ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Gesù è risorto! La Settimana di Pasqua nella nostra parrocchia

Monica Romano

Come ogni anno, la Settimana Santa è stata molto intensa. Tanto lavoro per organizzare le varie celebrazioni e i momenti di preghiera, le confessioni, la benedizione delle case, ma anche molti momenti di preghiera e raccoglimento, soprattutto la Domenica delle Palme e durante i giorni del Triduo. Ripercorriamo con questo post, accompagnato da una galleria fotografica, questa intensa settimana vissuta nella comunità di Santa Maria ai Monti, nella Diocesi di Roma.

Domenica delle Palme

Come da tradizione, la Messa solenne della Domenica delle Palme si è celebrata la mattina alle ore 11. Ci si riunisce prima nella piazzetta di Monti, dove si legge il passo sull’entrata di Gesù a Gerusalemme e si benedicono le palme insieme alla comunità cattolica ucraina, che per quell’ora ha terminato la Messa, mentre noi dobbiamo ancora iniziarla. Don Francesco, Mons. Guido Mazzotta, e Don Ivan (parroco degli ucraini) benedicono le palme, insieme ai Fratelli Ortodossi della Georgia, cui la Diocesi di Roma ha affidato una rettoria vicino alla nostra parrocchia. Quest’anno questo momento è stato ancora più ecumenico perché era presente anche un rappresentante di una comunità svedese riformata, il mio amico Fredrik Fallman, sinologo, professore all’Università di Göteborg.

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Dopo la benedizione delle palme, la breve processione si è avviata verso la chiesa per la celebrazione della Messa, intonando il canto “Osanna al Figlio di David, Osanna al Redentor”. La chiesa era gremita e la Messa è stata animata dal coro, quest’anno allargato dal prezioso contributo delle suore che gestiscono l’emporio per i poveri e due ragazze cinesi, Cristina e Sofia, che studiano al Conservatorio di Santa Cecilia. Anche le Messe della sera hanno registrato una notevole partecipazione popolare.

Giovedì Santo

I preparativi per il Giovedì Santo sono iniziati già martedì alle 4 del mattino, con don Francesco e le suore che sono andati al mercato dei fiori per preparare le composizioni floreali e allestire l’Altare della Reposizione. Il mercoledì pomeriggio, le suore hanno preparato delle splendide composizioni floreali – cui se ne sono aggiunte altre regalate da una generosa donatrice della parrocchia e tutte le piante fiorite bianche portate dai parrocchiani – che abbiamo disposto nell’Altare della Reposizione il giovedì mattina, mentre don Francesco partecipava alla Messa crismale presieduta da Papa Francesco. Ci sono volute come sempre diverse ore e abbiamo concluso nel primo pomeriggio. Oltre i fiori, abbiamo disposto anche il pane, l’uva e la stola – a ricordare l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio ministeriale di cui si fa memoria il Giovedì Santo.

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La Messa in Coena Domini è iniziata alle 19:30 – una mezz’ora dopo la Messa serale essendo giorno lavorativo, per favorire la partecipazione. Hanno concelebrato con Don Francesco, Don Ermanno e Don Guido, che aiutano in parrocchia e alcuni religiosi delle rettore vicine. Diversi bambini del catechismo hanno servito come ministranti. La chiesa era talmente piena che diverse persone hanno dovuto trovare vari stratagemmi per potersi sedere – come mettersi dietro al coro. Hanno letto le letture Gigi Accattoli, il nostro “vaticanista parrocchiano”, e in rappresentanza dei “giovani adulti” Anna Maria, mentre la Dottoressa Flaminia Giovanelli, Sottosegretario del Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale, ha letto le preghiere dei fedeli. Don Francesco ha presieduto la lavanda dei piedi per la quale aveva scelto una decina di parrocchiani tra donne, anziani e bambini.

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Alla fine della Messa, accompagnata dal Pange Lingua, la processione ha portato l’Eucarestia all’Altare della Reposizione, per iniziare l’adorazione notturna, che si è protratta fino a dopo la mezzanotte, mentre Don Francesco era a disposizione per le confessioni.

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Dopo la Messa e una sosta di preghiera in parrocchia, mia madre e mia zia sono andate a fare il tradizionale giro delle chiese per il centro di Roma e pellegrinaggio per pregare all’Altare della Reposizione. Hanno così documentato con delle foto la bellezza delle decorazioni floreali di alcune delle stupende chiese di Roma – la Basilica di Santa Cecilia, San Francesco a Ripa e Santa Maria dell’Orto.

