ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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悔改的必要

施省三 神父

主内的兄弟姐妹们,

本主日是四旬期第三主日。四旬期是耶稣复活节前的四十天。在这段时期里,聖教会格外用心讲要理,为给将在复活节前夕领受洗礼的望教者灌输必须的宗教知识。主日弥撒的教训集中于两点:“信德”和“悔改”。四旬期第一和第二主日着重信德;第三、第四和第五主日强调悔改。

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在我们刚才聆听了的弥撒福音里,耶稣论述“加里肋亚人被残”和“史罗亚塔倒下”两件事。他警告世人要及早回头,痛悔改过。同时他引用无花果树的比喻指出,人如果忽略悔改,必招致丧亡。

在我们刚才聆听了的弥撒中第二篇里,圣保禄宗徒也以“没有得到天主的欢心,因而倒毙在旷野”的以色列人民为鉴戒,向我们解说悔改的必要。

是的,天主是公义的,罪人不知悔改,免不了要受到他的严重惩罚;但是天主更是极其仁慈的,罪人知道悔改,必定能获得他的宽恕。本主日弥撒中的第一篇读经叙述天主借着火焰的形象,从荆棘丛中显现给梅瑟,向他启示了自己的名字,同时也表露了他的本性的仁慈。正如那篇读经後的答唱咏里所赞颂的,

上主富于仁慈宽恕,极其慈悲,不轻易发怒。

天离地有多么高,他的慈爱对敬畏他的人也多么深厚。

主内的兄弟姐妹们,

我在今年春节假期完毕后,曾到台湾去了一次,寄宿在耶稣会的耕辛文教院。在那里当家的是朱立德神父。他当时刚才庆祝了他的晋铎金庆。由于他和他的几位兄弟曾在上世纪五十年代天主教在上海蒙难的时期有过杰出的表现,而且他本人不久前曾在罗马受到过教宗方济各的公开赞扬,那次的庆祝举行得十分热闹。据说台湾驻教廷的现任大使竟然也出席在场。

我在罗马梵蒂冈电台任职的时候,朱神父曾是我的助手。所以他同我的关系至今还是不错。这次,他知道我有意参观耶稣会在台湾的养老院。就特意雇车陪我一同去。到了那里,我和像我同样年龄的同会弟兄们相见,大家都很高兴。他们请我同他们一起午餐。朱神父不同意,他领我到隔壁辅仁大学的神学院去用餐,因为那里吃的好。到了那里,气氛不一样了。因为那里有从大陆来的神父和修女在上学,那里的师长对从大陆来访的神父很不放心。我向他们提出几个问题,他们拒绝回答,弄得大家都很难堪。

现在我想到当时的光景,不禁有了这样的念头。我希望:今日在我们国内的天主教信徒,不论过去怎样,现在都接受本主日弥撒礼仪留给我们的教训。

  • 要悔改,不然不免要受到天主的严厉惩罚。
  • 要懂得天主的无限仁慈,不再计较天主所宽恕的罪过。

我以为,这样,在我们国内的天主教会才能达到教宗方济各所祝望的:对外与普世教会“共融”,对内与全国教会“合一”的地步。亚孟!

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四旬期第二主日:耶稣显圣容

施省三 神父

主内的兄弟姐妹们:

我们刚才聆听的是《圣路加福音》记载的耶稣显圣容的故事。这部福音和其他两部《对照福音》一样也提到梅瑟和厄里亚以及从天上传来的声音。梅瑟代表《旧约》的第一部分:《法律》;厄里亚代表《旧约》的第二部分:《先知》。《法律》和《先知》共同出现,表示全部《旧约》都为耶稣作证:证实有关耶稣受难的事迹。那就是:后来,耶稣死而复活后,责备他的门徒说的“哎!无知的人哪!为信先知们所说的一切话,你们的心竞是这般迟钝!默西亚不是必须受这些苦难,才进入他的光荣吗?”那句话所启示的道理。

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但是,在三部《对照福音》中,只有《圣路加福音》用了“光耀”一词来描述耶稣的圣容。光耀就是光荣,在圣经中,它有丰富和特殊的意义。本主日弥撒中的两篇读经也在不同的意义下,谈到了光荣。在第一篇读经中,天主的光荣显现在太阳西沈后令人害怕的黑暗中,又显现在那从亚巴郎摆设好了的两行肉块中间经过的冒烟的火炉和燃烧的火炬上。在第二篇读经二里,圣保禄宗徒谈基督信徒的肉身复活,说那时他将相似基督的光荣。

