ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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I sogni di Papa Francesco: “Querida Amazonia”

Ieri si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco “Querida Amazonia, frutto dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica conclusa con il testo intitolato “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”, che si è svolta dal 6 al 27 ottobre 2019.

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All’inizio della conferenza è stato mandato un video introduttivo “Esortazione Apostolica Postsinodale Querida Amazonia”: nel quinto anniversario della Laudato Si’, Papa Francesco vuole condividere quattro grandi sogni per l’amata Amazzonia.

Alla conferenza sono intervenuti:

Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, che ha ricordato l’Angelus del 15 ottobre 2017, durante il quale il Papa ha indetto l’Assemblea Speciale del Sinodo dell’Amazzonia. Da quel momento è iniziato il processo sinodale. Il questionario è stato pubblicato l’8 giugno 2018. Si sono svolti 260 eventi nel territorio amazzonico, tra assemblee, forum e altre attività. Hanno partecipato piu di 87.000 persone all’evento. Durante il Sinodo c’è stato ascolto e attiva partecipazione. Diversi sono stati gli interventi del Papa durante il Sinodo: il discorso di apertura in cui ha parlato di quattro dimensioni, quella pastorale, culturale, sociale ed ecologica, che si rispecchiano nel Documento finale. L’Esortazione sviluppa il tema di nuovi cammini nelle quattro dimensioni.

Em.mo Card. Michael Czerny, S.I., Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Segretario Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, che ha ricordato che al centro dell’Esortazione c’è l’amore del Papa per l’Amazzonia e per i suoi popoli. L’Amazzonia ha colpito il Papa nel suo splendore e dramma. Questo denuncia tutta una serie di avvertimenti. Il Papa prega che tutta la Chiesa si lasci arricchire e mettere in discussione da questo grido e che si possa trovare ispirazione in questo documento. E’ un’Esortazione post-sinodale, è un Documento magisteriale. È costituito da proposte che i padri sinodali hanno votato e approvato. Il Papa incoraggia tutti a leggerlo integralmente e ad avanzare lungo cammini concreti per consentire all’Amazzonia di liberarsi dai mali che l’affliggono.

P. Adelson Araújo dos Santos, S.I., Teologo e Docente di Spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana, che arriva da Manhaus, in Amazzonia. Dal punto di vista teologico la prima cosa che spicca è il titolo dell’Esortazione, “Querida Amazzonia”, cara Amazzonia, che indica che il Papa vuole dire a questi popoli che sono amati da lui. Ci esorta a prenderci cura dell’ambiente che ci è stato donato tutti i giorni. Perché chi ama si prende cura. Invece di presentare conclusioni o proposte concrete, il Papa preferisce condividere quattro suoi sogni: quello pastorale, culturale, sociale ed ecologico.

Suor Augusta de Oliveira, S.M.R., Vicaria Generale delle Serve di Maria Riparatrici, che ha parlato di conversione pastorale, culturale, sociale ed ecologica. L’Esortazione è un dono prezioso, è il coraggio di sognare, alimenta speranza e progetta il futuro con proposte possibili. Colpita dal titolo che ha un significato grande e particolare: manifesta amore, tenerezza, impegno, cura, protezione e affetto. Il cammino sinodale ha aperto molti orizzonti. I quattro grandi pilastri dell’esortazione formano la base per continuare a navigare e a sognare per e con l’Amazzonia: è proprio questo il grande appello dell’Esortazione. Suor Augusta sottolinea anche che nell’Esortazione trovano posto la forza e il dono delle donne: molte comunità lungo i fiumi, nelle foreste e nelle città esistono e si mantengono grazie alla forza, al coraggio e alla generosità di tante donne che trasmettono la fede. Una presenza attiva che offre un contributo davvero prezioso.

