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"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)

Vivere la dimensione della preghiera

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Riflessioni sul Vangelo della II Domenica di Quaresima  Anno C

Don Francesco Pesce

Il Vangelo di questa domenica ci parla della Trasfigurazione di Gesú. Racconta il Vangelo che Gesù sale sul monte per pregare, e “mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto” (Lc 9,29).

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La preghiera cambia la vita, fa vedere in profondità, oltre il velo, oltre le lacrime; la preghiera asciuga il volto e lo trasforma in un volto sorridente, trasfigurato perchè è intima relazione con Dio, è porsi in ascolto e dialogo con Lui. L’uomo antico conosceva l’importanza della preghiera, anche se a volte essa sfociava nella superstizione e nella magia. L’uomo dell’antichità era un uomo di profonda spiritualità. L’uomo moderno invece spesso è un uomo che sa solo programmare; programma bene il tempo e lo spazio, ma non prega più. Dobbiamo stare tutti attenti a non togliere dalla nostra vita, questa dimensione essenziale della nostra natura, prima ancora che della nostra fede.

E’ bello pregare, è bello stare qui dice Pietro (Lc 9,33). Dobbiamo recuperare la bellezza delle fede, della preghiera, del Vangelo, la Buona Notizia di Gesù. Dobbiamo recuperare la dimensione spirituale, trascendente ed escatologica della fede. Un Cristianesimo ridotto ad ossessione moralista non è autentico, non ci trasforma da dentro e non ci trasfigura all’esterno, non ci pone sul cammino verso la salvezza in Cristo, alleandosi spesso con il potere di turno e riducendo i discepoli a servi sciocchi di un padrone.

Il Vangelo di questa domenica inoltre segue il primo annuncio della Passione. Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire molto, essere escluso e venire ucciso. Questa è spesso anche l’avventura di ogni cristiano. Non mancano nella vita lunghi momenti di buio; il Signore però ci invita a guardare a Lui: “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti” (Salmo 33). La Trasfigurazione non è soltanto un anticipo del Mistero della Gloria di Dio, ma anche la nostra quotidiana certezza che Dio è sempre con noi, specialmente nei momenti della tristezza, del buio e della sofferenza.

Gesù svela un nuovo baricentro della fede che è il mistero, il buio, della condizione umana. Dio sta per nascondersi nella sofferenza, nel buio, di un viaggio di morte; Gesù sarà condannato a morte. E’ dentro la condizione della sofferenza umana che si nasconde il mistero del Dio di Gesù Cristo.  Lì noi dobbiamo abitare, lì noi troveremo la luce.

Riscopriamo la dimensione della preghiera, non soltanto come momento per fermarsi nel silenzio, nella contemplazione di Dio, nella meditazione della Sua Parola, ma proprio come stato del cuore, come spazio interiore della nostra vita. Un invito soprattutto in questo tempo di Quaresima, in cui contempleremo il mistero della morte, poi della resurrezione, di Gesù.

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Author: ConAltriOcchi

"C'e' un solo modo di vedere le cose, finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" (Picasso)

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