ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Papa Francesco visita la Bulgaria e la Macedonia

La scorsa settimana la Sala Stampa Vaticana ha reso noto il programma del Viaggio Apostolico che Papa Francesco compirà in Bulgaria e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia dal 5 al 7 maggio prossimi.

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Il Pontefice visiterà  le città di Sofia e Rakovski e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia la città di Skopje. Il Santo Padre ha accolto l’invito delle rispettive massime autorità delle Repubbliche e della Chiesa Cattolica.

I motti sono stati resi pubblici a dicembre. Quello della Bulgaria, “Pacem in Terris” scritto in latino e bulgaro, richiama l’Enciclica di San Giovanni XXIII, primo visitatore e delegato Apostolico in Bulgaria. Il motto della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia recita: “Non temere, piccolo gregge” (Lc 12,32).


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Papa Francesco: sei anni di Vangelo

Dopo sei anni dall’elezione, Francesco continua la sua missione, forte, sereno e gagliardo: auguri!

don Enrico Ghezzi

Sei anni fa iniziava il pontificato di Francesco, dopo un tempo difficile per la Chiesa e le dimissioni inattese di Benedetto XVI. Cominciava cosí il ministero di un Papa venuto “dalla fine del mondo” – come disse affacciandosi per la prima volta rivolgendosi ai fedeli in una Piazza San Pietro gremita da tanti romani che tradizionalmente non mancano a questo appuntamento e da tanti cattolici sparsi in ogni parte del mondo.

PapaFrancesco

Photo credit: http://w2.vatican.va

In questi sei anni abbiamo imparato che in ogni parola, gesto e vita personale di Papa Francesco c’è un fuoco interiore che lo spinge, fino al limite delle forze, ad annunciare il Vangelo di Gesù. Questo sta facendo Papa Francesco: mettere la Chiesa, i cattolici e noi tutti davanti al Vangelo. E’ una verità semplice, anche scomoda, ma condivisa dal popolo di Dio e accolta con rispetto anche dalle altre religioni e da tanti non credenti.

Paradossalmente proprio per questo, già dopo qualche mese dall’elezione del Cardinale Bergoglio a Pontefice sono iniziate da alcuni ambienti conservatori, interessati non al Vangelo ma alla politica ecclesiale, aspre critiche, una palese opposizione, talvolta anche una forte resistenza al vento nuovo portato da Francesco.

Così continuerà lungo i sei anni di pontificato. Anzi, i sentimenti contro Francesco, in alcune frange conservatrici, si sono moltiplicati: tuttavia non dal popolo, che lo ama, ma da un mondo cattolico, spesso del “ricco” occidente, piuttosto borghese-capitalista, detentore di grandi interessi economici, che assolutamente non sopporta l’insegnamento di Papa Francesco che denuncia le ineguaglianze, le ingiustizie, le devastanti violenze delle guerre, lo sfruttamento sui più deboli, il clericalismo e la “doppia vita” nella Chiesa. Non si sopportano, insomma, i discorsi, il magistero e la testimonianza del Papa nei suoi incontri quotidiani con uomini e popoli di tutto il mondo.

Ma noi sappiamo bene che, sebbene tanti che remano contro, la Chiesa, Papa Francesco, le nostre vite sono nelle mani di Dio: è il Signore che crea, fa vivere e stabilisce il nostro limite. Basterebbe credere a questa azione di Dio perché i critici del Papa si diano un pò di pace e tornino sui sentieri della fede riconoscendo a Dio la grande strategia dietro la storia e le vicende della Chiesa che cammina nel mondo. La Chiesa è posta nel mondo come un “segno”, un “sacramento” che rivela agli uomini l’amore universale di Dio realizzato in Gesú morto e risorto.

La Chiesa di Francesco cerca di confrontarsi ogni giorno col Vangelo: è questo il limite inaccettabile posto dai suoi avversari. Per loro la Chiesa dovrebbe incentrarsi su dogmi, morale, sessualità da condannare, pericoli del comunismo, di un Islam che invade l’Europa…E’ l’ansia della paura, il timore della sconfitta, di chi si rende conto che trincerarsi nel legalismo è più facile che accettare la sfida del Vangelo – amare fino alla fine. Questi movimenti, anche sotto la spinta di alcuni cardinali e vescovi, vogliono una Chiesa che sia centro di potere; un’istituzione forte che viene prima del Vangelo: il conflitto è qui – tra Vangelo o “istituzione forte”.