Prof. Carlos Nobre, Scienziato, Premio Nobel 2007, Membro della Commissione Scienze Ambientali del Consiglio Nazionale di Sviluppo Scientifico e Tecnologico, che sottolinea come Papa Francesco abbia aperto e incoraggiato alla partecipazione al Sinodo il mondo degli scienziati, come già fatto per la Laudato Si’. L’Esortazione si ispira infatti alla Laudato Si’, alla cura della Casa comune, e potrebbe essere la “figlia” di Laudato Si’. A nome della comunità scientifica, il Professore ha appoggiato le tesi di “Querida Amazonia”. Si sofferma sul tema dell’agricoltura sostenibile: il Papa ci esorta alla ricerca di un’agricoltura sostenibile e a cercare energie non inquinanti. Ci invita a creare posti di lavoro dignitosi, a costruire un modello di sviluppo sostenibile in un mondo in cui nessuno sia lasciato indietro. Si sofferma sul tema della saggezza indigena: le popolazioni indigene sono le custodi del sapere della foresta. Per esempio, l’agricoltura a mosaico, che comporta la salvaguardia della natura. L’antica saggezza indigena, con le nuove tecnologie, vanno unite: la scienza e le tecnologie avanzate insieme ad una conoscenza locale possono generare ecologia integrale, che può favorire il pieno sviluppo dell’umanità. La foresta amazzonica è il cuore biologico della terra, il pianeta non può vivere senza l’Amazzonia. Per rispondere al grido dell’Amazzonia e mantenere il cuore della terra, dobbiamo abbandonare il modello attuale che inquina e questo appello del Papa incoraggerà la Chiesa a svolgere il suo ruolo in Amazzonia e oltre. Tutto questo per promuove inclusione e sostenibilità, per rendere realtà i sogni di Papa Francesco.

Presente con un contributo video, S.E. Mons. David Martínez de Aguirre Guinea, O.P., Vescovo del Vicariato di Puerto Maldonado, Segretario Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, che ha ricordato che a Puerto Maldonado ha avuto inizio l’avventura del Sinodo e da quel giorno è iniziato un processo di ascolto di tutte le comunità indigene e di contadini per tracciare nuovi cammini per un’ecologia integrale. Il Papa ha posto l’Amazzonia nel cuore della Chiesa. Già il titolo dell’Esortazione, “Querida Amazonia”, dimostra l’amore che il Papa ha per questo territorio. L’Esortazione è una poesia d’amore, che piange per i crimini e le ingiustizie e che mostra anche la meraviglia della bellezza di questa foresta e di questi popoli. L’Esortazione ci incoraggia a cercare nuove vie di consenso e ad essere vicini ai più vulnerabili e a prenderci cura della nostra Casa Comune.


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乐在苦中

我们把罗马观察报2020年2月4日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

常年期第五主日福音

方济各神父

本主日福音像一颗珍贵的宝石一样镶嵌在真福八端与山中圣训之间,它叫我们成为盐和光,为了有助于建立一座城市,那里天主有形可见,且人人都触手可及。

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福音上说的不是「你们将是」而是「你们是」;这是一种情况,一种圣召,是我们的本质,因天主的恩典接受到了一个在今日生命中真正和特有的见证使命。世界有权利、愿望、和需要的一个见证,更好说是一个预言的见证。

成为地上的盐意味着对我们自己,并对有时不知怎么称呼自己的现代人类说,你是爱子。它的意思是给一个经常被断定的生活带来新的味道,该生活被那些认为自己毫无罪污的人放在了角落,他们是无情和虚伪的哨兵,嘲笑你的弱点,没有屈躬迎接和保守它,反倒判决使之孤立。

成为光的意思是高举着耶稣的圣言、真福八端。是温和地,无所需求地倾听弱点,传达信仰真实的快乐,表现出基督信徒真正的团体与身份,也就是成为真福八端的民族。成为光就是打断我们劳累的自我封闭,我们的自我主义,打开自己,并给所有人奉献真正的光,那照耀每个人的光。我们需要的是那些发光的,而不是颁布不可上诉的判决的基督信徒;是热爱世界,而不是从他们象牙之塔上鄙视它的男人和女人。

