ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Natale. Conoscere Dio e l’uomo

Ringraziamo il Signore per la possibilità di vivere più intensamente in questi giorni i nostri rapporti famigliari. Stare in famiglia, con gli amici più intimi e’ un segno di come dovremo sempre essere, quasi una rivelazione della nostra esigenza naturale di fraternita’. Purtroppo lo sappiamo, non e’ sempre così. Come mai questa esigenza di fraternita’ e’ spesso disattesa sia a livello personaLe che comunitario? La risposta del Natale e’ molto chiara.

La luce e’ venuta nel mondo e noi spesso abbiamo preferito le tenebre. Dio e’ venuto nel mondo, fra i suoi, ma sono proprio i suoi a non averlo accolto. Siamo anche noi i suoi che non lo accolgono.

La salvezza e’ venuta, l’hanno vista tutti i popoli della terra, ci ricorda la Scrittura, ma poi subito abbiamo guardato da un’altra parte.Ecco perché spesso non c’e’ fraternita’. Guardare dall’altra parte puo’ significare tante cose; ad esempio una fede intellettuale , borghese, che sa tutto del bambino, conosce anche il luogo di nascita, ma come gli Scribi non fa un passo per andare a Betlemme.

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“Dio nessuno lo ha mai visto, soltanto il Figlio unigenito che e’ nel seno del Padre, lo ha rivelato”. Dobbiamo scegliere il Dio bambino rivelato dalla Parola fatta carne, altrimenti la fede diventa un concetto intellettuale o peggio ancora un raffinato strumento ideologico, per difendere principii che al contrario non vanno difesi, ma semplicemente vissuti.

E’ spesso vero che non conosciamo Dio, ma e’ altrettanto vero che molto spesso non conosciamo neanche l’uomo, tanto lo abbiamo disumanizzato insieme al creato. Uomini respinti e abbandonati; bambini violentati con in mano non giocattoli ma armi; donne usate e gettate via. La natura depredata della sua bellezza non più al servizio dell’uomo ma merce di guadagno e profitto per pochi. Il Natale ci richiama tutti a tornare all’origine del vero rapporto tra Dio e ogni uomo.

Come possiamo fare? Dice il Prologo di Giovanni: “a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”. Ecco un grande messaggio del Natale; Figli di Dio, uomini non disumanizzati, non si nasce ma si diventa, accogliendo Gesù e imitando la sua vita, compiendo semplicemente e senza condizioni, le Beatitudini.

“La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”. Dobbiamo accogliere l’amore di Dio e poi subito manifestarlo. Non dobbiamo commettere l’errore, come spesso abbiamo fatto, di combattere le tenebre; non si deve combattere il male, perché è troppo più forte. Dobbiamo compiere il bene, espandere la luce, e così le tenebre sono sopraffatte. Vincere il male con il bene.

Natale insegni alla Chiesa, ad ogni cristiano e ad ogni uomo di buona volontà a fare il bene, amando i nemici senza combatterli.


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临近圣诞节,我们需要什么呢?

几乎直到今天,圣诞节过的好像是远离平日坏日子的一个暂停和休息的时刻;连战争都停止了。 在战场上大炮一整天没响,步枪收进了套子里。敌人仅不存在,从某个意思上来说,此时人类都变成了弟兄。但过了几个小时,一切又恢复正常,甚至比以前更糟。

今天我们十分明白,如果我们想过一个没有虚假的生活,唯一的方法就是回到天主圣言那里,祂将在几天后真实地成为血肉。没有任何人看过天主,只有天父怀中的独生子给我们显示了。”我们需要耶稣圣言所显示的信德的天主,不然祂会是一个概念上的天主,一个为许多主义利用的虚构工具。我们也需要相信人类,尊敬他,和他所居住的环境。当人脆弱、年老、和被遗忘时常被抛弃。我们马槽里小溪在流淌,苔藓散发着圣诞的气息,但我们的大地在焚烧”着,被有毒的废物,污染的空气、河水与海水所摧毁。在城郊有传染病患,在他们内人性尊严没有立足之地。