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Venerdì Santo

La mattina del Venerdì Santo l’Altare della Reposizione è rimasto allestito per consentire alle persone, soprattutto agli anziani che non erano potuti rimanere la sera precedente, di continuare l’adorazione eucaristica, anche se in forma non solenne. Alle 15, ora della morte di Gesù, si è svolta la Via Crucis in parrocchia, e alle 19:30 la solenne Liturgia della Croce. La processione è entrata in chiesa in silenzio e don Francesco quale celebrante principale si è prostrato di fronte al Tabernacolo vuoto e all’Altare spoglio. Hanno concelebrato Don Ermanno, Don Guido e alcuni religiosi delle rettore vicine. Anche questa sera la chiesa era gremita e la gente ha presenziato con grande partecipazione, soprattutto al momento della Lettura del Passio e dell’adorazione della Croce. Hanno letto Stefania Falasca, giornalista di Avvenire, e Francesco Rui Zhang, giovane cinese della nostra parrocchia. Don Francesco ha letto la Preghiera Universale della Chiesa.

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Subito dopo la Messa alcuni di noi sono corsi al Colosseo per la Via Crucis presieduta da Papa Francesco. Com’è noto, la zona era blindatissima ed essendo noi in lieve ritardo dovuto al protrarsi della Liturgia della Croce in parrocchia fino alle 21 passate, ci siamo messi su una strada laterale dalla quale vedevamo la croce illuminata dalle fiaccole del Colosseo. Non potevamo sentire bene le parole dei lettori e poi del Papa, ma abbiamo potuto seguire dal cellulare in diretta streaming.

 

Sabato Santo

Il Sabato è la giornata del grande silenzio. La mattina fino al primo pomeriggio la chiesa – spoglia – è rimasta aperta per la preghiera personale davanti alla Croce. Don Francesco era ancora a disposizione per le confessioni. Nel primo pomeriggio abbiamo iniziato i preparativi dell’Altare per la Messa di Pasqua. Abbiamo preso tutte le composizioni floreali e le piante fiorite che erano state allestite per il Giovedì Santo e le abbiamo sistemate per decorare l’Altare centrale, il Tabernacolo, e il Fonte Battesimale. Anche questo un grande lavoro, ma il risultato finale ci ha ripagato di tutta la fatica, oltre la gioia di aver contribuito a rendere più bello il luogo dove è riposto il Signore e per la celebrazione della Messa di Pasqua.

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La solenne Veglia Pasquale è iniziata alle ore 22 con la benedizione del fuoco e l’ingresso del cero pasquale – la Luce di Cristo – nella chiesa al buio. Don Francesco ha proclamato l’Exultet, l’annuncio della Pasqua, seguito dalla lunga Liturgia della Parola, che ha ripercorso la storia della salvezza. Tanti i lettori che si sono avvicendati – tutti parrocchiani, perché questa è davvero una festa di tutta la parrocchia. Il Coro ha intonato tutti i canti e cantato alcuni dei Salmi. Durante la Messa si è svolto anche il Battesimo di Lorenzo, che ha reso la festa ancora più bella. Don Francesco ha poi intonato le Litanie dei Santi, tra i quali gli ultimi Papi (San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II e il Beato Paolo VI), i Santi Martiri Cinesi (a significare la nostra comunione speciale con la Chiesa in Cina), e Santa Teresa di Calcutta e il Beato Gabriele Allegra, di cui conserviamo le reliquie in chiesa.

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Come si vede dalle foto, dal buio e la fioca luce all’inizio della celebrazione, siamo passati all’accensione delle candele al Canto del Gloria, fino all’illuminazione completa della Chiesa al momento dell’Alleluia, che non cantavamo dall’inizio della Quaresima. Aumentava la gioia man mano che celebravamo la memoria della Resurrezione di Cristo, mentre pregavamo i santi, rinnovavamo la promesse battesimali, pregavamo per Lorenzo, facevamo la Comunione e intonavamo il Regina Coeli e il canto finale ,”Resurrezione”. “Che gioia ci hai dato, Signore del Cielo, Signore del grande Universo” – così inizia il canto, che poi abbiamo “incrociato” dividendo il coro in due gruppi, per accompagnare la gente che usciva dalla lunga Veglia. Davvero, una grande gioia, una gioia che è di tutto il Popolo.

