ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Il viaggio di Papa Francesco in Africa

Nell’Udienza Generale di oggi, Papa Francesco ha ricordato il suo Viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Mauritius, che si è concluso ieri. Il trentunesimo del Suo pontificato, all’insegna della pace e della riconciliazione, in particolare in Mozambico, della salvaguardia del creato – il fenomeno della deforestazione ha colpito in parte anche il Madagascar – e della cura dei malati, soprattutto di Aids, che rappresenta ancora oggi una grande minaccia per questi paesi.

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Photo credit: http://w2.vatican.va

Nella prima tappa del Viaggio, la Repubblica del Mozambico, Francesco è arrivato in papamobile al Pavillon Maxaquene per lIncontro interreligioso, in cui erano presenti circa 6.000 giovani. Accolto da canti, interventi musicali, coreografie e danze di giovani musulmani, indù e cattolici, il Suo discorso ha sottolineato la loro importanza per il presente, ribadita anche nell’Udienza di oggi: “Cosa c’è di più importante per un pastore che incontrarsi con i suoi giovani? Voi siete importanti! Perché non siete solo il futuro del Mozambico, o della Chiesa e dell’umanità; voi siete il presente, siete il presente del Mozambico…”. Il Papa ha poi sottolineato: “Senza il vostro entusiasmo, le vostre canzoni, la vostra gioia di vivere, che sarebbe di questa terra? Senza i giovani, cosa sarebbe di questa terra? Vedervi cantare, sorridere, ballare, in mezzo a tutte le difficoltà che attraversate è il miglior segno del fatto che voi giovani siete la gioia di questa terra, la gioia di oggi, di oggi. La speranza del domani”.

Nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione Papa Francesco ha incontrato i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i Consacrati e Seminaristi, i Catechisti e gli Animatori a cui ha proposto “la via di Nazareth, la via del “sì” generoso a Dio, nella memoria grata della sua chiamata e delle proprie origini”.

La visita all’Ospedale Zimpeto , nella periferia della capitale, realizzato con l’impegno della Comunità di Sant’Egidio, luogo in cui si curano i malati di Aids, e la Messa celebrata nello Stadio Zimpeto sotto la pioggia, tra canti e danze religiose, hanno concluso la tappa del Viaggio in Mozambico.

In Madagascar, nel Monastero delle Carmelitane Scalze di Antananarivo, Papa Francesco ha celebrato l’Ora Media , nella Cattedrale di Andohalo ha incontrato i Vescovi del Paese con cui ha rinnovato l’impegno di essere “seminatori di pace e di speranza, prendendoci cura del popolo di Dio, specialmente dei poveri, e dei nostri presbiteri”. Nella Cappella di fronte alla Cattedrale di Andohalo, il Papa ha visitato la tomba della Beata Victoire Rasoamanarivo, dove ha pregato in silenzio.

Nel Campo Diocesano di Soamandrakizay si è svolta la Veglia di preghiera con i giovani, che nell’Udienza di oggi ha definito “ricca di testimonianze, di canti e di danze”.

L’Eucaristia domenicale si è celebrata ad Antananarivo, nel “Campo diocesano”, in cui si sono radunate grandi folle. Il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella XXIII Domenica del Tempo Ordinario. Dopo la proclamazione del Vangelo, Francesco ha pronunciato l’omelia.

Tra le tappe più emozionanti c’è la visita allaCittà dell’amicizia” – Akamasoa, il luogo dove vengono assistiti i poveri, fondata da un missionario lazzarista, padre Pedro Opeka: “Là si cerca di unire lavoro, dignità, cura dei più poveri, istruzione per i bambini. Tutto animato dal Vangelo” ha detto Francesco oggi in Udienza.

Al termine della visita, mentre i giovani intonavano un canto, il Papa si è trasferito in papamobile al Cantiere di Mahatazana, presso la cava di granito, per un momento di preghiera con i lavoratori, in cui ha lanciato un’invocazione nella speranza che si raggiungano “modelli di sviluppo che privilegino la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale a partire dalla fiducia, dall’educazione, dal lavoro e dall’impegno, che sono sempre indispensabili per la dignità della persona umana“. Ha poi aggiunto che bisogna assicurare ai lavoratori un salario dignitoso, impegnarsi perché la disoccupazione, che causa miserie, sparisca dalle società.

L’ultimo impegno nel Paese è stato al Collège de Saint Michel per l’Incontro con i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose, i Consacrati e i Seminaristi, “un incontro nel segno della lode a Dio”.

Nella Repubblica di Mauritius, nel Monumento di Maria Regina della Pace a Port Louis, il Papa ha celebrato la Santa Messa e dopo la proclamazione del Vangelo ha pronunciato l’omelia . Alla celebrazione erano presenti circa 100.000 fedeli.

Ultima tappa l’incontro con le autorità locali e il corpo diplomatico:Ho manifestato l’apprezzamento per l’impegno di armonizzare le differenze in un progetto comune – ha detto oggi in Udienza Papa Francesco – e ho incoraggiato a portare avanti anche nell’oggi la capacità di accoglienza, come pure lo sforzo di mantenere e sviluppare la vita democratica.”

A cavallo tra il 1988 e il 1989, san Giovanni Paolo II visitò i tre Paesi in tre viaggi diversi, parlando di temi che sono stati centrali in questo trentunesimo Viaggio Apostolico segnato da gioia, speranza e grande senso di responsabilità.

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Fraternità come nuova frontiera del cristianesimo

Nell’Udienza Generale di oggi nell’Aula Paolo VI, il Papa ha incentrato la sua riflessione sul Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti che si è concluso ieri.

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Photo credit: w2.vatican.va/

Durante la catechesi, il Santo Padre ha commentato il significato del momento saliente al Founder’s Memorial di Abu Dhabi: “[…]Io e il Grande Imam di Al-Azhar abbiamo firmato il Documento sulla Fratellanza Umana, nel quale insieme affermiamo la comune vocazione di tutti gli uomini e le donne ad essere fratelli in quanto figli e figlie di Dio, condanniamo ogni forma di violenza, specialmente quella rivestita di motivazioni religiose, e ci impegniamo a diffondere nel mondo i valori autentici e la pace”.

Un Documento, sottolinea Papa Francesco, che sarà studiato nelle scuole e approfondito negli ambiti culturali dei vari paesi del mondo: “[…] Abbiamo voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che invece è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare, e che – ha aggiunto Francesco al discorso finale – pur nella diversità delle culture e delle tradizioni, il mondo cristiano e quello islamico apprezzano e tutelano valori comuni: la vita, la famiglia, il senso religioso, l’onore per gli anziani, l’educazione dei giovani, e altri ancora”.

A nessuno può sfuggire la portata storica di questo Documento che, come ha affermato ieri il Papa nel dialogo con i giornalisti sul volo di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti, è sulla scia del Concilio Vaticano II e sottolinea sempre di più le religioni anche come strumenti a servizio dell’uomo e della pace.

Recentemente la Chiesa cattolica aveva già affermato che la fraternità è la nuova frontiera del cristianesimo nella lettera del Santo Padre “Humana communitas”.