这样说来,主内的兄弟姐妹们,我以为:本主日的弥撒礼仪对今日在我们国内的天主教会而言,有两个宝贵的信息。

一个是消极,一个积极的讯息。消极的,是不必和世俗社会“计较”或“对抗”。积极的,是并不因为受到委屈而灰心。

因为教会,如同默西亚,耶稣,也必须受些苦难,才进入它的光荣的。

基督我们赞美你。亚孟。


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活出祈祷的幅度

丙年四旬期第二主日福音默想

 鱼方济神父

 本主日福音给我们讲耶稣显圣容的故事。福音里写说,耶稣登山祈祷,而“正当他祈祷时,他的面容改变了”(路 九,29)。

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祈祷改变生活,使人越过面纱、越过眼泪深入地洞察事理;祈祷可擦干眼泪,使脸面带笑容,容貌的改变,是因为与天主有密切的关系,倾听祂,并与祂进行对话。虽然有时祈祷曾经导致迷信和魔术,但古人知道祈祷的重要性。古代的人是个有深刻精神修养的人。而现代的人经常是个只会计划的人;他计划好时间与地点,但不再祈祷。我们都必须小心,不要从我们的生活中除去在我们信仰之前我们本性上的基本幅度。

祈祷是美妙的,“在这里真好”圣伯多禄这么说(路 九,33)。我们必须找回信仰、祈祷和福音耶稣喜讯的美妙。我们要恢复灵修、超性和末世学的信仰幅度。一个沦为道德注意痴迷的基督信仰不是真实的,它不从内部改变我们,也不在外表改变我们的容貌,它不使我们走向基督内救赎的道路上,且经常与当时的权势结盟,使门徒们沦为一个主人的愚蠢仆人。

而且本主日福音跟在耶稣受难的首次宣告之后。人子必须要受很多苦,被弃绝和被杀死。这经常也是所有基督信徒冒的险。生活上不缺少漫长的黑暗时刻;但上主邀请我们注视祂:“你们瞻仰祂,要喜形于色”(圣咏33)。耶稣显圣容不光是天主光荣奥秘的预告,而且也是我们日常的肯定,天主一直和我们在一起,尤其是在伤心、黑暗和痛苦的时候。

耶稣揭示了一个新的信仰重心,也就是人类状况的神秘、与黑暗。天主即将藏在一个死亡旅程的痛苦、黑暗中;耶稣将被判处死刑。天主耶稣基督的奥秘就是藏在人类的痛苦状况中。那里我们必须居住,那里我们会找到光明。

 让我们重新发现祈祷的幅度,不仅有如在静默中、在默观天主中、在圣言的默想中停留的时刻,而恰恰有如心里的状态、有如我们生活的内在空间。这尤其是这四旬期的一个邀请,让我们在此期间默观耶稣死而复活的奥秘。


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Vivere la dimensione della preghiera

Riflessioni sul Vangelo della II Domenica di Quaresima  Anno C

Don Francesco Pesce

Il Vangelo di questa domenica ci parla della Trasfigurazione di Gesú. Racconta il Vangelo che Gesù sale sul monte per pregare, e “mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto” (Lc 9,29).

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La preghiera cambia la vita, fa vedere in profondità, oltre il velo, oltre le lacrime; la preghiera asciuga il volto e lo trasforma in un volto sorridente, trasfigurato perchè è intima relazione con Dio, è porsi in ascolto e dialogo con Lui. L’uomo antico conosceva l’importanza della preghiera, anche se a volte essa sfociava nella superstizione e nella magia. L’uomo dell’antichità era un uomo di profonda spiritualità. L’uomo moderno invece spesso è un uomo che sa solo programmare; programma bene il tempo e lo spazio, ma non prega più. Dobbiamo stare tutti attenti a non togliere dalla nostra vita, questa dimensione essenziale della nostra natura, prima ancora che della nostra fede.

E’ bello pregare, è bello stare qui dice Pietro (Lc 9,33). Dobbiamo recuperare la bellezza delle fede, della preghiera, del Vangelo, la Buona Notizia di Gesù. Dobbiamo recuperare la dimensione spirituale, trascendente ed escatologica della fede. Un Cristianesimo ridotto ad ossessione moralista non è autentico, non ci trasforma da dentro e non ci trasfigura all’esterno, non ci pone sul cammino verso la salvezza in Cristo, alleandosi spesso con il potere di turno e riducendo i discepoli a servi sciocchi di un padrone.

Il Vangelo di questa domenica inoltre segue il primo annuncio della Passione. Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire molto, essere escluso e venire ucciso. Questa è spesso anche l’avventura di ogni cristiano. Non mancano nella vita lunghi momenti di buio; il Signore però ci invita a guardare a Lui: “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti” (Salmo 33). La Trasfigurazione non è soltanto un anticipo del Mistero della Gloria di Dio, ma anche la nostra quotidiana certezza che Dio è sempre con noi, specialmente nei momenti della tristezza, del buio e della sofferenza.