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In cammino verso la Pasqua

Don Enrico Ghezzi

Cos’è il  paradiso? Sarà un prendere coscienza del nostro io. E’ avere  finalmente  conoscenza che il nostro  Io  è creato  a  immagine di Dio (Gen 1,27: “E Dio creò l’uomo a sua immagine…”). Vedrò in me l’immagine di Dio creatore. Ognuno  vedrà in se stesso il riflesso di Dio; come un raggio del sole, che nasce  dall’origine incandescente dell’amore di Dio. Io mi conoscerò come parte dell’amore eterno di Dio.

Dio sarà presente e conosciuto da miliardi di creature che vivranno nella incandescenza del suo Amore, lo Spirito Santo di Dio. L’intero cosmo sarà dispiegato dal sole dell’amore.

cristo risorto

Il paradiso allora, sarà per tutti noi godere di Dio che ci ha creati a sua immagine. lo contemplerò in me, immerso nel suo amore; l’amore ci unirà tutti in Dio.

Questo intendeva Giovanni nella sua Prima lettera 3,1-2: “Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!  Carissimi, noi fin da ora noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è ancora stato rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili  a lui, perché lo vedremo così come egli è”.  Infatti: “l’amore è da Dio, chiunque ama è generato da Dio e conosce  Dio. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio ma è lui che ha  amato noi e ha mandato il suo Figlio”(1 Gv 34.7-10). Il paradiso sarà conoscere e vivere nella somiglianza con Dio, il Padre.

Ma ci sarà ancora di più: il Figlio mandato dal Padre, il Verbo di Dio ha preso e compreso nella sua ‘divinità’  la carne simile alla nostra carne, al nostro corpo: “Il Verbo si è fatto carne” (Gv 1,14). E’ il “primo-genito” della nuova creazione, dopo la creazione di Adamo ed Eva.  Nella carne corporale di Cristo è stata assorbita e vissuta la carne di ogni uomo, nella sua sofferenza che penetra il vissuto umano e l’intero cosmo.

Sulla croce, Gesù, nell’abbraccio di tutta l’umanità, ci fa scendere nella morte per risorgere  con lui nel giorno della Pasqua. Il paradiso sarà la gloria della nostra risurrezione nella risurrezione di Gesù. Ci riconosceremo e ci ameremo nell’amore di Gesù con il nostro corpo creato per la felicità. Vivrà per sempre in noi l’amore dello Spirito che vive eternamente tra il Padre e il Verbo di Dio, il Figlio fatto uomo.  Creazione e Incarnazione, sono il mistero della luce e della felicità.


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La fede è una storia d’amore con Dio

Riflessione per il Tempo di Pasqua

La fede è una storia d’amore con Dio:” Se uno mi ama, vivrà la mia Parola”(Gv14,23), ci ricorda il vangelo di Giovanni. E noi abbiamo capito male, come se ci fosse scritto:” osserverà i miei comandamenti”. La Parola non si riduce a comandamenti, è molto di più. La Parola «opera in voi che credete» (1 Ts 2,13), crea, genera, apre cammini e spazi imprevisti e imprevedibili. A volte noi pensiamo che osservare le Sue leggi significa amare Dio. E non è così, perché puoi essere un cristiano osservante anche per paura, per ricerca di vantaggi, o per sensi di colpa. Ci hanno anche sempre detto: se ti penti, Dio sarà misericordioso con te. Invece la misericordia previene il pentimento, il tempo della misericordia è sempre in anticipo. Cosa vuol dire amare il Signore Gesù? Come si fa? L’amore a Dio comincia, con il lasciarsi amare d Lui. Dio non si merita, si accoglie. Proprio come dice il Vangelo di Giovanni: “e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Gv 14,23).

C’è un passo molto istruttivo degli Atti degli Apostoli, dove al capitolo 8 si racconta l’episodio del battesimo di un eunuco etiope da parte di Filippo. L’etiope stava leggendo un passo del profeta Isaia, e alla domanda di Filippo “Capisci quello che stai leggendo? E come potrei capire, se nessuno mi guida?”(At 8,31).Nel percorso di avvicinamento e crescita della fede è necessario un insegnamento, una trasmissione nella quale chi è più avanti aiuti chi è più giovane o più indietro.