盐和光贯穿整个圣经,在福音里他们不是一个比喻,而是基督徒生活的身份。我们都要非常小心,不要成为像雇佣军一样的人,他们穿上制服去谈论,甚至高喊是基督徒,甚或以西方基督徒的身份,为了自己的利益而利用教会。有些人,「守护」一个没有基督的基督宗教,为了用它猛烈地反对世界,其实他们是自己和自己权力的守护者,是我们再也无法容忍的荒谬宗教战争的新十字军。我们不是要守护基督、教会、与世界,而是要服务和喜爱他们。

城市不需要守护者,而需要工人,因为要把它重新置放在山上。乐在苦中,借助圣神的力量,我们被召唤首先以慈善的行动,一砖一瓦地打破使这座城市成为堡垒的高墙;然后,我们要建立弟兄友爱的空间,那里天父将慈悲的手伸向所有人,并显出祂的光荣,而不是我们自己的光荣。耶稣说得很清楚:「你们应当心,不要在人前行你们的仁义,为叫他们看见」(玛 六,1)。真福八端的对立面就是虚伪。

拯救的历史教导我们,天主在历史上的计划表示出祂的意愿,不因城市的缺点而鄙视它,但要改变它的面貌。


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Con gioiosa fatica

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato sull’ Osservatore Romano del 4 febbraio 2020. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Il Vangelo della V Domenica del Tempo ordinario

Don Francesco Pesce

Il Vangelo della scorsa Domenica è incastonato come una gemma preziosa tra le Beatitudini e il Discorso della montagna, e ci chiama ad essere sale e luce per contribuire alla costruzione di una città dove Dio sia visibile e alla portata di tutti.

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Il Vangelo non dice «Voi sarete» ma «Voi siete»; è una condizione, una vocazione, è la nostra natura che per Grazia ha ricevuto un vero e proprio ministero della testimonianza nell’oggi della vita. Una testimonianza, più ancora direi una profezia, di cui il mondo ha diritto, desiderio, bisogno.

Essere sale della terra significa dire a noi stessi e all’uomo moderno che a volte non sa più neanche come si chiama, tu sei figlio amato. Dare un nuovo sapore ad una vita troppo spesso giudicata, messa all’angolo da chi si crede senza macchia e senza colpa, spietate e ipocrite sentinelle che irridono la tua fragilità e invece di curvarsi per accoglierla e custodirla la condannano all’isolamento.

Essere luce significa tenere alta la Parola di Gesù, le Beatitudini. Ascoltare le fragilità, con mitezza, senza pretendere nulla, comunicando la gioia vera della fede, manifestando la vera comunità e identità cristiana che è essere il popolo delle beatitudini. Spezzare le stanche chiusure su noi stessi, i nostri individualismi, aprendoci, e offrendo a tutti la luce vera quella che illumina ogni uomo. Abbiamo bisogno di cristiani che emanano luce e non sentenze inappellabili, uomini e donne che vogliono bene al mondo e non lo guardano con disprezzo dalla loro torre d’avorio.

Il sale e la luce percorrono tutta la Scrittura e nel Vangelo non sono metafora ma identità della vita cristiana. Dobbiamo stare tutti molto attenti a non diventare come i mercenari che si mettono addosso una divisa parlando, anzi gridando, di identità cristiana, magari occidentale, per servirsi della Chiesa per il proprio tornaconto. Vi sono alcuni che, “difendono” un cristianesimo senza Cristo per scagliarlo con violenza contro il mondo, in realtà difensori di loro stessi e del loro potere, nuovi crociati di una ridicola guerra di religione che non possiamo più tollerare. Cristo la Chiesa il mondo non si difendono ma si servono e si amano.

