ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Pope Francis pilgrim at the feet of Our Lady of Fatima

The plane with the pope left Rome and arrived in Fatima. This is the 19th apostolic journey of Pope Francis outside Italy. “I ask everyone to join me as pilgrims of hope and peace, and your hands in prayer continue to support me.” In a message addressed to the President of the Italian Republic, he wrote: “As I left Italy to go to Portugal for the centenary of the apparitions of the Blessed Virgin Mary to Fatima, iI am happy to address to you, Mr. President, my deferential greeting and, while I am going to meet pilgrims and especially sick people from all over the world  that are going to that Marian sanctuary to find light and hope, I invoke the Lord’s blessing over the entire Italian nation, especially on those who suffer in body and spirit. “

Receiving a few days ago the Pontifical Portuguese College Pope Francis has explained the deep motive of his pilgrimage: “I will bring a wish of peace and hope to the world“.

“Our Lady of Fatima gave pastors a message against the tide – said Cardinal Secretary of State Pietro Parolin. We were in war time, in 1917, the prevalent thinking was hate, hostility and conflict; resumed as  ‘the useless blunder’ by Benedict XV. Our Lady instead speaks of love and forgiveness, of the ability to sacrifice oneself and to offer as gift for others. “

From the military base where he landed, the Pope will move by helicopter to the stadium of Fatima and then with the popemobile will reach the Marian Shrine where the major events will happen, culminating with the canonization of the two shepherds Francesco and Jacinta Marto. They are first children to become Saints without having suffered martyrdom. Tonight he will visit the Appearance’s Chapel, and after the vespers, we will do the blessing of the candles and the recitation of the Rosary. We too will be spiritually present in Fatima.

In the church of Saint Joseph protector of the carpenters at the Roman Forum, there is also a chapel in honour of “Our Lady of Fatima” (see photo).

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The story of this devotion in the Roman Forum is singular. At the end of the 1950s, Brother Gino Burresi created a Marian movement of prayers devoted to the small statue of Our Lady of Fatima. The sincere prayers of the many faithful were granted many graces from the Virgin and various miracles, including one for a child,  daughter of a family friend of Pope Pius XII. The Pontiff wished to see this image, and he favored his veneration and wanted it to remain at the church of Saint Joseph’s carpenters. The Chapel is very simple and the silence inspires a deep prayer of conversion. Along with St. Joseph, the presence of Mary of Fatima helps to rediscover the family dimension of faith and the desire for peace.

Today, we will join the prayer that Pope Francis will make in Fatima for the entire humanity. Let us ask for the grace to love the Church with the same maternal love of Mary that illuminates the wonderful secret of the human life, the faith that reconciles. May the Centenary of the Appearances of Our Lady of Fatima give hope to everyone.


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Tanta gente insieme al Papa in preghiera a Fatima

Una testimonianza cristiana dal Portogallo

Qui a Lisbona sono tutti davanti alla tv per vedere il Papa che parte da Fatima per l’Italia: autostrada riservata per il corteo, migliaia di persone lungo il tragitto. È prevista anche la scorta dei caccia dell’aviazione portoghese fino alla fine dello spazio aereo nazionale. Chi avrà modo di vedere qualche immagine della diretta notera’ un entusiasmo che ricorda l’italia di mezzo secolo fa. Giovani, anziani che piangono o giubilano al passaggio del corteo, sempre con grande compostezza e devozione. Forse non ci si aspettava una partecipazione di fede ed emotiva di questa portata. Ricordava grandi celebrazioni a Roma come la canonizzazione di Papa Giovanni e Wojtyla. E’ bello vedere un intero popolo in preghiera con il suo pastore, sapendo che la Madonna che è’ apparsa in questo santuario santo di Fatima 100 anni fa prega per tutti noi. Qui in Portogallo è appena passata la storia. 


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Il Papa a Fatima: Dio perdona tutto, la paura non si addice all’amato

Dopo essere arrivato questo pomeriggio a Fatima e aver pregato alla cappella delle apparizioni, Papa Francesco è tornato in serata al popolare santuario per la benedizione delle candele e la recita del rosario, secondo quanto indicato dal programma ufficiale del Vaticano.

