ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Incontro protezione minori: la conferenza di presentazione

Ieri mattina si è svolta nella Sala Stampa della Santa Sede la Conferenza Stampa di presentazione dell’“Incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa, previsto dal 21 al 24 febbraio. L’Incontro, espressamente voluto dal Papa, avverrà nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, dove s’incontreranno i presidenti di tutte le Conferenze Episcopali del mondo e saranno presenti anche vittime di abusi.

Vaticano

Alla conferenza di presentazione sono intervenuti il card. Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, Membro del Comitato organizzativo; mons. Charles J. Scicluna, arcivescovo di Malta, segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede, membro del Comitato organizzativo dell’incontro; padre Federico Lombardi, moderatore dell’Incontro e Presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI; presente anche padre Hans Zollner, presidente del Centro per la protezione dei Minori della Pontificia Università Gregoriana, membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori e referente del Comitato organizzativo. Infine sr Bernadette Reis, assistente del Direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti.

Mons. Charles J. Scicluna  ha elencato i temi principali delle tre giornate:  la responsabilità, il rendere conto e la trasparenza.

Padre Lombardi, moderatore dell’Incontro, ha illustrato il programma delle tre giornate, a cui corrispondono i tre temi principali.

Nella prima mattinata ci sarà un video di testimonianza delle vittime, e una breve introduzione del Papa.

Sabato sera è prevista una liturgia penitenziale, dove il Papa sarà presente ma non farà l’Omelia, che sarà invece tenuta dall’Arcivescovo ghanese Naameh.  Alla liturgia sarà presente una vittima di abusi.

Domenica mattina verrà concelebrata una Messa dal Papa, in cui l’Omelia sarà celebrata da Monsignor Coleridge, proveniente dall’Oceania. Il Santo Padre terrà un discorso finale, per poi recarsi alla finestra per il consueto momento dell’Angelus.

Lo schema delle tre giornate prevede una preghiera iniziale, tre relazioni a giornata, lavori di gruppo e la preghiera della sera.

Il primo giorno avrà come relatori il cardinale Tagle, monsignor Scicluna e il Cardinale Salazar Gomez; nel secondo giorno ci saranno gli interventi del cardinale Gracias, del cardinale Cupich e nel pomeriggio parlerà la dottoressa Ghisoni; per l’ultima giornata sono previsti come relatori la religiosa nigeriana Veronica Openibo, il cardinale Marx e infine la relazione pomeridiana sulla comunicazione della giornalista Valentina Alazaraki.

I partecipanti arrivano da tutti i paesi: 190, tra presidenti delle Conferenze episcopali o loro rappresentanti – 114 in totale dai cinque continenti -, 14 capi delle Chiese orientali, 12 religiosi e 10 religiose, a cui vanno aggiunti una decina di capi Dicastero attinenti alla questione, il sostituto e il segretario per i rapporti con gli Stati, 5 membri del Consiglio di Cardinali che non rientrano nei presidenti delle Conferenze episcopali, 4 membri dell’organizzazione e i 9 relatori dell’incontro, tre per ogni giornata. Saranno inoltre presenti varie associazioni di vittime di abusi.

Padre Hans Zollner ha inoltre spiegato due importanti strumenti riguardanti l’Incontro: il questionario proposto ai partecipanti e il sito internet ufficiale, pbc2019.org, che è già consultabile.


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我们生来为做有福的人

丙年常年期第六主日默想,读经一 耶(十七,5-8),圣咏 1,读经二  格前(十五,12、16-20),福音 路(六,17、20-26)

鱼方济神父

在我们默想真福八端时,我们必须摆脱先前的理解,摆脱使之成为一个几乎不能实现的事实的理解,相反,我们必须相信它们不仅有可能,而且也是每个人明确的使命。我们生来为做有福的人。

圣保禄提醒我们,耶稣被钉十字架上后在祂自身内消灭了仇恨,消灭了分开人类的藩篱。耶稣不仅是真福八端的宣告者,如历史上曾有许多一样;祂在自身内实现了真福八端的真实条件。