La città non ha bisogno di difensori, ma di operai perché deve essere ricollocata sul monte. Con gioiosa fatica, con la forza dello Spirito Santo siamo chiamati con le nostre opere buone, mattone dopo mattone, prima di tutto ad abbattere le alte mura che hanno fatto della città un fortino; poi dobbiamo costruire spazi di fraternità dove il Padre tenda a tutti la sua mano misericordiosa manifestando la sua Gloria, non la propria gloria. Gesù è stato molto chiaro: «Guardatevi dal compiere le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 6, 1). L’opposto delle beatitudini è infatti l’ipocrisia.

La storia della salvezza ci insegna che il disegno di Dio nella storia esprime la Sua volontà di non disprezzare la città a causa delle sue mancanze, ma di trasfigurarla.


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Lo scandalo della misericordia

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato sull’ Osservatore Romano del 10 dicembre  2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Il Vangelo della III Domenica di Avvento

Don Francesco Pesce

La fede cresce anche attraverso il dubbio, se le nostre domande sono poste per crescere nella comprensione del Mistero e nella amicizia con Gesù.

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Alcune volte invece le nostre domande, sono tendenziose, insidiose, contengono già la risposta preconfezionata da noi; sono domande che vogliono vincere un nemico, e non cercano la comunione con l’altro.

Lo scandalo è ciò che ti fa indietreggiare o cadere, non solo riguardo la morale, ma anche perché rappresenta qualcosa che ostacola i nostri schemi, mette in questione le nostre abitudini. Gesù non aveva lo stile messianico che Giovanni si aspettava. Potremmo dire che l’Atteso non corrispondeva all’attesa del Battista. Nella prospettiva di Giovanni Battista il Messia atteso doveva essere intransigente: «Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile» (Lc 3, 17). Gesù invece non giudicherà con il fuoco, ma con l’olio della misericordia. Colui che è definito da Gesù più che un profeta è dovuto, entrare, proprio nel momento più difficile della sua vita, dentro lo scandalo della misericordia. «Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo» (Mt 11, 6) dice Gesù ai discepoli di Giovanni, e a noi chiamati a scoprire il volto del Padre rivelato da Gesù.

La misericordia non è solamente un gesto che comunica amore, che trasferisce dall’alto in basso l’Amore di Dio, ma è molto di più. Misericordia è uno stare in comunione con la verità dell’altro; stare in comunione con la dignità dell’altro, figlio di Dio. La misericordia è scendere dai propri scranni, togliersi qualche mantello di troppo e lavarci i piedi gli uni con gli altri; è incontrare l’uomo, là dove vive soffre e ama, per annunciare la Buona Notizia; non è portare il regno di Dio, ma dire che il Regno di Dio è già in mezzo a voi, aiutando a scoprirlo con delicatezza rispetto e compassione. La misericordia rappresenta oggi per la Chiesa un appuntamento con la storia. Nei primi secoli abbiamo difeso la fede, dopo abbiamo portato il vangelo fino ai confini della terra; oggi forse il compito dei cristiani è dire al mondo moderno che certamente la storia è molte volte una povera storia, fatta di poveri uomini, un oceano infinito di sangue, ma rimane una storia della salvezza, dove il Padre non cessa di tendere la sua mano.

Gesù elogia Giovanni perché ha preparato la via alla venuta del Signore dando una testimonianza impressionante di libertà da ogni potere, con uno stile di vita che ci invita a gettare tanta zavorra che appesantisce il nostro cammino verso il Signore che viene.

Diceva don Primo Mazzolari: «La vita di ognuno è un’attesa. Il presente non basta a nessuno; in un primo momento pare che ci manchi qualcosa. Più tardi ci si accorge che ci manca Qualcuno.

E lo attendiamo».


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Messaggio per la 53ma Giornata Mondiale della Pace

Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, c’è stata la Conferenza Stampa per la presentazione del Messaggio per la 53ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2020.