La Chiesa che i gruppi conservatori oggi rivendicano è la Chiesa della ricchezza, dell’accordo con i forti e i potenti: questi movimenti sono guidati dalla convinzione che la Chiesa nel mondo non debba presentarsi con l’umiltà e la mitezza di Gesù, ma come una forza sociale e politica che giustifichi il fondamento del suo potere. Una Chiesa che annuncia la speranza del Vangelo, cerca l’imitazione di Gesù, non risponde alle attese di questi gruppi anti-Francesco. Le loro parole però hanno la rilevanza che ben descrive Isaia: “Ecco, le nazioni son come una goccia da un secchio, contano come il pulviscolo sulla bilancia; ecco, le isole pesano quanto un granello di polvere”.(Is 40,15)

Qui è il discrimine, il punto di rottura tra chi vede nel pontificato di Francesco il ripetersi dell’annuncio del Vangelo e chi del Vangelo conserva un ricordo non più ritenuto necessario né utile per la costruzione del mondo moderno. Una cecità che, se dovesse imporsi, seminerebbe lacrime per i seguaci del Vangelo e per i poveri nel mondo.

Noi siamo con Francesco perché ci fidiamo di Dio, crediamo che in Gesù ci sia la salvezza del mondo, e perché su questa pietra il Signore edificherá la Sua Chiesa.


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我们是天父所爱的受造物,蒙召作内心的悔改

圣灰礼仪和四旬期

 四旬期 开始了,过了四十天将把我们领到礼仪年的核心,逾越三日庆典。

在星期三圣灰礼仪中,教会以在我们头上撒圣灰的记号做为完成一简单的行动,使我们记起人性的脆弱,我们作为受造物的状态。但在天主教观念里我们被创造的事实并不沦为一个不稳定的,几乎是人性的、其本性的和潜在的“消极”内涵之中。作为受造物推断一个创造者天主的存在,“当在母怀中”祂爱了我们,照顾我们。祂是创造者与天父。事实上信经,天主教信仰的标志,写说:“我信唯一的天主,全能的圣父,天地万物都是祂所创造的”。天主首先被称为圣父,而后被称为创造者,真美妙。全能这词在圣父这词的旁边,真美妙。天主就是凭借祂与子相连的爱情与圣神,能为祂儿女做一切的圣父。

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 在这天主所想要的、所爱的、所照顾的,并愿意为之做任何事情,甚至为了拯救她而死亡的人类受造物中,事实上住有“是主及賦予生命者”的圣神。祂是施慰者必会在我们身边,和我们每天在一起,“直到今世的終結”

所以我们在默想、反思和祈祷中抱有希望度这时期,记着我们是脆弱的,但首先是天父所爱与照顾的受造物。这能协助我们度过这行程,不是生活在其本身的、胆怯的和不育的忏悔内,而是生活有如与天父和好及信从福音一样,活出耶稣基督复活的喜讯,根本地和永远地改变生活。不只改变我们的生活,也改变其他人的,因为福音是有“传染性”的。

 “全心”归向天主意为着不采取一个表面和暂时的皈依途径,而是一个与我们人身最深处有关的精神旅程。的确内心是我们情绪的所在,我们选择和态度承受的中心。“你們應全心歸向我”那句话不但牵涉到个人,而且延伸到整个团体,是在召集所有人:“要召集民眾,制定一個集會。召集老人,集合幼童,甚至吃奶的嬰兒;新郎應走出他的洞房,新娘應離開她的閨房”

耶稣在福音里给我们解释,如同回应一个天主迎接我们的旅程,生活应该过的很认真:祈祷、守斋和施舍要比个人行为更能表达出知道如何爱天主、如何爱其他人和如何不断地朝着不会逝去的事物生活的一个心灵的单一行动。目的地是复活节,在这一天上主对我们每个人无限的爱完全显示出来了。


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眼光和话语

丙年常年期第七主日福音的默想(德 二十七,5-8  圣咏91  格前15,54-58  路 六,39-45)

鱼方济圣父

 眾人的眼睛都注視著他。路加圣史在福音里这样描写耶稣回到纳匝肋,祂在刚宣读依撒意亚先知书卷中的圣言之后所发生的事。

我们从福音里知道耶稣多次想要看祂旅程上所遇到的人;匝凱、犯姦淫的婦人、拉匝祿,还有许多其他人。同样人家也想要看耶稣。说到底基督信徒的生活就是这些眼光的结果。天主与人类相互寻找对方。