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为这原因福音里真福八端的宣告不够,我们还必须从我们自己开始消灭仇恨、藩篱、偏见,就如耶稣做过的一样。我们也必须摧毁某个总是潜伏着的圣经原教旨主义。

今天在读经一里耶肋米亚先知这么写说:“凡信赖世人,是可咒骂的!”。我们大家或多或少受过的完整宗教教育,对圣经上的这一节和其他部分给了错误的解读,并增加了对人、世界和历史的不信任。在家庭内曾经有过,现在仍然还有这种消极的教育学:“你别相信任何人”。教育的本质经常是恐惧、怀疑、和自我封闭。

此怀疑建基在一个非常近视和教权主义的神学解读上。人类不都是罪人吗?而人不是生存在原罪内吗?因而产生了某个表示怀疑与恐惧的伪天主教看法,而压坏信德和望德的这个奇妙珍宝

今天读经一的经句却说的是另一回事,它整个句子是这么写的:“凡信赖世人,以血肉的人为自己的臂膊,是可咒骂的”今天我们可这样表达:”你们别信任那些有权势的,并自认为是神的人”。这的确是悲惨的真实。

关于这件事,今天礼仪里的圣咏1说的也很清楚。

这样的人才是有福的:

凡不随从恶人的计谋的人;今天我们可以说,他不随从某些公共、私人、有时甚至是教会的理事会,那里贿赂、共济会、教权主义是通行的货币。

不插足于罪人的道路的人;他有改换道路的勇气,并公开地退出某些黑手党、不道德、贪污的环境,而不是在桌下拾起他的歹徒头子如对流浪狗一样抛给他的权力碎屑;耶稣这样提醒我们,我们在世界里,但不属于世界。

“不与狂妄自大者同席”的人:在富人与权力者们的狂妄自大也想买他的灵魂时,他就站起来走开。

当耶稣把穷人称为“有福”的时候,祂那时不是在说安慰话,而想宣布凡没有权力,而有道德、社会、福音的权威的人,他双手里握有望德那独特的珍宝天主的穷人就是那些只有笼罩他们的天父之爱,而没有其他珍宝的人。

真正的真福八端就是这个:“凡信赖上主的人,是可祝福的”。这是一句简单的话,但在它的简单里射出光芒,照亮我们复杂与焦虑的生活。

我们要如圣保禄在读经二里说的一样,学习用建立在复活的基督上的望德的权威眼光,而不要用权力的眼光来看待我们的个人历史及世界。我们每天要找回来信任与平安,也就是上主赐给我们祂圣神时答应过我们的那种信任与平安。我们要祈求上主协助我们排除所有羞辱人类的权力,它是幸福生活与永生的障碍。

 

 


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Siamo fatti per essere beati

Riflessioni per la Domenica VI del Tempo ordinario anno C , Prima Lettura Ger 17,5-8, Salmo 1, Seconda Lettura  1 Cor 15,12.16-20,  Vangelo Lc 6, 17.20-26

don Francesco Pesce

Quando noi riflettiamo sulle Beatitudini, dobbiamo liberarci da una precomprensione che ne fa quasi un fatto irrealizzabile e credere  invece  come esse siano non solo possibili ma anche una chiara vocazione per ogni uomo. Noi siamo fatti per essere beati.

Gesù poi sulla Croce, ci ricorda San Paolo, ha distrutto in sé l’inimicizia, ha distrutto le barriere che separano gli uomini. Gesù non è solo un annunciatore di beatitudini, come ce ne sono stati molti nella storia; Lui ha realizzato in sé le condizioni vere per le beatitudini.

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Per questo l’annuncio del vangelo delle beatitudini non basta, bisogna distruggere a cominciare da noi stessi, le inimicizie, i muri, i pregiudizi, proprio come ha fatto Gesù. Dobbiamo distruggere anche un certo fondamentalismo biblico sempre in agguato.