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Nel Messaggio, diviso in 5 capitoli, che ha come tema: “La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica” sono molti gli aspetti toccati da Papa Francesco: la speranza: “La speranza – scrive il Papa – è la virtù che ci mette in cammino, ci dà le ali per andare avanti, anche quando gli ostacoli sono insormontabili”; la fratellanza : “Ogni guerra si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana“; la memoria: “che è l’orizzonte della speranza: molte volte nel buio delle guerre e dei conflitti, il ricordo anche di un piccolo gesto di solidarietà ricevuto può ispirare scelte coraggiose e persino eroiche, può rimettere in moto nuove energie e riaccendere nuova speranza nei singoli e nelle comunità”; il perdono: “Imparare a vivere nel perdono accresce la nostra capacità di diventare donne e uomini di pace”.

Nella parte finale del Messaggio il Papa rilancia il senso principale della Sua Enciclica “Laudato sì” e quello del recente Sinodo sull’Amazzonia.


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Papa Francesco: una Lettera per il presepe

Papa Francesco, nel giorno della benedizione del Presepe di Greccio, ha firmato una Lettera apostolica, Admirabile signum, in cui racconta il significato e il valore di una delle più belle tradizione delle famiglie nei giorni precedenti il Natale.

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Durante la benedizione, avvenuta ieri nel piccolo paesino in provincia di Rieti, il Papa ha ricordato il presepe vivente voluto da San Francesco proprio a Greccio nel Natale del 1223, un gesto semplice che ha riempito di gioia tutti i presenti e ha rappresentato una grande opera di evangelizzazione.

Nella Lettera, Francesco ricorda i veri sensi racchiusi nel presepe: il cielo stellato, buio e silenzioso, come la notte che spesso circonda la nostra vita, in cui Dio non ci lascia soli.

Case e palazzi antichi, rovinati che compongono il paesaggio di un’umanità decaduta, che Gesù può guarire e riparare.

La natura, con le sue bellezze vegetali e animali, montagne, corsi d’acqua e ruscelli, pecore, che rappresentano tutto il creato che partecipa a questo momento di festa.

Gli angeli e la stella cometa, che invitano a “metterci in cammino per raggiungere la grotta e adorare il Signore”.

Pastori e mendicanti, “i più umili e i più poveri che sanno accogliere l’avvenimento dell’Incarnazione” e tutti quei lavori che rappresentano il quotidiano, “la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni”, il fornaio, il fabbro, chi porta l’acqua, chi suona musica o gioca.

Nella mangiatoia Maria è “la testimonianza di come abbandonarsi nella fede alla volontà di Dio”, Giuseppe “il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia” e il piccolo Gesù è Dio che “si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia”.

E con l’arrivo dell’Epifania ecco che si avvicinano i tre Re Magi che ci “insegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Cristo”.


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Papa Francesco in Thailandia e Giappone

Questa mattina, ora locale, Papa Francesco si è trasferito al Tokyo Dome, in Giappone, dove il Pontefice è arrivato sabato scorso per la seconda tappa del suo 32esimo Viaggio Apostolico per promuovere il dialogo interreligioso.

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Al Suo arrivo allo Stadio, dove erano presenti 50.000 fedeli, ha celebrato la Santa Messa per il Dono della Vita Umana e dopo la proclamazione del Vangelo, il Papa ha pronunciato l’omelia.

Al termine della Messa, Francesco si è trasferito a Kantei dove si sta svolgendo l’incontro con il Primo Ministro.

Gli ultimi impegni del Viaggio, previsti per domani, sono la Santa Messa in privato con i Membri della Compagnia di Gesù nella Cappella del Kulturzentrum della Sophia University e la cerimoni di congedo all’aeroporto di Tokyo.

Ieri invece il Papa ha celebrato la Santa Messa nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo davanti a circa 35.000 fedeli presenti allo Stadio del Baseball di Nagasaki. Dopo la proclamazione del Vangelo, il Papa ha pronunciato l’omelia.