Gesù svela un nuovo baricentro della fede che è il mistero, il buio, della condizione umana. Dio sta per nascondersi nella sofferenza, nel buio, di un viaggio di morte; Gesù sarà condannato a morte. E’ dentro la condizione della sofferenza umana che si nasconde il mistero del Dio di Gesù Cristo.  Lì noi dobbiamo abitare, lì noi troveremo la luce.

Riscopriamo la dimensione della preghiera, non soltanto come momento per fermarsi nel silenzio, nella contemplazione di Dio, nella meditazione della Sua Parola, ma proprio come stato del cuore, come spazio interiore della nostra vita. Un invito soprattutto in questo tempo di Quaresima, in cui contempleremo il mistero della morte, poi della resurrezione, di Gesù.


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Papa Francesco visita la Bulgaria e la Macedonia

La scorsa settimana la Sala Stampa Vaticana ha reso noto il programma del Viaggio Apostolico che Papa Francesco compirà in Bulgaria e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia dal 5 al 7 maggio prossimi.

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Il Pontefice visiterà  le città di Sofia e Rakovski e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia la città di Skopje. Il Santo Padre ha accolto l’invito delle rispettive massime autorità delle Repubbliche e della Chiesa Cattolica.

I motti sono stati resi pubblici a dicembre. Quello della Bulgaria, “Pacem in Terris” scritto in latino e bulgaro, richiama l’Enciclica di San Giovanni XXIII, primo visitatore e delegato Apostolico in Bulgaria. Il motto della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia recita: “Non temere, piccolo gregge” (Lc 12,32).


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Papa Francesco: sei anni di Vangelo

Dopo sei anni dall’elezione, Francesco continua la sua missione, forte, sereno e gagliardo: auguri!

don Enrico Ghezzi

Sei anni fa iniziava il pontificato di Francesco, dopo un tempo difficile per la Chiesa e le dimissioni inattese di Benedetto XVI. Cominciava cosí il ministero di un Papa venuto “dalla fine del mondo” – come disse affacciandosi per la prima volta rivolgendosi ai fedeli in una Piazza San Pietro gremita da tanti romani che tradizionalmente non mancano a questo appuntamento e da tanti cattolici sparsi in ogni parte del mondo.

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Photo credit: http://w2.vatican.va

In questi sei anni abbiamo imparato che in ogni parola, gesto e vita personale di Papa Francesco c’è un fuoco interiore che lo spinge, fino al limite delle forze, ad annunciare il Vangelo di Gesù. Questo sta facendo Papa Francesco: mettere la Chiesa, i cattolici e noi tutti davanti al Vangelo. E’ una verità semplice, anche scomoda, ma condivisa dal popolo di Dio e accolta con rispetto anche dalle altre religioni e da tanti non credenti.

Paradossalmente proprio per questo, già dopo qualche mese dall’elezione del Cardinale Bergoglio a Pontefice sono iniziate da alcuni ambienti conservatori, interessati non al Vangelo ma alla politica ecclesiale, aspre critiche, una palese opposizione, talvolta anche una forte resistenza al vento nuovo portato da Francesco.

Così continuerà lungo i sei anni di pontificato. Anzi, i sentimenti contro Francesco, in alcune frange conservatrici, si sono moltiplicati: tuttavia non dal popolo, che lo ama, ma da un mondo cattolico, spesso del “ricco” occidente, piuttosto borghese-capitalista, detentore di grandi interessi economici, che assolutamente non sopporta l’insegnamento di Papa Francesco che denuncia le ineguaglianze, le ingiustizie, le devastanti violenze delle guerre, lo sfruttamento sui più deboli, il clericalismo e la “doppia vita” nella Chiesa. Non si sopportano, insomma, i discorsi, il magistero e la testimonianza del Papa nei suoi incontri quotidiani con uomini e popoli di tutto il mondo.

Ma noi sappiamo bene che, sebbene tanti che remano contro, la Chiesa, Papa Francesco, le nostre vite sono nelle mani di Dio: è il Signore che crea, fa vivere e stabilisce il nostro limite. Basterebbe credere a questa azione di Dio perché i critici del Papa si diano un pò di pace e tornino sui sentieri della fede riconoscendo a Dio la grande strategia dietro la storia e le vicende della Chiesa che cammina nel mondo. La Chiesa è posta nel mondo come un “segno”, un “sacramento” che rivela agli uomini l’amore universale di Dio realizzato in Gesú morto e risorto.