Geremia nella Prima lettura di oggi così scrive: «maledetto l’uomo che confida nell’uomo». C’è tutta una educazione religiosa in cui più o meno siamo stati educati, che ha dato di questo versetto e di altre parti della Bibbia, una lettura sbagliata, che alimentava la sfiducia nell’uomo, nel mondo, nella storia. Anche nella famiglia c’era e c’è ancora questa pedagogia negativa: «non ti fidare di nessuno». L’essenza dell’educazione spesso è la paura, la diffidenza, il chiudersi in sè stessi.

Una diffidenza che si basava su una lettura teologia molto miope e clericale. Gli uomini non sono tutti peccatori? E l’uomo non è nel peccato originale? È nata così una certa visione pseudo cattolica che esprime diffidenza, paura e schiaccia quel tesoro straordinario che è la fiducia, la Speranza.

Il versetto della prima lettura di oggi invece dice un’altra cosa e per intero così si esprime: «maledetto l’uomo che confida nell’uomo che pone nella sua carne il suo sostegno». Oggi potremmo esprimerlo così: « non vi fidate degli uomini del potere, degli uomini che si credono Dio». Questo sì, che è tragicamente vero.

Anche Il salmo 1 che oggi ci propone la liturgia è molto chiaro a questo proposito.

Beato l’uomo che:

“non entra nel consiglio dei malvagi”; potremmo oggi dire, non entra in certi Consigli di Amministrazione pubblici, privati, anche ecclesiali a volte, dove la tangente, la massoneria, il clericalismo, sono moneta comune.

“non resta nella via dei peccatori”; ha il coraggio di cambiare strada e si dissocia pubblicamente da certi ambienti mafiosi, immorali, corrotti, invece che prendere sotto il tavolo le briciole del potere che i loro capi malavitosi, offrono loro come ai cani randagi; nel mondo ma non del mondo ci ricorda Gesù.

“non siede in compagnia degli arroganti”: si alza e se ne va dove l’arroganza dei ricchi e dei potenti vorrebbe comprarti anche l’anima.

Quando Gesù chiama «beati» i poveri non dice allora parole di consolazione ma vuole rivelare che chi è senza Potere ma ha Autorità morale sociale evangelica, possiede nelle sue mani quel tesoro unico che è la Speranza. Sono i poveri di Dio, gli uomini che non hanno altra ricchezza che l’Amore del Padre sopra di loro.

La vera Beatitudine infatti è questa: “Beato l’uomo che confida nel Signore”. Una Parola semplice, che nella sua semplicità getta una luce sulle nostre vite complicate e affannate.

Impariamo a guardare la nostra storia personale, il mondo, con gli occhi autorevoli della Speranza fondata in Cristo risorto, come dice Paolo nella seconda lettura, non con gli occhi del potere. Ritroviamo ogni giorno quella fiducia e quella serenità che il Signore donandoci il Suo Spirito ci ha promesso. Chiediamo al Signore nella preghiera di aiutarci a togliere di mezzo ogni potere che umilia l’uomo ed è ostacolo alla vita felice e alla vita eterna.


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Papa Francesco in visita in Marocco

E’ stato reso noto il programma del Viaggio Apostolico di Papa Francesco in Marocco, Paese in maggioranza musulmano, previsto il 30 e il 31 marzo prossimi.

ImgViaggioMaroccoIl Papa ha accolto l’invito del Re Mohammed VI e dei vescovi del Paese. Tra le tappe del Viaggio Apostolico sono previsti anche l’incontro con i migranti nella sede della Caritas diocesana e quello con i sacerdoti, i consacrati e il Consiglio ecumenico delle Chiese nella cattedrale di Rabat.

Il viaggio, come da proposta delle autorità del Marocco per facilitare la visita del Pontefice, sarà circoscritto alla sola città di Rabat, dove dal 1976 ha sede la nunziatura apostolica.

A 33 anni dalla storica visita di San Giovanni Paolo II che nello stadio di Casablanca il 19 agosto 1985 incontrò i giovani musulmani in un’iniziativa di dialogo senza precedenti, certamente il viaggio di Francesco sarà un’altra occasione per sviluppare il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra cristiani e musulmani.