Francesco ha poi visitato Hiroshima dove è avvenuto l’Incontro per la Pace al Memoriale della Pace, che sorge nel luogo in cui il 6 agosto 1945 esplose la bomba atomica. All’Incontro erano presenti circa mille fedeli, 20 Leader religiosi e 20 vittime.

Alla Nunziatura Apostolica di Tokyo Francesco ha incontrato i Vescovi della Conferenza Episcopale nel refettorio della Rappresentanza Pontificia.

Bergoglio si è poi trasferito all’Atomic Bomb Hypocenter Park di Nagasaki, situato all’interno del Parco della Pace dove, dopo aver pregato davanti al Monumento, ha letto il Suo Messaggio sulle Armi Nucleari.

La prima tappa del 32esimo viaggio all’estero del Papa è iniziato lo scorso 20 novembre in Thailandia, dove il Pontefice ha avuto un’accoglienza tutta in famiglia.

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Al suo arrivo all’aeroporto di Bangkok, infatti, il primo saluto non è arrivato dalle autorità ma da suor Ana Rosa Sivori, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Sua cugina, da decenni missionaria in quel Paese. La religiosa è stata la traduttrice ufficiale e lo ha affiancato in tutti i suoi spostamenti durante questo Viaggio.

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Photo credit: http://www.vatican.va/content/vatican/it.html

A Bangkok il pontefice ha visitato il St. Louis Hospital, struttura d’eccellenza in campo sanitario, e ha incontrato il supremo patriarca buddista con il re Rama X.

Nello Stadio Nazionale Supachalasai della capitale ha celebrato la Santa Messa davanti a 60mila persone.

Nella Cattedrale dell’Assunzione di Bangkok Papa Francesco si è invece recato per la celebrazione della Santa Messa con i giovani. Dopo aver rivolto ai 10.000 fedeli presenti alcune parole di ringraziamento, il Papa ha benedetto 25 pietre per le nuove Chiese della Thailandia.


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不是英雄,而是证人

我们把罗马观察报2019年11月13日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

方济各神父

我们的教堂和主教座堂是世界遗产;艺术和信仰一直都是盟友,它们一起给全世界的美丽作出不少贡献。

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但外观形态与集合天主子民的内心清澈,也就是与建立教会的活石的清澈不符的时候,一切都会失去了自己的价值,变成了一个隔离、分裂、破坏、及使人震惊的徒劳的虚伪行使。

「有些人正谈论圣殿是用美丽的石头,和还愿的献品装饰的」。我们都被召来继续确认我们内心圣殿的稳定与和谐。耶稣说的很清楚,一座沦为侮辱和利用穷人的市场或贼窝的圣殿,必须被拆毁:「你们所看见的这一切,待那时日一到,没有一块石头留在另一块石头上,而不被拆毁的」。

这段福音将在第三届世界穷人日阅读,而且教宗在他的文告里这样写说:「我们甚至使有敌意的建筑理论化并予以实现,以便我们在街道上,在最后的接待处也摆脱他们的存在」。一个圣神或世俗的建筑,一个没有精神和道德的具体性、甚至为了反对穷人而有时设计的建筑,注定不可避免的要倒塌,因为上主「绝不会忘掉他们惨痛的呼声」(圣咏 九,13)。经济、政治、社会、及宗教的贪污系统注定要结束:「这些事开始发生时,你们应当挺起身来,抬起你们的头,因为你们的救援近了」。

别怕,邪恶不是战无不胜的,其实在基督内已被打败了,而且好讯息是,历史走向美好的实现。这是个由贫穷的人,也由许多痛苦和鲜血、冤枉和压迫、敌人之间的战争和亲戚及好友的背叛组成的贫穷的历史,但它是一个在天父手掌里、承担在圣子体内、由圣神领导的历史。