Tutta la storia delle Chiesa è percorsa dallo sforzo di mettere in pratica questa vera e propria opera di misericordia che è il trasmettere la fede.

San Bernardo, ricorda le varie modalità con le quali ci si può avvicinare alla conoscenza: “Vi sono coloro che vogliono conoscere solo per conoscere: e questa è curiosità; ci sono coloro che vogliono conoscere solo per essere conosciuti: e questa è vanità; e vi sono coloro che vogliono conoscere per esserne edificati: e questa è la vera saggezza; vi sono infine coloro che vogliono conoscere per edificare: e solo questa è la carità”.

Affidiamoci a Giovanni apostolo ed evangelista:“ il discepolo che Gesù amava”. Solo con amore si può evangelizzare.


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Jesus is Risen! Alleluia!! Easter song as sung in a small town of India!

We are happy to publish the first blog post of Fr. Pinto, from India, another dearest friend of ours. He is such a wonderful person and very committed and always smiling priest. We often remember him and are grateful to him for great help he gave to us in our pastoral work. We miss him very much but we are happy to see that he is doing well in that great country of India. We are still in Easter time so that sharing this experience of him and his community is still relevant and meaningful.

Fr. Pinto Rockwin

For Christians, Holy Week, starting on Palm Sunday and ending with Easter Sunday (March 27 this year) is considered the source and summit of ecclesiastical and liturgical year. Maundy Thursday, Good Friday, Holy Saturday along with Easter Sunday – are called sacred Triduum whereby Christians commemorate the last days of Jesus here on Earth when he expressed his deep most love for His people through his passion, death and resurrection.

Here, I narrate these three-day experiences of a small town called Kulur in the city of Mangalore, India. The parish is dedicated to the patronage of St. Antony of Padova. On Maundy Thursday, reliving the cenacle experience of Jesus, for the first time, women were included in washing of the feet of the disciples as per the Pope’s directive (see photos). Priest who is considered as a an eminent figure in the society here, the washing of the feet communicates a very formidable message of service and humility as intended by our Lord.

On Good Friday, apart from the liturgical service as prescribed by the Liturgy, there is a particular custom in this part of the world. They call it ‘Bringing down Jesus from the Cross’. A group of persons come in with lanterns and climb the ladder first to remove the nails and then, to bring His body down from the cross followed by the procession of the statue of Jesus and Or Lady of Sorrows in the town (See images). Incidentally, this year witnessed the culmination of 25 years to this custom.

Finally, on Holy Saturday, the church filled with the faithful participated in the luminous liturgy of Easter night and renewed their Baptismal vows. People usually abstain from eating meat throughout the Lent season, thereby, day of Easter when the angels sing, ‘Glory’, peoples acclaim, ‘Alleluia’, they enjoy their fellowship meal in their families. Being a Catholic Priest from few months I sincerely experienced the profound significance of these moments which we commemorate every Sunday, on the day of the Lord.


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Ora et labora: Pasqua/Easter in Benin

Riceviamo una testimonianza di Don Igor Kassah, sacerdote del Benin, che opera a Natitingou, nel Nord del Paese. Ci manda alcune foto dei lavori di costruzione di alcune capanne che servono per far riparare i fedeli dalle piogge e consentire loro di partecipare alla Messa e ai vari momenti liturgici – che si tengono all’esterno – senza bagnarsi. Purtroppo delle piogge particolarmente violente qualche settimana fa hanno distrutto alcune delle capanne già parzialmente costruite. Sono purtroppo rimasti vittime anche due bambini che giocavano per strada. Don Igor e i fedeli però non si sono scoraggiati, hanno messo insieme dei risparmi e hanno avviato nuovamente i lavori di costruzione, che tra poco dovrebbero essere ultimati. Riceviamo anche qualche foto della Veglia pasquale – l’accensione e benedizione del fuoco, luce di Cristo – e un battesimo. Segni, ci sembrano, di una Chiesa viva e giovane, che prega e lavora.

Fr. Igor Kassah, a priest from Benin working in Natitingou, in the Northern part of the country, shares with us some experience from his community, including photos. They are building some tents that are instrumental to having the faithful be protected by the rains and participate safely in the Mass and various liturgical celebrations, which take place outdoor. Unfortunately, the construction works have been damaged by some heavy rains a few weeks ago. Two children who were playing outside even died. Fr. Igor and his community, however, did not lose hope and put together some savings to start up the construction works again, which should be completed soon. We also receive a few photos about the Easter Vigil Mass, with the blessing of the fire, light of Christ, and the celebration of a Baptism. Symbols, it seems to us, of a lively and young Church, which prays and works.