Il pellegrinaggio del Papa avviene in occasione del centenario delle apparizioni della Vergine ai tre pastorelli – i beati Giacinta e Francisco, che saranno canonizzati domani – e suor Lucia, l’ultima veggente di Fatima scomparsa nel 2005 a 97 anni. Appena arrivato nel santuario, di nuovo il pontefice si è fermato in silenzio e preghiera di fronte alla piccola e amata statua della Madonna, nella cappellina del santuario che ogni anno accoglie milioni di pellegrini da tutto il mondo. Quello stesso luogo dove in quel lontano 13 maggio 1917 la Vergine è apparsa a tre semplici bambini, che oggi è gremito da una folla immensa di pellegrini.

statua madonna fatima

Il Papa ha poi presieduto il rito della benedizione delle candele, accompagnato dal canto del coro. La spianata del santuario è gremita di pellegrini, che ancora nella tarda serata continuano ad arrivare nella piazza. “Se vogliamo essere cristiani dobbiamo essere mariani” – dice Papa Francesco all’inizio del suo saluto. Secondo Francesco, dobbiamo riconoscere il legame provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù e ci apre la via che ci conduce a Lui. Quando recitiamo il rosario in questo luogo benedetto e in ogni altro luogo, “il Vangelo riprende la sua strada nella vita di ognuno, delle famiglie e del mondo” – continua il Papa. Francesco ci invita a essere pellegrini con Maria, “maestra di vita spirituale”, la prima che ha seguito Cristo lungo la via stretta della croce donandoci l’esempio.

Come non si stanca di ricordarci dall’inizio del pontificato, il Papa ci esorta ad “anteporre la misericordia al giudizio”. Ma precisa che la misericordia di Dio non nega la giustizia, perché Gesù ha preso il nostro peccato su di sé, pagando per noi sulla croce. In questo modo – continua Francesco – nella fede che ci unisce alla croce di Cristo siamo liberi dai nostri peccati. Mettiamo dunque da parte ogni forma di paura e di timore perché “non si addice a chi è amato”.  Ci ricorda con forza, ancora una volta, Francesco: “Dio perdona sempre, perdona tutto”. Presi per mano dalla Vergine Madre e sotto il suo sguardo possiamo cantare con gioia “le misericordie del Signore” e ciascuno di noi può gioire nel Signore, per la misericordia che ha avuto verso tutto i tuoi santi, l’intero popolo, e che è arrivata anche a me.
pastorelli fatima

Una folla silenziosa alla luce delle candele appena benedette dal Papa recita ora il Santo Rosario, dopo il quale verrà celebrata la Messa, presieduta dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin. Domani in mattinata il Papa celebrerà la Messa durante la quale Giacinta e Francisco verranno proclamati santi.

 


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Papa Francesco pellegrino ai piedi di Nostra Signora di Fatima

L’aereo con a bordo il papa è partito da Roma ed è arrivato a Fatima. Si tratta del 19° viaggio apostolico di Francesco fuori dall’Italia. “Chiedo a tutti di unirsi a me, come pellegrini di speranza e di pace, le vostre mani in preghiera continuino a sostenere le mie”. In  un messaggio rivolto al Presidente della Repubblica, italiana così ha scritto: “Nel lasciare il suolo italiano per recarmi in Portogallo in occasione del centenario delle apparizioni della beata Vergine Maria a Fatima, mi è caro rivolgere a lei signor Presidente il mio deferente saluto e mentre mi accingo ad incontrare pellegrini e specialmente malati che da tutto il mondo accorrono in quel santuario mariano per trovare luce e speranza invoco la benedizione del Signore sull’intera nazione italiana in particolare su quanti soffrono nel corpo e nello spirito”.

Ricevendo alcuni giorni fa il Pontificio Collegio Portoghese papa Francesco ha esplicitato il motivo profondo del suo pellegrinaggio: “porterò un augurio di pace e speranza al mondo”.

“La Madonna di Fatima ha dato ai pastorelli un messaggio contro corrente – ha detto ieri il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin -. Eravamo in tempo di guerra, 1917, il discorso era quello dell’odio, era quello della vendetta, era quello dell’ostilità e dello scontro, ‘l’inutile strage’ di Benedetto XV. La Madonna, invece, parla di amore, parla di perdono, parla della capacità di sacrificare se stessi e di fare di se stessi un dono agli altri”.

