ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Porte aperte in parrocchia!

Don Francesco Pesce

Gia la mia prima Messa nel lontano 1999 l’ho voluta simbolicamente iniziare spalancando il portone della chiesa. Poi, dal 2006, anno in cui sono diventato parroco della mia precedente parrocchia romana – Santa Melania Juniore – e poi ora come parroco di Santa Maria ai Monti, vicino al Colosseo , ho subito aperto la chiesa tutto  il giorno fino alle 22.00. Ora che sono al centro di Roma il venerdi e il sabato la tengo aperta fino alle 24.00 per intercettare la movida.

Mi sono sentito supportato e rincuorato quando anche Papa Francesco ha iniziato a parlare di “Chiesa in uscita”, invitando i preti anche a tenere aperte le porte delle parrocchie. Chiesa aperta per me significa aperta, cioè si deve capire con chiarezza che è aperta. Quindi via subito le retroporte di legno che la fanno sembrare chiusa, e mettere vetrate che lasciano vedere l’interno. Noto però che appena possibile e non fa piú molto freddo è utile spalancare anche la vetrata, perché la gente (soprattutto chi non ha familiaritá con la parrocchia) é piú invogliata ad entrare. Inoltre, fa bene anche a noi parrocchiani sentire il rumore della città e percepire la massima comunione tra dentro e fuori.

Ho poi sperimentato che e’ molto importante  osservare alcuni accorgimenti per l’illuminazione serale: illuminare molto bene l’ingresso e creare uno spazio privilegiato di luce nella zona del tabernacolo e della immagine mariana o del santo principale nella chiesa. Il “controllo” lo fanno le persone stesse che vengono a pregare o perfino chi passa davanti o dentro la chiesa, perché nel rione Monti in particolare c’é un grande senso di comunitá, quindi anche la chiesa é sentita un pó come la casa di tutti. E’ anche utile in questo senso avere un buon rapporto con i negozianti del quartiere che ogni tanto fanno una passeggiata in chiesa. “Fate buona guardia alla vostra chiesa” – diceva Mazzolari.

E infatti é il  popolo di Dio  a farsi carico della custodia della  chiesa. Dopo poco tempo si crea un movimento di persone che rende assolutamente sicura la chiesa. A poco a poco poi bisogna  qualificare l’apertura continuata: ad esempio celebrando la Messa all’ora di pranzo (per favorire i lavoratori della zona) e garantendo la presenza di un sacerdote per le confessioni e i colloqui spirituali  fino alla chiusura, sempre per aiutare chi lavora fino a tardi o anche gli studenti universitari.

A volte qualche “parrocchiano storico”, o le pie donne di cui parlano gli Atti degli Apostoli, protestano un po’ paventando chissà quali pericoli. Bisogna da una parte tranquillizzarli, dall’altra lasciar cadere la cosa, soprattutto all’inizio, quando si preoccupano che è pericoloso, che i barboni non hanno rispetto per nulla, ecc. Dopo poco, vedendo che non succede nulla di male, ma che invece si vedono i frutti, passano tutte le paure.. Non ho mai visto crollare una chiesa per i barboni. Anzi spesso queste persone sono ottimi vigilanti e addirittura puliscono il sagrato più volte al giorno.

Nel fine settimana l’apertura è prolungata fin piú o meno la mezzanotte per intercettare la movida che qui da noi si lascia intercettare volentieri.

 


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三位一体的奥理晓谕我们多元性源于天主

于方济神父

在由基督所聚集的人类大家庭内, 至圣天主圣三的肖像和模样被重塑,由此奥迹中涌流出每一真正的爱。 (教宗方济各, Amoris Laetitia, 71)

当论及天主圣三的奥迹时,进行纯理性探究的冒险是无益的,而要注重的是爱的具体实践。爱就是连系父与子的那一位,祂就是圣神,亦即天主圣三。

“圣神要光荣我,因为他要把由我所领受的,传告给你们”。(若 16,14)耶稣的生活,及其那跨越任何界线、打破一切藩篱的见证,为我们每个人都是应遵循的典范,及大家一起要走的路。耶稣透过圣神赐予我们各种恩宠,一切皆归于祂,在祂的自我给予及其与我们的共融中,彰显着祂的荣耀与喜悦。