 

 


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Il Signore ha scelto Francesco per guidare la Chiesa oggi

Una riflessione sul “manifesto della fede” del Cardinale Müller

Don Enrico Ghezzi

Caro Cardinal Müller,
Sono un vecchio prete, in pensione, come si dice. Ieri mattina 10 febbraio 2019, nella S. Messa della V Domenica dell’anno C, ascoltando la Prima Lettura di Isaia (6,1-2.3-8), sulla “vocazione” del Profeta impostagli con autorità da Dio, mi sono chiesto se io – nei miei lunghissimi anni di sacerdozio in mezzo al popolo – sono stato “bruciato”, sulle labbra, dal “tizzone ardente” come il Profeta, oppure, per i miei peccati, ho lasciato riempire di “fumo” il Tempio di Dio, la Chiesa, dove ho servito per tanti anni. Non sarò stato forse un uomo dalle “labbra impure”?

ImgPostDonEnrico

Finita la celebrazione, come ogni mattina, mi sono recato dal giornalaio per avere qualche notizia del giorno. Cosa mi colpisce? Leggo, su un giornale, un titolo inquietante: il “manifesto della fede” del cardinale Müller.

Avevo già sentito, in passato, pronunciare il suo nome e già da allora non mi era sembrato particolarmente “affettuoso” verso Papa Francesco. Dicevano: “questo Muller, è discepolo di Papa Ratzinger” – come a sottolineare l’esistenza di due chiese diverse, che però non esistono. Papa Benedetto XVI è un uomo di Dio, che ha dato tutta la sua vita al servizio del Vangelo. L’uomo di Dio, caro Cardinale, non divide mai la Chiesa di Cristo!

Mi ha colpito subito il titolo del suo scritto: “Manifesto della fede”. Ma – mi dicevo – la nostra fede non è forse quella che da secoli confessiamo in Gesù Cristo? Ma che sia “nata”, in questi mesi, anche una fede “secondo Müller”? Forse che il Vangelo che ho predicato per molti anni – il Vangelo di Matteo, Marco, Luca e Giovanni – siano vangeli “apocrifi”? Che il Vangelo “vero” ci viene finalmente da questo sapiente cardinale tedesco?

Con lo stupore, mi ha colto anche un dubbio: “Stai attento – mi sono detto – non è che questo manifesto non sia piuttosto il “fumo” che ha riempito il Tempio del Signore, invece del “tizzone ardente” dell’amore di Dio che ha spinto il Profeta ad accettare la sua vocazione? E continuando, nella mia riflessione: il cardinale Müller dice di aver accolto il “grido” di dolore che si alza da vescovi, sacerdoti e fedeli smarriti per la confusione della dottrina cattolica dei nostri giorni. La mia gente, il mio popolo, non si è mai sentito “smarrito”, anche davanti alle prove dolorose della vita: a loro bastava il Vangelo di Gesù, che ha precedenza sulla teologia dei sapienti di ieri e di oggi.

Inoltre, non si è sempre insegnato che a capo della Chiesa, e quindi anche di vescovi, sacerdoti e fedeli smarriti, il Signore ha scelto Pietro e i suoi successori? Proprio come leggiamo nel Vangelo di questa domenica, il Signore dice a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Lc 5,10).

Caro cardinale, Lei si deve persuadere: il Signore ha “scelto” Francesco! E’ lui – con la sua saggezza e santità, riconosciute da tutto il popolo dei vari continenti – che il Signore ha scelto: è lui l’Isaia e il Simone voluto da Gesù oggi per il tempo del nostro cammino.

Caro cardinale, le dò un consiglio fraterno e sacerdotale (anche se so con certezza che non leggerà mai questo mio testo!): deponga la porpora e i fasti che la circondano, accetti di andare in qualche parrocchia del suo Paese, la Germania, a fare il prete: sono certo che ne troverà grande beneficio spirituale e sacerdotale. Così, insieme, eviteremo di correre il pericolo di finire nelle fiamme dell’inferno, come ci ricorda nel suo “manifesto sulla fede”.

Non ce l’abbia con me, sono soltanto pensieri spontanei, sorti dopo la celebrazione della S. Messa.