Dalla base militare dove è atterrato, il papa si trasferirà in elicottero allo stadio di Fatima per poi in papamobile raggiungere il Santuario mariano dove avverranno gli eventi centrali dei due giorni di visita, che culmineranno con la canonizzazione dei due pastorelli Francesco e Giacinta Marto, i primi bambini a diventare Santi senza aver subito il martirio. Stasera la visita alla Cappellina delle apparizioni e, dopo il vespro, la benedizione delle candele e la recita del Rosario. Anche tutti noi spiritualmente siamo a Fatima.

Anche a San Giuseppe dei Falegnami al Foro romano vi è la Cappella in onore della Madonna “Nostra Signora di Fatima” (vedi foto).

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La storia di questa devozione al Foro romano è singolare. Al termine degli anni cinquanta, Fratel Gino Burresi creò un movimento mariano attorno alla piccola statua della Madonna di Fatima.  La preghiera sincera dei numerosi fedeli ottenne molte grazie dalla Vergine e diversi miracoli, tra cui quello di una bimba, figlia di una famiglia amica del Papa Pio XII. Il Pontefice desiderò vedere questa immagine, ne favorì la venerazione e volle che rimanesse a San Giuseppe dei falegnami.  La Cappellina è molto semplice e capace di favorire quel silenzio che ispira una profonda preghiera di conversione. Accanto a San Giuseppe, la presenza di Maria di Fatima aiuta a ritrovare la dimensione familiare della fede e del desiderio della pace.

Oggi ci uniamo tutti alla preghiera che Papa Francesco farà a Fatima per l’umanità intera e chiediamo la grazia di amare la Chiesa con lo stesso materno amore di Maria che illumina il segreto stupendo della vita umana, la fede che riconcilia. Il Centenario della Apparizioni della Madonna di Fatima ridia speranza a tutti.


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Faith is a love story with God

Faith is a love story with God: “Whoever loves me will keep my Word” (Jn 14:23), reminds us John’s gospel. We have understood as if it were written, “he will keep my commandments.” and this is not true. The Word cannot be reduced to commandments, it is much more. The Word “which is now atwork in you who believe” (1 Thes 2:13) creates, generates and opens unforeseen and unpredictable paths and spaces. Sometimes we think that observing His laws we are loving God. It is not so, because we can be a Christian for fear, for seeking benefits, or for guilt. They have always said, “If you repent, God will be merciful to you. Instead, mercy prevents repentance, the time of mercy is always ahead. What does it mean to love the Lord Jesus? How do you do it? God’s love begins when we accept to be loved by Him. God does not deserve, God welcomes. Just as John’s Gospel says: “and we will come to him and make our dwelling with him” (Jn 14:23).

There is a very instructive passage of the Acts of the Apostles, where Chapter 8 tells the story of the baptism of an Ethiopian eunuch by Philip. The Ethiopian was reading a passage from the prophet Isaiah, and to Philip’s question “Do you understand what you are reading? “ he answered “ how can I, unless someone instructs me? “(Acts 8:31). In the path of approach and growth of faith teaching is needed, a transmission in which who knows helps  younger and more expert.

The whole Church history is done by the effort to put into practice this true work of mercy that is to convey faith.

St. Bernard recalls the various ways in which one can approach knowledge: “There are those who want to know only to know: and this is curiosity; There are those who want to know only to be known; and this is vanity; and there are those who want to know to be built up; and this is true wisdom; there are finally those who want to know to build; and only this is charity. “

Let us entrust to John the Apostle and the Evangelist: “the disciple whom Jesus loved”.


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La fede è una storia d’amore con Dio

Riflessione per il Tempo di Pasqua

La fede è una storia d’amore con Dio:” Se uno mi ama, vivrà la mia Parola”(Gv14,23), ci ricorda il vangelo di Giovanni. E noi abbiamo capito male, come se ci fosse scritto:” osserverà i miei comandamenti”. La Parola non si riduce a comandamenti, è molto di più. La Parola «opera in voi che credete» (1 Ts 2,13), crea, genera, apre cammini e spazi imprevisti e imprevedibili. A volte noi pensiamo che osservare le Sue leggi significa amare Dio. E non è così, perché puoi essere un cristiano osservante anche per paura, per ricerca di vantaggi, o per sensi di colpa. Ci hanno anche sempre detto: se ti penti, Dio sarà misericordioso con te. Invece la misericordia previene il pentimento, il tempo della misericordia è sempre in anticipo. Cosa vuol dire amare il Signore Gesù? Come si fa? L’amore a Dio comincia, con il lasciarsi amare d Lui. Dio non si merita, si accoglie. Proprio come dice il Vangelo di Giovanni: “e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Gv 14,23).