基督徒蒙召来坚持宁静的信任,信任一切都走向终点,不但不是真的,反之总有一个新的日常开始,就像我们向天父要求的日用食粮一样。

信仰的生活一直是某件诞生与重生的事,的确不是某件死亡的事。为此,我们不应该在只是一种工具的「美丽石头」里寻找天主,而要在人们、生活经验、诞生的婴儿、及老年人里寻找祂,这些老年人从他们的智慧讲台上和主教座堂里告诉我们一个无与伦比的美丽。谁注视了一个小孩子的眼睛,或一个老年人充满生命的脸,就会为如此的美丽而惊讶不已,甚至不知道恐惧是什么。

我们用圣神的眼睛来看世界,就会在每天的生活情节中不仅能看到痛苦,而且也能看到爱情,不仅能看到季节的结束,而且也能看到某些新事的开始,那里基督在前引导我们,或许我们经常不会好好辨认它,但没关系,因为它已经是福音。

如今人类已在天主的心内,不再光居住在时空中,而居住在天主的奥秘中。我们每天在基督内再次发现一直在教会里培养的内心生活的来源:沉思的地点与时刻;经文的祈祷阅读;牧者和天主子民共享的简单与贫穷的生活;对世界痛苦的注意和接近;父母传递给我们信仰的美丽。我们不需要做任何事,我们已做了很多、太多了,为了获得天国,我们只要彰显「某人」。我们需要的不是反对世界的英雄们,而是爱世界的复活了的基督的证人。


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Non eroi ma testimoni

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato sull’Osservatore Romano del 13 novembre 2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto.

Il Vangelo della XXXIII Domenica del Tempo ordinario

Don Francesco Pesce

Le nostre chiese e cattedrali sono un patrimonio dell’umanità; l’arte e la fede sono sempre state alleate e insieme contribuiscono non poco alla bellezza del mondo intero.

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Quando però all’aspetto formale non corrisponde una limpidezza interiore del popolo di Dio radunato, cioè delle pietre vive di cui è composta la Chiesa, allora tutto perde il suo valore, e diventa un vano esercizio di ipocrisia che separa, divide, distrugge, scandalizza.

“Mentre alcuni, parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi”. Siamo tutti chiamati ad una continua verifica della stabilità e della armonia del nostro tempio interiore. Gesù dirà con chiarezza che un tempio ridotto a casa di mercato o ad una spelonca di ladri, dove si umiliano e si sfruttano i poveri, deve essere distrutto: “Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta”.

Questo Vangelo si legge nella la Terza Giornata Mondiale dei Poveri e nel Suo messaggio così scrive il Papa: “Si è giunti perfino a teorizzare e realizzare un’architettura ostile in modo da sbarazzarsi della loro presenza anche nelle strade, ultimi luoghi di accoglienza.” Una architettura sacra o profana, vuota di concretezza spirituale, morale e addirittura alcune volte pianificata contro i poveri, è destinata inesorabilmente a cadere perché il Signore: «non dimentica il grido dei poveri» (Sal 9,13). I sistemi di corruzione economica, politica, sociale, religiosa sono destinati a finire: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo perché la vostra liberazione è vicina”.

Nessuna paura, il male non è invincibile, anzi è già vinto in Cristo, e la Buona Notizia è che la storia cammina verso il compimento del bene. E’ una povera storia, fatta di poveri uomini, anche di tanto dolore e sangue, di ingiustizie e sopraffazioni, di guerre tra nemici e di tradimenti dei parenti e degli amici, ma è una storia nelle mani del Padre, assunta nel corpo del Figlio, guidata dallo Spirito.

I cristiani sono chiamati a perseverare nella serena fiducia che non è vero che tutto va verso la fine, ma anzi c’è sempre un nuovo inizio quotidiano, proprio come il pane che chiediamo al Padre.