Le auguro ogni bene.

Don Enrico Ghezzi


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按照祂的话再次撒网

丙年常年期第五主日的默想,路加福音(五,1-11

方济神父

在本主日的福音里,圣史路加给我们讲了一个捕鱼的奇迹故事,发生在耶稣公开生活的开始,建立首批门徒的时候。

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老师,我们已整夜劳苦,毫无所获”圣伯多禄这么说。圣经给我们讲了多少夜晚,在我们的生活、我们的日子里有多少夜晚;在我们的生命、我们的家庭里有多少弱点。这是自然的弱点,一个首先被罪过的奥秘所腐蚀,而后受外部变化影响(相对主义,主观主义等)的本性。我在告解亭里看得很清楚。

耶稣懂得这一切,并不判断我们;祂要求我们再次撒网,继续生活与希望。这次渔网装满了,因为按照上主的圣言撒了网,即便是荒谬的在白天捕鱼,即便你心里已不再相信了,即便有时家庭过不下去了,因为教宗方济各说,家庭不是一个要保护的原则,而是一个由恩典协助伴随的“大探险”。

谁也不要害怕,曙光总会再现,那里不可预料捕鱼的惊愕要笼罩着你,使你产生热情,正如那天圣伯多禄与那些和他一起的人们一样。

若望福音也讲这个捕鱼奇迹的故事,但把它放在耶稣刚去世之后的数小时内,那时宗徒失望与消沉地恢复他们的日常工作。

我们在加里肋亚的提庇黎雅海边;没有人说话,也没有人知道要做什么,说什么,气氛沉重。圣伯多禄率先把自己和其他人从尴尬中解脱出来,他说:“我去打鱼”,这样,之前的生活似乎重新开始了:“但那一夜什么也没有捕到”(若  二十一,3。复活了的耶稣显现给他们,祂在这里命令他们再次撒网:“向船右边撒网,就会捕到。”他们便撒下网去,因为鱼太多,竟不能拉上网来“(若  二十一,6

复活了的耶稣的圣言是我们行为有效力的保证:它是照耀我们犹豫步伐的明灯,是在我们跌倒时为抓住我们而伸出的手。

我们有这谦虚的信仰,就能像依撒意亚先知一样说:“请派遣我”。请你在日常生活中陪伴我,不是为说服别人改变宗教信仰,而是为见证复活的上主存在我们当中。

天主被传播,只因祂自我存在。或是存在于宣布祂的人的生活中,或者如梵二大公会议提醒我们的,会产生无神论:“有信仰的人对无神论的产生可能负有不小责任。信友因 了忽视信仰教育,因对教义所做虚妄的诠解,或因自身在宗教、道德及社会生活 上的缺陷,不仅未将天主及宗教的真面目予以揭示,反而加以掩蔽。”(喜乐与期望  第一章,19节)。

教宗方济各经常提醒说,天主是通过感染而传播的。


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Gettare ancora la rete sulla Sua Parola

Riflessioni per la Domenica V del Tempo ordinario anno C , Vangelo Lc 5, 1-11

don Francesco Pesce

Nel Vangelo di questa domenica, Luca ci racconta di una pesca miracolosa, all’inizio della vita pubblica di Gesù, quando si stava formando il primo gruppo dei discepoli.

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“Maestro abbiamo faticato tutta la notte, ma non abbiamo preso nulla”, dice Pietro. Quante notti ci racconta la Bibbia, quante notti nella vita, nei nostri giorni; quanta fragilità nelle nostre vite, nelle nostre famiglie. E’ una fragilità naturale, di una natura corrotta dal mistero del peccato, prima ancora che dovuta ai cambiamenti esterni (relativismo, soggettivismo, ecc). Io lo vedo molto chiaramente nel confessionale.

Gesù lo capisce questo e non ci giudica; ci chiede ancora di gettare la rete, di continuare a vivere e sperare. Questa volta la rete si riempie perché è gettata sulla Parola del Signore, anche se è paradossale pescare di giorno, anche se in fondo non ci credi più, anche se a volte le famiglie non ce la fanno, perché la famiglia non è un principio da difendere ma una “grande avventura”, dice papa Francesco, da accompagnare con l’aiuto della Grazia.

