ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)

Un invito a lasciarsi riconciliare con Dio

Leave a comment

Oggi  a Roma le spoglie di San Pio da Pietrelcina e San Leopoldo Mandic – entrambi cappuccini, instancabili confessori e testimoni della misericordia del Padre – sono esposte alla venerazione di romani e pellegrini. Non è un caso che Papa Francesco abbia proprio voluto questi santi nel Giubileo della Misericordia. Egli vuole portare all’attenzione di pastori e fedeli l’importanza della riconciliazione nella vita di fede, sia per i sacerdoti – incoraggiati tante volte dal Papa a usare misericordia – sia per i fedeli, cioè coloro che vi si accostano. È questo nonostante i soliti “profeti di sventura” abbiano sottolineato come questa enfasi sul perdono rischi di “declassare” il Sacramento della Confessione. Invece il Papa invita tutti a perdonare, a “lasciarsi riconciliare con Dio , rimettendo al centro lo strumento della Confessione e portandone due luminosi esempi amati dai fedeli di tutto il mondo.

San Leopoldo Mandic (1866-1942), montenegrino vissuto a Padova, fu proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1983. Sempre Wojtyla fece santo Padre Pio (1887-1968) nel 2002. Confessavano per parecchie ore al giorno senza interruzione.

Grande folla al passaggio delle spoglie di San Pio verso Roma; da San Giovanni Rotondo a San Marco in Lamis nel Foggiano, una folla festante e in preghiera rallentava il convoglio; lo stesso e’ accaduto a San Severo e nei paesi attraversati in Molise Abruzzo e Lazio. I bambini si affacciavano alle finestre delle scuole, i negozianti uscivano davanti alla vetrina e si facevano il segno della croce. Gioia, preghiera, devozione verso un santo amato e popolare, in Italia ma anche nel mondo.

Pregando davanti alle reliquie di San Pio  e di San Leopoldo, si possono percepire dolore e amore. Ma che segno è il dolore? Un segno addirittura di benevolenza di Dio, come dice qualcuno?  Un privilegio, come una certa ascetica aveva insegnato – chi soffre è una sorta di eletto da Dio. Forse una “prova” di Dio ? Un’orribile teologia questa.

Questo eterno problema del dolore rimane lì, come uno scandalo, da sempre. Accettare di non comprendere, attendere il tempo in cui capiremo, in cui “vedremo faccia a faccia”, e soprattutto portare la croce con amore, come ha fatto Gesu’… Non è una scorciatoia. È’ l’accettazione del nostro essere uomini, limitati.. Possiamo  solo dire “forse”,”aspetto”, “spero”, “ho fiducia”, “credo”….Fiducia che non siamo in balia del male e del dolore, perché il Dio di Gesù Cristo si è rivelato come amore, ha condiviso il nostro dolore e anche se non l’ha spiegato o “giustificato”, lo ha assunto indicandoci una via da seguire nella quale non ci ha abbandonato ma resta sempre accanto a noi. È’ molto bella la preghiera di Pietro: ”Signore da chi andremo? Solo tu hai parole di vita eterna”.

Oltre il dolore, i fedeli accorsi a venerare i due santi confessori hanno manifestato tanto amore. Gesti semplici e belli di devozione, donne anziane con la loro corona del Rosario, più’ forti del freddo e della notte; qualcuno ha voluto confessarsi dando toccanti testimonianze di fede. Veramente l’amore è più forte del dolore.

Spesso anche noi come la Samaritana al pozzo descritta nel Vangelo di Giovanni non conosciamo il dono di Dio, ma abbiamo sete, desiderio di questo dono – la felicità che viene dall’amore. Ma esso non è un salario da guadagnare – come pensano alcune persone religiose che attingono con fatica al pozzo della legge – è Dio stesso che si dona, è l’amore del Padre che tanto ama il mondo da mandare il suo figlio perché in Lui ognuno sia  figlio.

San Pio e San Leopoldo ci indicano la via verso Gesù. Questi santi hanno amato Dio e gli uomini allo stesso modo; hanno vissuto il mistero dell’incarnazione e testimoniando la fede con una concreta carità. Nessuno di noi dica: “Io non sono degno, non sono capace”, perché’ come ci ricorda San Paolo: “Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,27-29).

Advertisements

Author: ConAltriOcchi

"C'e' un solo modo di vedere le cose, finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" (Picasso)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s