La vita di fede è sempre qualcosa che nasce e rinasce, non certo qualcosa che muore. Per questo Dio va cercato, non nelle “belle pietre” che sono solo un mezzo, ma nelle persone, nelle vicende della vita, nei bambini che nascono e negli anziani che ci parlano dalla loro cattedra di sapienza e dalle loro cattedrali di una bellezza insuperabile. Chi guarda negli occhi un bambino, o il volto carico di vita di un anziano rimane stupefatto da tanta bellezza e non sa più neanche cosa è la paura.

Guardiamo il mondo con gli occhi dello Spirito e sapremo scorgere nella trama dei giorni, non solo dolore, ma anche amore, non solo la fine di qualche stagione ma l’inizio di qualche cosa di nuovo dove Cristo ci ha preceduto, che forse spesso non sappiamo bene identificare, ma non importa perché è già vangelo.

Ormai l’uomo è nel cuore stesso di Dio, non abita più soltanto il tempo e lo spazio, ma abita il mistero di Dio. Riscopriamo ogni giorno in Cristo le sorgenti della vita interiore coltivate da sempre nella Chiesa: luoghi e momenti di contemplazione; la lettura orante della Scrittura; la condivisione dei pastori, con il popolo di Dio, di una vita semplice e povera; l’attenzione e la vicinanza alle sofferenze del mondo; la gioia e la bellezza della fede trasmessaci dai nostri genitori. Non dobbiamo fare qualcosa, tante cose facciamo, troppe, per guadagnarci, il Regno, dobbiamo solo manifestare Qualcuno. Non servono eroi che combattono contro il mondo, ma testimoni del Risorto che il mondo lo amano.


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折断一个枷锁

我们把罗马观察报2019年9月17日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

方济各神父

耶稣说,你们不能事奉天主而又事奉钱财。但似乎可以怎么做,还颇容易。我们一边以一种正式、合宜和显明的归属来事奉天主,一边也事奉钱财,甚至成为它的奴隶。

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耶稣把我们情愿隐瞒的事,也就是基督徒生活和经济之间的关系,带到阳光下,这是一种很微妙、有必要的关系,如果此关系成为束缚、枷锁,它就渐渐地偷走我们的灵魂,麻醉我们的信仰,使我们减少人性。

 当亚西西的圣方济各接受了他圣召的恩典,一开始就在父亲面前,把钱币扔在地上。这是个奇妙、美妙、基督徒的行为,一个该属于我们大家的行为;他折断了枷锁,摆脱了依附,把钱财放回到正确的位置,也就是工具的类别中。

钱财不是一个目的,而是人类手里的一个工具。钱财常常成为了一个不公平的工具,因为人类用它来主宰其他人,使整个民族服从一些上层人士的控制。教会的历史也训示我们不少人远离了信仰,因为他们受到了有关利用金钱与钱财的不良见证。

耶稣邀请祂的门徒们「精明」地使用钱财。祂要求我们每个人,在个人和社区的层面上与经济建立一个不同的关系。福音本质上也是个社会的喜讯,它提醒我们善用金钱、钱财,便是使它成为各民族之间解放与和好的工具。感谢天主,经济学科的文化进步正有利于一个越来越大的意识觉醒,有关于全球钱财的一个更公平分配的需要。有些国际机构和更发展的国家正在为新的社会平衡奋斗,但这场战斗还很长很困难。

黑钱、权力、事业、贪污、游说主义、和教会世俗主义站在同一边,四处巡行去寻找要吞噬的人。耶稣告诉我们,如果要摆脱一切原教旨主义和所有经济依赖性而生活与宣告福音,我们必须和祂一同「面朝耶路撒冷走去」。

我们每个人走上耶路撒冷不只是重要的,且是必须的,耶路撒冷不是中央银行的城市,而是杀害先知的城市,他们接受了上主悲剧性和伟大的生活建议,并准备好付出极高的代价,平静地相信祂的枷锁是柔和的,祂的负荷是轻省的。只有天主耶稣基督教导我们去爱,无边际无限制、无原教旨主义和总是无偿地去爱。