Nessuno abbia paura, arriva sempre un’Alba nuova, dove lo stupore di una pesca imprevedibile ti avvolge e ti entusiasma, come in quel giorno Pietro e quelli che erano con lui.

Anche il Vangelo di Giovanni racconta questa pesca miracolosa, ma la colloca nelle ore appena successive alla morte di Gesù, quando gli Apostoli erano ritornati delusi e scoraggiati al loro lavoro quotidiano.

Siamo in Galilea sul lago di Tiberiade; nessuno parla e nessuno sa cosa fare o cosa dire, la situazione è pesante. Pietro prende l’iniziativa per togliere se stesso e gli altri dall’imbarazzo e dice : “Io vado a pescare”, e cosi’ la vita di prima sembra ricominciare: “Ma in quella notte non presero nulla”(Gv 21,3). Ecco che il Risorto, che appare loro, ordina di gettare ancora una volta le reti: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci”.(Gv 21,6).

La Parola del Risorto è la garanzia di efficacia delle nostre azioni: è la luce che illumina i nostri passi incerti, è la mano tesa per afferrarci nelle nostre cadute.

Con questa fede umile noi possiamo dire come Isaia: “Manda me”. Accompagnami nella vita quotidiana, non per fare proselitismi, ma per testimoniare la Presenza del Signore Risorto in mezzo a noi.

Dio si trasmette solo perché si fa presente. O Dio è presente nella vita di chi lo annuncia oppure, come ci ricorda il Concilio Vaticano II, si produce ateismo: “Nella genesi dell’ateismo possono contribuire non poco i credenti, in quanto per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione fallace della dottrina, o anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione” (Gaudium et Spes cap 1 N 19).

Dio si trasmette per contagio, ricorda spesso Papa Francesco.


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教宗方济各离开阿联酋

教宗方济各阿联酋之行,以今早在阿布扎比扎耶德体育城举行的弥撒,结束了他第27次牧灵访问。

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照片版权:http://w2.vatican.va

教宗到了阿布扎比的大体育场,在那里为大约300位教友组成的当地天主教团体举行了弥撒。这是真正的历史的一页,因为这是在阿拉伯半岛上举行的最大的公开天主教礼

教宗乘“教宗座车”来到一个包括信友和朝圣者的欢乐人群中,在阿联酋最大的体育场内外有属于100个不同国籍的天主教友,以及约4千名穆斯林。青年欢腾挥舞着梵蒂冈白黄色国旗,是此事件热情与重要的见证。

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照片版权:http://w2.vatican.va

而昨天教宗重要的活动计有:首先在总统府正式拜会王储,而后在酋长扎耶德清真寺与穆斯林长老委员会的委员们私下交谈,最后在国父纪念馆出席了跨宗教交谈会;在那里教宗方济各和大伊玛目签署了关于“人类对促进世界和平与共同生活的兄弟情谊”的联合声明,这是天主教与伊斯兰教之间关系的里程碑。

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照片版权:http://w2.vatican.va

教宗星期一抵达了阿联酋,在阿布扎比总统府出席了官方欢迎仪式。教宗乘座车抵达,他在总统骑士卫队的护卫下受到王储酋长穆罕默德的立即欢迎。欢迎仪式结束后,教宗与王储在阿布扎比总统府私下交谈了。会议结束后,他们交换了礼物。教宗送了一个纪念亚西西圣方济各与苏丹王相会的纪念章其背面刻有使徒之旅的拉丁文格言:“求你使我成为你和平的工具”。正面所选择的图象强调该访问的跨宗教性目的。而酋长穆罕默德赠送了上溯至1963年6月22日的公证书,是有关阿联酋首个天主教堂建地的捐赠事项


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Fraternità come nuova frontiera del cristianesimo

Nell’Udienza Generale di oggi nell’Aula Paolo VI, il Papa ha incentrato la sua riflessione sul Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti che si è concluso ieri.