仅注视自己,不是基督徒生活;首先看自己的罪过,而不看别人的罪过,不是基督徒生活;光看规范与规则,也不是基督徒生活。

 福音召唤我们去克服公正和不公正、罪过和道德之间轻易的对立。比如慈爱的父亲比喻中的长子也是个罪人。他做了什么?他什么也没做!他没有懂得爱情罢了。他不懂爱情,而以自己的眼光怀疑地看待一切及所有的人;我们还记得当时经师和法利塞人向耶稣窃窃私议,因为他们“看到”耶稣和罪人一起用餐。首先正是眼光的暴力;我们经常每天要学习以天父慈悲的眼光来看世界。自创世之初,天主便看到了人,祂认为很好!

天主不看我们的成果或我们的过失,而首先看到我们的需要。我们大家必须经常恢复一个看我们自己和其他人的积极眼光,为使我们按照天主的肖像和模样成长。在我们日久的灰尘下,隐藏在我们内心的某些角落里,有一个我们要用圣神的油灯寻找的珍贵宝藏。

除了眼光之外,我们还需要充满圣神的心语。

不是我们的言语或形象的美丽,不是我们结构的重要性,而是我们内心的良善能改善自己和其他人。我们听到:“善人從自己心中的善庫發出善來,惡人從惡庫中發出惡來,因為心裡充滿什麼,口裡就說什麼”(路 六,45)证实我们接受福音的标准不是教义、法律的遵守,而是结出的果实。在玛窦福音第25章里描写的最终公审判中,天主将显示生活的奥秘,我们会被问到这些果实,即今天许多人定睛看着我们和伸出双手等待我们为了满足他们对面包和尊严的渴望的果实。

我们作为基督徒蒙召去省察内心深处,尤其是被生活伤害过的那些心灵。德尔图良证明初期基督信徒认真对待福音,以至于外邦人羡慕地呼喊说:“看他们是如何相亲相爱!”(护教篇39)

我们作为基督徒蒙召去宣讲的不是胜利的话语,而是拯救的话语。只有这些最终的话语才会结出许多果实来。


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Siamo creature amate dal Padre, chiamate a una conversione del cuore

Mercoledì delle Ceneri e Tempo di Quaresima

Inizia il tempo della Quaresima, che ci porterà dopo 40 giorni al Triduo Pasquale, cuore dell’anno liturgico.

Nel Mercoledì delle Ceneri la Chiesa, imponendo il segno delle ceneri sul nostro capo, compie un gesto semplice che ricorda la fragilità della natura umana, l’essere creature. Il fatto di essere creati, però, nella visione cristiana non si riduce a una connotazione di precarietà, quasi a una connotazione “negativa” dell’essere umano, della sua natura e delle sue potenzialità. Essere creature presuppone l’esistenza di un Dio creatore, che ci ha amato “sin dal grembo materno” e si prende cura di noi. Un Dio creatore e Padre. Recita infatti il Credo, il simbolo della fede cristiana: “Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra”. E’ bello che Dio venga menzionato prima come Padre e poi come Creatore. E’ bello che la parola onnipotente venga accostata alla parola Padre. Dio e’ un Padre che può fare tutto per i suoi figli, in virtù dell’amore, dello Spirito che li lega a lui.

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In questa creatura umana desiderata, amata e custodita da Dio, che è disposto a tutto per lei fino a morire per salvarlo, abita infatti lo Spirito “che e’ Signore e da’ la vita”. Lo Spirito sarà con noi come consolatore, rimanendo con noi tutti i giorni, “fino alla fine del mondo”.

Viviamo allora con speranza questo tempo, nella riflessione, nella meditazione e nella preghiera, ricordandoci di essere creature fragili ma soprattutto amate e custodite da Dio Padre. Questo ci potrà aiutare a vivere il percorso non in una penitenza fine a sè stessa, timorosa e sterile, ma come una riconciliazione con Dio Padre e una conversione al Vangelo, la notizia gioiosa della resurrezione di Cristo, che cambia radicalmente e per sempre la vita. Non solo la nostra, ma quella degli altri, perché il Vangelo e’ “contagioso”

Ritornare al Signore ‘con tutto il cuore’ significa intraprendere il cammino di una conversione non superficiale e transitoria, bensì un itinerario spirituale che riguarda il luogo più intimo della nostra persona. Il cuore, infatti, è la sede dei nostri sentimenti, il centro in cui maturano le nostre scelte, i nostri atteggiamenti. Quel ‘ritornate a me con tutto il cuore’ non coinvolge solamente i singoli, ma si estende all’intera comunità, è una convocazione rivolta a tutti: “Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo”.

