ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Quando pregate dite Padre

Per quasi due millenni la preghiera cristiana era dentro i ritmi giornalieri  della vita individuale e sociale, aveva le sue scadenze, i suoi riti, le sue prescrizioni, ma anche le sue ipocrisie. Pensiamo ad esempio al rito medievale del Carroccio. In quel periodo storico i comuni italiani, prima di partecipare ad una determinata battaglia schieravano un carro su cui si celebrava l’ eucaristia e subito dopo si faceva la guerra e ci si ammazzava gli uni con gli altri. Questo esempio ci ricorda che non bastano i simboli e i riti per identificare la preghiera.

Le parole di Gesù dicono cosa è preghiera. Gesù ci dona il modello della preghiera, una cosa semplice, che nella sua semplicità getta una luce sul nostro modo spesso complicato di pregare. Pregare vuol dire riconoscere i nostri bisogni, la nostra fragilità di essere creature. Gli uomini forti e superbi infatti non pregano, ma piuttosto si fanno pregare. La preghiera esprime allora umiltà davanti a Dio e davanti agli altri uomini. «Quando pregate, dite: Padre» è l’imperativo semplice di Gesù. Tutte le preghiere di Gesù ini­ziano con questa parola Padre. Con Dio non si parla usando prima di tutto le parole della Sua divinità (ad esempio l’onnipotente). La parola tutta divina e tutta umana è Padre, perché Gesù è venuto a restaurare proprio il rapporto tra il Padre e noi  figli nel Figlio. Gesù poi da a noi una sola  garanzia come frutto della preghiera; il Padre darà lo Spirito Santo. A che serve lo Spirito? Lo Spirito è l’amore del Padre e del Figlio per ognuno di noi. Dio risponde alle nostre preghiere non lasciandoci delle leggi alle quali ubbidire, ma donando il suo Spirito, che ci guida infallibilmente nella vita ogni giorno. A questo proposito oggi la liturgia ci propone due versetti significativi:

“Vorrei scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere” (Gen 18,20). Impariamo a guardare la nostra storia personale, il mondo con gli occhi dello Spirito non con quelli della legge. Ritroviamo ogni giorno quella fiducia e quella serenità che il Signore donandoci il Suo Sopirito ci ha promesso.

“In Cristo, Dio ha dato vita anche a noi, perdonandoci tutte le colpe, e annullando il documento scritto contro di noi, che con le prescrizioni ci era contrario. Lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.(Col 2,14) Chiediamo al Signore nella preghiera di aiutarci a togliere di mezzo le prescrizioni che umiliano l’uomo e sono ostacolo alla misericordia. Salgano sulla croce della umiltà anche le persone che impediscono la misericordia, appellandosi ad una pseudo dottrina, oppure ad una pseudo tradizione che invece rappresenta precetti di uomini dirà Gesù. Queste persone non sanno pregare e non sanno amare.

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