La Chiesa di Francesco cerca di confrontarsi ogni giorno col Vangelo: è questo il limite inaccettabile posto dai suoi avversari. Per loro la Chiesa dovrebbe incentrarsi su dogmi, morale, sessualità da condannare, pericoli del comunismo, di un Islam che invade l’Europa…E’ l’ansia della paura, il timore della sconfitta, di chi si rende conto che trincerarsi nel legalismo è più facile che accettare la sfida del Vangelo – amare fino alla fine. Questi movimenti, anche sotto la spinta di alcuni cardinali e vescovi, vogliono una Chiesa che sia centro di potere; un’istituzione forte che viene prima del Vangelo: il conflitto è qui – tra Vangelo o “istituzione forte”.

La Chiesa che i gruppi conservatori oggi rivendicano è la Chiesa della ricchezza, dell’accordo con i forti e i potenti: questi movimenti sono guidati dalla convinzione che la Chiesa nel mondo non debba presentarsi con l’umiltà e la mitezza di Gesù, ma come una forza sociale e politica che giustifichi il fondamento del suo potere. Una Chiesa che annuncia la speranza del Vangelo, cerca l’imitazione di Gesù, non risponde alle attese di questi gruppi anti-Francesco. Le loro parole però hanno la rilevanza che ben descrive Isaia: “Ecco, le nazioni son come una goccia da un secchio, contano come il pulviscolo sulla bilancia; ecco, le isole pesano quanto un granello di polvere”.(Is 40,15)

Qui è il discrimine, il punto di rottura tra chi vede nel pontificato di Francesco il ripetersi dell’annuncio del Vangelo e chi del Vangelo conserva un ricordo non più ritenuto necessario né utile per la costruzione del mondo moderno. Una cecità che, se dovesse imporsi, seminerebbe lacrime per i seguaci del Vangelo e per i poveri nel mondo.

Noi siamo con Francesco perché ci fidiamo di Dio, crediamo che in Gesù ci sia la salvezza del mondo, e perché su questa pietra il Signore edificherá la Sua Chiesa.


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我们是天父所爱的受造物,蒙召作内心的悔改

圣灰礼仪和四旬期

 四旬期 开始了,过了四十天将把我们领到礼仪年的核心,逾越三日庆典。

在星期三圣灰礼仪中,教会以在我们头上撒圣灰的记号做为完成一简单的行动,使我们记起人性的脆弱,我们作为受造物的状态。但在天主教观念里我们被创造的事实并不沦为一个不稳定的,几乎是人性的、其本性的和潜在的“消极”内涵之中。作为受造物推断一个创造者天主的存在,“当在母怀中”祂爱了我们,照顾我们。祂是创造者与天父。事实上信经,天主教信仰的标志,写说:“我信唯一的天主,全能的圣父,天地万物都是祂所创造的”。天主首先被称为圣父,而后被称为创造者,真美妙。全能这词在圣父这词的旁边,真美妙。天主就是凭借祂与子相连的爱情与圣神,能为祂儿女做一切的圣父。

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 在这天主所想要的、所爱的、所照顾的,并愿意为之做任何事情,甚至为了拯救她而死亡的人类受造物中,事实上住有“是主及賦予生命者”的圣神。祂是施慰者必会在我们身边,和我们每天在一起,“直到今世的終結”

所以我们在默想、反思和祈祷中抱有希望度这时期,记着我们是脆弱的,但首先是天父所爱与照顾的受造物。这能协助我们度过这行程,不是生活在其本身的、胆怯的和不育的忏悔内,而是生活有如与天父和好及信从福音一样,活出耶稣基督复活的喜讯,根本地和永远地改变生活。不只改变我们的生活,也改变其他人的,因为福音是有“传染性”的。

 “全心”归向天主意为着不采取一个表面和暂时的皈依途径,而是一个与我们人身最深处有关的精神旅程。的确内心是我们情绪的所在,我们选择和态度承受的中心。“你們應全心歸向我”那句话不但牵涉到个人,而且延伸到整个团体,是在召集所有人:“要召集民眾,制定一個集會。召集老人,集合幼童,甚至吃奶的嬰兒;新郎應走出他的洞房,新娘應離開她的閨房”

耶稣在福音里给我们解释,如同回应一个天主迎接我们的旅程,生活应该过的很认真:祈祷、守斋和施舍要比个人行为更能表达出知道如何爱天主、如何爱其他人和如何不断地朝着不会逝去的事物生活的一个心灵的单一行动。目的地是复活节,在这一天上主对我们每个人无限的爱完全显示出来了。