“凡父所有的一切,都是我的”。(若 16,14a)父的光荣即是子的光荣,如果我们日复一日地回应我们基督徒的圣召,纯正的给予也将会是我们的喜乐。

活于无偿,见证美善,逃避不仅邪恶,还有普遍的平庸。总之,要活于福音真福,这一切都能彰显并使我们参与天主的荣耀。

天主圣三的奥迹晓谕我们的另一点即是多元化和多样化,它们原本属于天主,故此,我们应以尊重和重视的态度去对待。

在生活及任何环境中、 在这人们的心灵充满物欲的社会中,正如教宗保禄六世所言,我们应持有“无比的热忱”, 在圣神的引导下,要使我们的福音宣讲、我们的牧灵,成为切实而有效的。有时,世界与我们是那么不同,它如此多元复杂,但天主却已爱了这世界且已把圣言的种子播于其中了。

就如福音提醒我们的,天主还有许多事要告诉我们,但我们已知道了,天主要告诉我们的是爱与和好的话语。如果我们渴望活在天主的光荣中,就没有任何障碍、任何困难、任何人间的力量能阻止我们亲近天主。


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Il sacerdote celebra la resurrezione e accompagna il dolore del mondo

Don Francesco Pesce

Le celebrazioni per il Giubileo dei sacerdoti presiedute oggi da Papa Francesco

In questi due giorni in cui si celebra il giubileo dei sacerdoti, il sacerdozio è   al centro della nostra preghiera. Nel canone romano  cosí leggiamo: “Tu che hai voluto accettare i doni di Abele il giusto, il sacrificio di Abramo nostro Padre nella fede, l’oblazione pura e santa di Melchisedek tuo sommo sacerdote”.

Ci dice poi la lettera agli Ebrei che Gesù è sacerdote secondo Melchisedek, non secondo qualche casta. Sarebbe tragico se il sacerdozio appartenesse a una casta, e a volte nella storia è avvenuto, come per le caste dei guerrieri e dei mercanti.

Nel libro della Genesi si descrive l’incontro tra Abramo e Melchisedek. Credo che da questo incontro sul monte possiamo trarre molti spunti di  riflessione sul sacerdozio. Abramo era appena tornato vincitore da in epica battaglia per liberare il nipote Lot. Melchisedek lo accoglie e gli offre pane e vino. Abramo si inchina a questo Re. Il sacerdote deve essere un uomo autorevole, ospitale, che sa condividere e donare. Melchisedek era re di Gerusalemme, città   della pace. Il sacerdote deve essere anche un uomo di pace. “Cristo nostra  pace“, dirà  San Paolo. Papa Francesco ha dato nuovamente enfasi a una Chiesa non “aggressiva” sempre in guerra con tutti, peggio ancora in perenne stato di difesa perché assediata dal mondo circostante.

Poi Melchisedek benedice Abramo : “Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo creatore del cielo e della terra”. Ecco, il sacerdote é l’uomo della benedizione e questa benedizione  continua per tutte le genti e per tutti i tempi. Non e’ possibile interrompere la benedizione di Dio, non lo può fare  il male, il terrorismo, i nostri peccati. Non solo la benedizione non può  essere interrotta ma raggiunge ogni uomo. Inoltre dice ancora la Scrittura: “benedetto il Dio Altissimo che ti ha messo in mano i tuoi nemici”.I nemici sono sconfitti dalla nostra benedizione.A maggior ragione il sacerdote deve essere un uomo di dialogo, di pazienza, di mediazione, che con la sua testimonianza benedicente (ma limpida e autorevole) disarma gli aggressori e rende vana ogni contesa.

Poi Abramo rinuncia al bottino di guerra : “Non prenderò  nulla neanche un legaccio dei calzari”. Il sacerdote deve essere un uomo povero, povero in ogni senso, in particolare vivendo  della fiducia in Dio, un uomo, un cristiano, che spera contro ogni speranza.

Ancora  il sacerdote deve essere un uomo puro che celebra l’eucarestia iniziata sul monte di Abramo e Melchisedek. “Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo resusciterò  nell’ultimo giorno”. Sacerdote uomo della eucarestia che annuncia la risurrezione non la morte.

Infine  dirà  la Lettera agli Ebrei : “Si e’ rivestito di debolezza e proprio per questo deve offrire sacrifici per se stesso e per tutto il popolo”. Il sacerdote e’ un uomo che entra nel dolore del mondo e qui sta la vera universalità  del suo ministero;  e’ il nostro dolore, quello del mondo.

Accostiamoci al dolore del mondo come sacerdoti che hanno  in mano  il pane e il vino; Dio e’ il pane e Dio e’ il vino;  anche noi sacerdoti dobbiamo essere pane e vino per gli altri e dobbiamo essere mangiati perché  tutti gli uomini possano arrivare a Cristo nostro Salvatore.

Una tavola senza pane è una pietra, come un cuore sacerdotale senza misericordia .