispirati dall’Enciclica Laudato Si’, sono i portavoce del messaggio delle comunità locali, incontrate lungo il percorso, e rivolto ai leader mondiali affinché onorino gli impegni presi a Parigi tre anni fa. La Conferenza ONU di Katowice, questo dicembre, potrebbe rivelarsi una pietra miliare cruciale nel percorso tracciato dall’Accordo del 2015.[…] Soprattutto, vogliamo che le persone vedano la crisi climatica come una crisi dello spirito che investe tutta l’umanità e come una questione di giustizia per l’intero Pianeta. Una crisi che richiederà un risveglio spirituale globale”.

Il pellegrinaggio che è partito ieri si pone in ideale continuità con l’ incontro di preghiera ecumenico per il creato, che si è svolto ad Assisi, il 31 agosto, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per il creato.

In una conferenza stampa organizzata presso la sede della Radio Vaticana è stato presentato anche il Manifesto per il Clima


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Giovani con papa Francesco e tutta la Chiesa al Sinodo

Il documento preparatorio per il Sinodo sui giovani che si è aperto ieri, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, sta guidando il discernimento dopo il presinodo di Marzo.

Come è noto , il Santo Padre Francesco ha voluto accompagnare con una sua personale lettera  ai giovani di tutto il mondo, questo cammino: “Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori” (lettera papa Francesco ai giovani).

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Anche l’ormai consueto questionario di consultazione, inviato agli organi rappresentativi aventi diritto (Sinodi dei Vescovi e Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche, Conferenze Episcopali, Dicasteri della Curia Romana e Unione dei Superiori Generali) si è rivelato uno strumento utilissimo. C’è stata anche la grandissima novità di una consultazione di tutti i giovani attraverso un sito Internet, con un questionario sulle loro aspettative e la loro vita. Le risposte molto numerose, ai due questionari hanno costituito la base per la redazione del Documento di lavoro che è oggi il punto di riferimento per la discussione dei Padri sinodali. Ancora una volta Papa Francesco ci stupisce e ci incoraggia ad essere protagonisti del Vangelo e testimoni autentici e coraggiosi di vita cristiana. Sono “convocati” tutti i giovani del mondo; sono chiamati a far sentire la propria voce, troppo spesso soffocata dal mondo degli adulti.

“Desidero anche ricordarvi le parole che Gesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano: «Rabbì […], dove dimori?». Egli rispose: «Venite e vedrete» (Gv 1,38-39; Lettera di Papa Francesco ai giovani).

Una novità storica, una sorpresa dello Spirito caratterizza questo sinodo; dopo il recente accordo tra Santa Sede e Pechino sulle nomine episcopali, due vescovi, Giovanni Battista Yang Xaoting e Giuseppe Guo Zincai, hanno avuto la gioia, che è di tutta la Chiesa, di partecipare al Sinodo.

“Oggi, per la prima volta, sono qui con noi anche due confratelli Vescovi dalla Cina Continentale. Diamo loro il nostro caloroso benvenuto”, ha detto Papa Francesco:“La comunione dell’intero Episcopato con il Successore di Pietro è ancora più visibile grazie alla loro presenza”. Una visibile emozione e commozione si sono notate sul volto del papa.

Proprio durante il sinodo dei giovani Papa Francesco eleverà agli onori dell’altare il Suo grande predecessore Paolo VI, il vescovo Romero e il giovane lavoratore Nunzio Sulprizio ; un ulteriore grande dono per  i giovani del mondo.

Percorriamo allora questo cammino sinodale sapendo che il Signore ci chiama a seguirlo con fiducia e passione, certi che durante il viaggio Lui sarà sempre con noi.


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Ospitalità e Libertà; le strade del vangelo

Un tema centrale della spiritualità cristiana è senza dubbio l’«ospitalità». E’ un tema sacro per tutte le religioni e per tutte le culture. Nel NT in Eb 13,2 leggiamo: «Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli». La civiltà post moderna in particolare in occidente ha perso il senso sacro dell’ospitalità perché ha reso economico ogni aspetto della nostra vita, compreso i rapporti tra le persone, basando tutto sulle regole del mercato e del profitto; le regole però non sono frutto di una condivisione, ma sono decise da chi parla di libero mercato, ma in realtà è padrone assoluto del mercato. Aggiungiamo poi una corruzione sistematica ed ecco allora sacche privilegi che usano il mercato per gli interessi di pochi a scapito dei molti. In questo contesto, l’ospite è diventato un semplice turista, su cui soltanto guadagnare.Nel vangelo Gesù entra in un villaggio nella casa di amici e ci da il senso profondo della ospitalità. “Entrò in un villaggio”. Il “villaggio” è il luogo attaccato alla tradizione, al passato. Il villaggio era quello che“l’accampamento”rappresentava nell’Antico Testamento, luogo dove le appartenenze sono divenute schlerotizzate e privilegiate, in cui ogni novità è vista con sospetto, ogni forestiero è già nemico.

Una donna, di nome Marta ospitò Gesù nella sua casa, racconta l’evangelista Luca. “Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”. Maria si mette nella posizione del discepolo verso il maestro. Come San Paolo che racconta negli Atti di essere stato istruito ai piedi di Gamaliele. Maria quindi riconosce Gesù come Maestro. Maria, però non potrebbe fare questo. E’ una donna e le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. Leggiamo ad esempio nel Talmud che “le parole della legge vengono distrutte dal fuoco piuttosto che essere insegnate alle donne”. Maria qui sta compiendo  qualcosa di clamoroso. Trasgredisce una delle leggi fondamentali insegnate dalla Tradizione.

“Tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta”. Cosa non può essere tolto ad una persona? Pensiamo che purtroppo a volte può essere tolta persino la vita ad una persona. Perché Gesù dice che Maria ha scelto una cosa migliore che non può esserle tolta? La risposta è che Maria ha scelto la libertà, attraverso la disobbedienza alla legge. Ecco un altro tema fondamentale, la libertà. Il sovrano può concedere la libertà, ma può anche toglierla in qualunque momento. Questo vale per le persone e come ci insegna la storia vale anche per popoli interi. Quando però la libertà è frutto di una conquista personale, frutto del coraggio di trasgredire regole della tradizione e della religione, che umiliano come in questo caso la dignità della donna, allora quando uno conquista questa libertà nessuno gliela può togliere. Gesù ci chiama a questa libertà; non ci chiama a scegliere una vita contemplativa o una più attiva, perchè la vita è una sola. Gesù ci chiama a fare la scelta della libertà, in particolare la libertà di ascoltare la Sua Parola, e di metterla in pratica in una concreta e solidale apertura agli altri, specialmente verso chi bussa alle nostre porte, scappando dalla guerra e dalla fame. Ospitalità e Libertà sono cose sacre, nessuna religione o istituzione può interferire con esse, perché si metterebbero contro Dio e contro l’uomo.