C’è un passo molto istruttivo degli Atti degli Apostoli, dove al capitolo 8 si racconta l’episodio del battesimo di un eunuco etiope da parte di Filippo. L’etiope stava leggendo un passo del profeta Isaia, e alla domanda di Filippo “Capisci quello che stai leggendo? E come potrei capire, se nessuno mi guida?”(At 8,31).Nel percorso di avvicinamento e crescita della fede è necessario un insegnamento, una trasmissione nella quale chi è più avanti aiuti chi è più giovane o più indietro.

Tutta la storia delle Chiesa è percorsa dallo sforzo di mettere in pratica questa vera e propria opera di misericordia che è il trasmettere la fede.

San Bernardo, ricorda le varie modalità con le quali ci si può avvicinare alla conoscenza: “Vi sono coloro che vogliono conoscere solo per conoscere: e questa è curiosità; ci sono coloro che vogliono conoscere solo per essere conosciuti: e questa è vanità; e vi sono coloro che vogliono conoscere per esserne edificati: e questa è la vera saggezza; vi sono infine coloro che vogliono conoscere per edificare: e solo questa è la carità”.

Affidiamoci a Giovanni apostolo ed evangelista:“ il discepolo che Gesù amava”. Solo con amore si può evangelizzare.


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Un giorno che non si puó dimenticare

E’ una data impressa nella memoria di ciascun italiano quella del 9 Maggio 1978, quando il corpo di Aldo Moro fu ritrovato a Roma , nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, a poca distanza dalla sede del Partito Comunista Italiano e da Piazza del Gesù, sede della Democrazia Cristiana.

Il 9 maggio del 1978 un’altra tragica morte ha segnato il nostro Paese.  E’ stato ucciso Peppino Impastato, giornalista, che ebbe il coraggio di sfidare il boss Gaetano Badalamenti, con le sue trasmissioni di Radio Aut.

Ricordare oggi quel giorno non è solo dovere di memoria e riconoscenza, ma atto di vita cristiana. Dice una bella preghiera di Colletta: “O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.” Esprimiamo la fede in Dio che è Padre e non si dimentica dei suoi figli, e per sempre ci ha donato il Figlio e lo Spirito.

Preghiamo per la vera libertà quando, oggi come ieri tanti nostri fratelli sono minacciati nella libertà e per quella hanno pagato un prezzo altissimo. La libertà è minacciata da nemici esterni, dalle mafie di ogni tipo, ma anche interni, come le nostre contraddizioni e i nostri egoismi. Preghiamo perché Gesù ispiri e rinnovi, la nostra vita, il nostro paese con il sogno di Dio, che era prima della durezza del cuore degli uomini.

L’uomo con il sostegno dello Spirito può farcela, può ritornare al Principio. L’uomo sa cosa sarebbe amare, sa che cosa sarebbe una società pacifica, e lo sa perché è tutto già scritto nel suo cuore e perché é creato a immagine e somiglianza di Dio.

Gli uomini della durezza del cuore continuano, oggi come ieri, a crocifiggere Gesù e tanti altri uomini, ma Dio li libera tutti. Noi oggi 9 maggio facciamo ancora una volta il nostro atto di fede, nel Dio di Gesù Cristo vincitore della durezza dei cuori.

Pilato e Caifa sono sempre grandi amici! La storia sembra in mano loro. Ma noi sappiamo, non è così.