Gesù nel Vangelo ci ha spiegato che la vita, come un cammino di risposta a Dio che ci viene incontro, deve essere vissuta in modo serio: preghiera, digiuno ed elemosina più che singole azioni esprimono un unico movimento del cuore che sa amare Dio, sa amare gli altri, e sa vivere costantemente orientato verso le cose che non passano. La meta è la Pasqua, giorno in cui è svelato pienamente l’immenso amore del Signore per ciascuno di noi.


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Sguardi e parole

Riflessioni sul Vangelo della VIII Domenica del Tempo ordinario Anno C (Sir 27,5-8  Sal 91 1Cor 15,54-58   Lc 6,39-45)

don Francesco Pesce

 “Gli occhi di tutti erano fissi su di Lui!”. Così l’evangelista Luca descrive nel Vangelo ciò che accadeva dopo che Gesù ritornato a Nazareth, aveva appena proclamata la Parola del rotolo di Isaia.

Sappiamo dai Vangeli che Gesù tante volte desidera vedere chi incontra nel suo cammino; Zaccheo, la donna adultera, Lazzaro tanti altri. Così anche le persone desiderano vedere Gesù. La vita cristiana in fondo è il risultato di questi sguardi. Dio e l’uomo si cercano.

Non è vita cristiana, guardarsi addosso; non è vita cristiana guardare prima di tutto i propri peccati e neanche guardare i peccati degli altri; non è vita cristiana guardare solo le norme e i regolamenti.

Il Vangelo ci chiama a superare le facili contrapposizioni tra giusti e ingiusti, peccato e virtù. Anche il figlio maggiore della parabola del Padre misericordioso ad esempio è un peccatore. Cosa ha fatto? Niente! Non ha capito l’amore. Non ha capito l’amore e con il suo occhio guardava tutto e tutti con sospetto; ricordiamo anche quando gli scribi e i farisei mormoravano contro Gesù perché “guardavano” che mangiava con i peccatori. La prima violenza è proprio quella dell’occhio; dobbiamo sempre tutti imparare ogni giorno a guardare il mondo con gli occhi misericordiosi del Padre. Fin dall’inizio della Creatore Dio vide che l’uomo era cosa molto buona!

Dio non guarda i nostri meriti o le nostre colpe, ma prima di tutto i nostri bisogni. Tutti noi dobbiamo sempre recuperare uno sguardo positivo su noi stessi e sugli altri, per crescere nella nostra immagine e somiglianza con Dio. Sotto la polvere di tanti nostri giorni, nascosto in qualche angolo dentro di noi, c’è un tesoro prezioso che dobbiamo cercare con la lampada dello Spirito.

Oltre gli sguardi ci servono anche le parole del cuore riempito di Spirito

Non la bellezza delle nostre parole, o della nostra immagine, non la rilevanza delle nostre strutture, ma la bontà del nostro cuore migliora noi stessi e gli altri. “L’uomo buono – abbiamo ascoltato – trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore, l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore” (Lc 6,45). il criterio per verificare la nostra adesione al vangelo, non è la dottrina, l’osservanza della legge, ma il frutto che si produce. Nel giudizio finale descritto nel vangelo di Matteo al capitolo 25, dove Dio rivelerà il Mistero della vita, ci verrà chiesto di questi frutti, che tanti oggi con gli occhi fissi su di noi, e le mani protese attendono per saziare la loro fame di pane e dignità.

Siamo chiamati come cristiani a vedere le profondità dei cuori, specialmente quelli feriti dalla vita. Tertulliano testimonia che i primi cristiani prendevano il vangelo così sul serio che i pagani esclamavano, ammirati: “Guardate come si amano!” (Apolog. 39)

Siamo chiamati come cristiani a pronunciare non parole che vincono, ma parole che salvano. Solo queste ultime producono molto frutto.