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La Settimana Santa e Pasqua in una comunità della Cina

Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza su come ha vissuto il Venerdì Santo e la Veglia di Pasqua una comunità cattolica nella provincia dell’Hubei. Ci scrive il sacerdote don Paolo Zhang, che con gioia ci comunica che durante la Veglia sono stati celebrati quattro battesimi. Rimaniamo in unione di preghiera con gli amati fratelli della Chiesa in Cina, cui siamo grati per la testimonianza di fede e di vita. 
 
We receive and post a witness about a Catholic community in Chinese Hubei province. The photos were sent to us by fr. Paolo Zhang, who presided the liturgical celebration of the Good Friday and the Easter Vigil Mass on Saturday night, during which four baptisms were celebrated. We are most grateful to our dearest brothers and sisters of the Church in China for their witness of faith and life.
 
Foto: P. Zhang/ConAltriOcchi





 


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La Via Crucis fino alla Resurrezione: dal Venerdì Santo alla Veglia di Pasqua

Monica Romano

Sono continuati con intensità e attesa i momenti del Triduo Pasquale nella comunità di Santa Maria ai Monti e con gli amici, i giovani e le persone a me care con cui ho condiviso questi giorni. 

Venerdì Santo, alle ore 19:30, don Francesco ha presieduto in parrocchia la Liturgia della Croce. Con una celebrazione solenne ed essenziale nello stesso tempo, accompagnata dai canti del coro, abbiamo prima atteso i sacerdoti in silenzio, poi ascoltato le letture e infine adorato la croce prima di accostarci alla Comunione consacrata nel Giovedì Santo e riposta nell’Altare della Reposizione. Dopo la Messa, con don Francesco e Monica, di corsa alla Via Crucis al Colosseo, come ormai avviene dal 2003. 





Inutile negare che eravamo un po’ preoccupati sul fronte sicurezza. Nel pomeriggio avevamo fatto un salto nei dintorni del Colosseo per vedere un po’ la situazione. Ci ha colpito la professionalità e gentilezza delle forze dell’ordine e la perfetta organizzazione dei vari “blocchi” intorno al Colosseo. Anche la pazienza dei romani. C’era una signora che candidamente chiedeva alla polizia: “Da qui non si può passare? Siamo sicuri che posso arrivare a casa da Via Cavour?”. Spesso sentiamo critiche a Roma e ai romani. Chi come me vive in questa meravigliosa città conosce bene i problemi e non li nega, anzi spesso cerca di “denunciarli”, “affrontarli” nel modo possibile. Nello stesso tempo, bisogna tenere presente che Roma non è una città come le altre, che per le sue bellezze ed essendo il cuore della cristianità, e’ sottoposta a continue sfide e “pressioni” sotto diversi punti di vista. Di fronte a tutto questo e ai problemi che ci sono mi sembra che i romani mostrino grande apertura e pazienza.

Ci siamo incamminati dalla parrocchia verso il Colosseo per la Via Crucis un po’ più tardi del solito – non riusciamo mai ad arrivare puntuali perché la Liturgia della Croce in parrocchia termina sempre  intorno alle 21. Quest’anno alcuni cari amici che sono sopraggiunti ci hanno trattenuto, quindi siamo partiti con ulteriore ritardo. Lungo il cammino ci ha fatto piacere vedere che c’era tanta gente e apparentemente non sembrava vi fosse tensione per i recenti accadimenti terroristici. Tanta gente, in mezzo alla strada dove trovava un posto per seguire questo pio rito, pregava silenziosamente e intensamente. Davvero una bella immagine dei cristiani e del modo di vivere questi giorni che sono il centro della nostra fede. Non siamo riusciti ad entrare nel nostro ormai solito posto. C’era molta fila e i controlli erano giustamente serrati. Essendo già alla settima stazione, abbiamo preferito tornare indietro e anche noi “appostarci” lungo la strada in un punto dove potevamo vedere la croce e il Papa di fronte e a noi. Tramite il cellulare ci siamo collegati in diretta streaming per ascoltare la lettura delle stazioni e aprire il libretto con le meditazioni quest’anno affidate al Cardinale Baldisseri, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve (http://bit.ly/1PrbeU6). Il discorso finale di Papa Francesco e’stato letteralmente straordinario. Mi è sembrato particolarmente lungo rispetto al solito, ha parlato delle tante croci di oggi (http://bit.ly/1XWuhvN). 