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Photo credit: w2.vatican.va/

Durante la catechesi, il Santo Padre ha commentato il significato del momento saliente al Founder’s Memorial di Abu Dhabi: “[…]Io e il Grande Imam di Al-Azhar abbiamo firmato il Documento sulla Fratellanza Umana, nel quale insieme affermiamo la comune vocazione di tutti gli uomini e le donne ad essere fratelli in quanto figli e figlie di Dio, condanniamo ogni forma di violenza, specialmente quella rivestita di motivazioni religiose, e ci impegniamo a diffondere nel mondo i valori autentici e la pace”.

Un Documento, sottolinea Papa Francesco, che sarà studiato nelle scuole e approfondito negli ambiti culturali dei vari paesi del mondo: “[…] Abbiamo voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che invece è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare, e che – ha aggiunto Francesco al discorso finale – pur nella diversità delle culture e delle tradizioni, il mondo cristiano e quello islamico apprezzano e tutelano valori comuni: la vita, la famiglia, il senso religioso, l’onore per gli anziani, l’educazione dei giovani, e altri ancora”.

A nessuno può sfuggire la portata storica di questo Documento che, come ha affermato ieri il Papa nel dialogo con i giornalisti sul volo di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti, è sulla scia del Concilio Vaticano II e sottolinea sempre di più le religioni anche come strumenti a servizio dell’uomo e della pace.

Recentemente la Chiesa cattolica aveva già affermato che la fraternità è la nuova frontiera del cristianesimo nella lettera del Santo Padre “Humana communitas”.

 

 


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Papa Francesco lascia gli Emirati Arabi Uniti

Il 27mo Viaggio Apostolico di Papa Francesco, in visita negli Emirati Arabi Uniti, si è concluso questa mattina con la Santa Messa nello Zayed Sports City di Abu Dhabi.

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Photo credit: http://w2.vatican.va

Il Papa è arrivato nel grande centro sportivo di Abu Dhabi, dove ha celebrato  la Santa Messa per la comunità cattolica locale, costituita da circa 300 fedeli. Una vera e propria pagina storica, poichè si tratta della più grande celebrazione cristiana in pubblico nella Penisola araba.

Il Papa è giunto in ‘papamobile’ in mezzo a una folla in festa di fedeli e pellegrini, tra cattolici di 100 diverse nazionalità e circa 4 mila musulmani dentro e fuori lo stadio, il più grande degli Emirati. Il tripudio di bandiere bianche e gialle, colori del Vaticano, sventolate dai giovani è stato la testimonianza dell’entusiasmo e dell’importanza dell’evento.

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Photo credit: http://w2.vatican.va

Ieri, invece le importanti tappe del Pontefice al Palazzo Presidenziale in visita ufficiale al Principe ereditario, l’incontro privato con i membri del Muslim Council of Elders alla Grande Moschea dello Sceicco Zayed e l’incontro interreligioso nel Founder’s Memorial, dove Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib hanno firmato il Documento sulla “fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, una pietra miliare nei rapporti tra cristianesimo e islam.

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Photo credit: http://w2.vatican.va

Il Papa è arrivato lunedì negli Emirati Arabi Uniti, dove al Palazzo presidenziale di Abu Dhabi si è svolta la cerimonia ufficiale di benvenuto. Giunto in auto, scortato dalla guardie presidenziali a cavallo, il Pontefice è stato subito accolto dal principe ereditario, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Dopo la cerimonia di benvenuto, il Papa e il principe ereditario hanno avuto un colloquio in privato nel Palazzo presidenziale di Abu Dhabi. Terminato l’incontro è avvenuto lo scambio dei doni. Il Papa ha donato un medaglione che raffigura in primo piano l’incontro tra San Francesco e il Sultano Al-Malik al-Kamil. Nel giro c’è l’iscrizione in latino del viaggio apostolico: “Rendimi strumento della tua pace”. L’immagine scelta risalta lo scopo interreligioso della visita. Lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, invece, ha donato l’atto notarile, risalente al 22 giugno 1963, con la donazione della terra per la costruzione della prima chiesa negli Emirati Arabi Uniti.