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Papa Francesco pellegrino di pace in Egitto 

Pope of peace in Egypt of peace”. E’ il motto scelto per il viaggio che inizia di Papa Francesco in Egitto. Papa Francesco sta per atterrare all’aeroporto internazionale de Il Cairo. E’  il suo diciottesimo viaggio internazionale dove il dialogo interreligioso, e la pace saranno i temi portanti.Dopo la visita di cortesia al presidente della Repubblica, Abdal Fattah Al-Sisi, andrà ad Al-Azhar, la maggiore università dell’Islam sunnita, e incontrera’ il grande imam Ahmad Al-Tayyeb, partecipando alla Conferenza internazionale sulla Pace dove terra’ un attesissimo discorso. Subito dopo il Santo Padre incontrera’ le autorità egiziane, e poi fara’ visita al Patriarcato copto-ortodosso incontrando il patriarca Tawadros II. Con il patriarca il Papa preghera’ nella vicina chiesa di San Pietro, luogo del recente attentato rivendicato dall’Isis.

Colpisce di questo viaggio,l’attesa gioiosa e piena di speranza che si registra in tutti gli ambiti religiosi e civili egiziani. Dai mussulmani ai copti ortodossi e cattolici, fino agli apparati governativi e alla gente comune, Papa Francesco e’ riconosciuto come uomo di pace e grande autorità morale e spirituale.

Accompagnamolo  con la nostra preghiera .


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Resurrection is the Good News of Jesus

We believe that the God, who created the universe and has given beauty to the flowers and gave the stars to heaven and the sky to the stars  and who gave life to us , preserves this life with Him for always. The Liturgy says: “To your faithful Lord life is changed not ended.” Jesus Christ is the one in whom the mystery of dying and living has been accomplished. Resurrection is the Good News of Jesus Christ.

But we must live and enjoy every day this Good News, as a daily bread, and this because Jesus did so and this recommended us. When He gave sight to the blind, this was already resurrection, when he gave bread to the hungry, this was already resurrection. When in front of Pilate he said “You would have no power over me unless it were given to you from above” he broke the chains of the Roman empire and of every empire, and  this was already resurrection. Jesus, before ever living the Father’s gift of life, has freed a lot of people from daily deaths.

If we want to be Christians we have to thank the philosophy reflecting on the mystery of life and the science that tries to make life and death more dignified, but we can not resign ourselves to accept any sepulcher.

We believe that death is not a natural event, but the event of a nature corrupted by the mystery of evil and sin; We believe that joy, happiness, and life are a natural event. We are made for life and this is our nature. When we say that Jesus Christ is “true man” this means not only the great gift of the Incarnation on Christmas night, but also how a man as to be:  a “true man”, the man as God had thought when He created him, immortal.

In the mystery of our Redemption we have the blood and the tears: the Blood of the Son and the Mother’s tears. Think what extraordinary thing: a place, the Calvary, at the foot of the Cross, where blood and tears meet.

Jesus, on Naim’s road, stood in front of the unique son’s coffin for the tears of that poor Mother. The weeping of Martha and Mary weaves him to tear before than do the miracle. Every time a mother weeps, everywhere someone cries for love, there are the blood and tears of Jesus and Mary.

The Risen Lord did not stop crying but invites us to go further: “Woman why are you weepingWho are you looking for?” (Jn 20,15) Each of us has to discover the faith that is in that question: “who seek?”. This is explained  so many times in Writing. We must never stop looking for; we have to seek together and not between the dead but among the living as the Risen Lord teaches us.

Jesus Christ came to restore life forever, in the wait of meting Him one day: “I have come so that they may have live and have it to the full” (Jn 10:10)


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Our task in history: to announce the primacy of love

In the passage of the Acts of the Apostles (Acts 14: 21-27) Saint Paul establishes and organizes communities; I am the Body of Christ in the world. Names of people and geographic locations are involved when The Gospel becomes history. It is the logic of the Incarnation that enters into the concrete life of everybody.

In the text of the Apocalypse (Ap 21: 1-5), we see the Holy City descending from above, a city where all old things have passed and only love remains forever. We and our communities live challenged between these two absolute polarities: Christ the Lord with His Word and His gestures and the expectation of His return to Glory, when we will live together in the Holy City. Our task in history is to announce the primacy of love, is to become yeast and light in the story so often terribly dark. Our faith makes us – as Scripture says – “capable of enduring many difficulties”.

Easter is not an historic alternative, but it is the pulsating heart of our day, it is the concrete and living sense immersed in the heart of time and space. We ask for the intercession of Saint John the Apostle and the Evangelist, “the disciple loved  by Jesus”, to love more and better and to be masters in humanity as Paul VI remembers and to recognize us as disciples loved by the revealing Christ of our Father in heaven.