Sabato santo e’ tradizionalmente giornata di grande silenzio. Le varie cose da organizzare in parrocchia spesso mi impediscono di vivere pienamente questa dimensione del silenzio. Ma poi mi rendo anche conto che e’ anche e soprattutto una questione di stato interiore. Il pomeriggio verso le 15 mi sono incontrata in parrocchia con Rob che per un’oretta mi ha aiutato a impostare i fiori sull’altare centrale. Mi ci sono volute poi due ore e mezza per sistemArlo tutto, dopo aver fatto numerosi tentativi e cambiamenti. Trattandosi del fiori utilizzati il Giovedì Santo per l’Altare della Reposizione, alcuni cominciavano a dare segni di “appassimento” o quantomeno “sofferenza”. Quindi li abbiamo dovuti bagnare o addirittura innaffiare. Oltre le composizioni floreali disposte sull’altare e ai lati del tabernacolo, ho disposto le meravigliose piante portate dai parrocchiani vicino la croce e il cero Pasquale. Un lavoro a parte ha necessitato il fonte battesimale. Con un po’ di fantasia e degli stratagemmi e’ venuta fuori una bella decorazione. A mio avviso ancora più necessaria perché durante la Veglia si è celebrato il battesimo di un bambino. 





Verso le 18 mi ha raggiunto Monica e insieme abbiamo organizzato con don Francesco i momenti di accensione delle luci in chiesa durante la Veglia, fatto provare a don Francesco le litanie dei santi e finito di preparare i libretti della Veglia e dei canti. Abbiamo anche dovuto risolvere un problema non da poco – un errore nella stampa dei libretti difficile da rimediare essendo ormai sera di sabato e molte copisterie chiuse o con macchine fotocopiatrici rotte (!). Grazie a Dio ci hanno dato una mano i nostri fratelli maroniti del Libano e così siamo almeno riusciti a stampare i libretti dei canti per il coro e le litanie dei Santi per don Francesco. Sono stata molto felice di poter aggiungere alle litanie il Beato Paolo VI e i genitori di Santa Teresina –  Luis e Zelie Martin – proclamati santi da Papa Francesco durante il Sinodo della famiglia a ottobre 2015. 

Come da tradizione, la Veglia e’ iniziata fuori dalla chiesa con la benedizione del fuoco. La comunità e’ entrata in processione con le candele accese dal cero Pasquale, scandita dalle tre invocazioni del Lumen Christi intonate da don Ermanno. Don Francesco ha letto la splendida preghiera dell’Exultet accompagnato da un delicato suono d’organo da Susanna. Si sono susseguite poi tutte le letture dall’Antico Testamento e i Salmi in parte cantati dal coro fino al Gloria, durante il quale abbiamo acceso le candele e le luci dell’altare mentre suonavano le campane. La chiesa si è finalmente tutta illuminata al canto dell’Alleluja, con il quale abbiamo proclamato la Resurrezione di Cristo. Come accennavo, durante la Messa si è anche tenuto un Battesimo di un bambino, Francesco. Un nome, una garanzia, ha notato don Francesco: e’ il nome del Papa e anche quello del parroco!









C’era tanta gente alla Messa e tutti hanno partecipato con intensità e fino alla fine. Il coro ha intonato i canti con grande fervore, amore e gioia, cercando di fare il meglio possibile per animare la celebrazione e favorire la preghiera della comunità. Non potevamo non concludere con il Regina Coeli, cui poi abbiamo fatto seguire un canto sulla Resurrezione a due voci, che ben rendeva il nostro stato d’animo e che  inizia così : “Che gioia ci hai dato, Signore del Cielo, Signore del grande universo”. Ancora per qualche ora dopo la Messa e poi stamattina, con il coro, il nostro gruppo di “giovani-adulti” e don Francesco ci siamo scambiati messaggi di auguri. Tutti sentivamo forte,  a notte fonda e nonostante la stanchezza per le tante attività, la gioia cristiana, la fede nella Resurrezione che vince la morte con l’amore.