我们需要从我们的人性出发认真地过这圣诞节,以便相称地迎接基督的人性。先知们,尤其是依撒意亚先知所描述的圣诞,将人性置放在一很确切的点上:即与饥饿者分享食物。真正的圣诞节是与最有需要者相遇,只有这样才能与将来临的天主相遇。我们等待的,也正是所有先知们直到洗者若翰所讲述的那个圣诞,就是要斋戒自我主义、个人利益、腐败和冷漠的全球化。

在耶稣圣婴内是软弱的,犹如每个人一样,他必须完成祂的旅程,他显示自己,临在人间、住在我们的历史中。软弱是天主的家,这也意味着我们注视婴孩耶稣的目光,也要成为我们注视自己的目光,重新了解我们自己和我们男女的贫穷生活。正是因为我们的软弱,我们的生活是天主居住、临在、和爱我们至死的地方。


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Verso il Natale 1. Un germoglio di giustizia per preparare la via al Signore

La prima lettura di questa domenica seconda di Avvento, tratta dal profeta Isaia racconta  di un germoglio che spunta da un tronco inaridito. Noi crediamo che il Signore  che viene sostiene la nostra povera vita, e anche se in tanti giorni tutto sembra arido e secco, da qualche parte spunta sempre un germoglio di speranza e di vita nuova. Noi crediamo che questo è vero, perché è lo Spirito Santo che custodisce questo germoglio, cura la sua fragilità, è attento a difenderlo da ogni pericolo: “Dite agli smarriti di cuore, coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio,” dirà il profeta Isaia.

Lo Spirito attesta che il germoglio è un germoglio di giustizia. Ecco un compito di Avvento che lo Spirito ci assegna ; lottare contro le ingiustizie, entrare nelle piaghe del mondo e mettersi come nostro Signore dalla parte delle pietre scartate.  Le ingiustizie  i soprusi, non le compie nessun demonio, ma alcuni uomini in carne ed ossa. E’ compito dei cristiani denunciare i nomi e  i cognomi degli usurpatori e dei loro complici  ad ogni livello, insieme ai nomi delle vittime.

Abbiamo l’esempio di Giovanni il Battista che preparando la via al Signore gridava forte:«Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di potere sfuggire di sottrarvi all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”.(Mt 3,8-9).

Per fare anche noi questo verso i farisei e sadducei del nostro tempo, abbiamo bisogno di riscoprire il nostro battesimo, troppo spesso ridotto ad un inutile rito di un cattolicesimo borghese ben al riparo dalla “meravigliosa complicatezza”(papa Francesco) della vita. Dice Giovanni Battista:” Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”(Mt 3,12)

Un battesimo di fuoco ci serve; ci serve la passione per lottare contro le ingiustizie, ci serve la potenza dello Spirito che abbatte tutti i muri e gonfia le vele della giustizia e della carità.

Nella Chiesa sono finiti i tempi nei quali che parlava e lottava per la giustizia e si metteva dalla parte delle pietre scartate, veniva scartato anche Lui, messo da parte in favore di cortigiani e complici di vanità. Che il Signore ci aiuti sempre ad essere dalla parte dei poveri, custodi del regno e annunciatori di Colui che sta per venire.


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将临期主要不是为圣诞节的

将临期主要不是为圣诞节的一个准备,而是耶稣在时间终结时第二次来临的一个沉思。我们在这两大事件中生活:一个已发生了,也就是耶稣诞生,另一个正在等待,也就是祂在历史终结时的再次来临。我们也举行圣体圣事时“期待祂光荣地来临”。

将临期历时四星期,在这期间礼仪用的是紫色,该颜色专门在期待(将临期与四旬期)和痛苦(死亡)的时候使用。第三个星期天,叫做“喜乐主日”,可由进堂咏的第一句话来区别,在中世纪使用这句话来终止类似四旬期的将临期守斋,因为圣诞节即将到来。将临期间信友们不唱光荣颂,因为它要表达天使们和一切受造物在圣诞夜的喜乐,不过圣歌阿肋路亚还是保留着,为了表示我们生活上的已经发生过和还没经历过的事情。

公元490年图尔主教曾下令圣诞节前的时期,在西欧的法国教会内要成为一个悔罪的时期,并命令每守斋三天,从11月9日,也就是图尔城主保圣玛尔定瞻礼日,开始进行。圣玛尔定的节日离圣诞节有40天。这数目使我们连想起四旬期的40天,以及梅瑟在西奈山度过的40天昼夜(出 24,18;34,28)。这就是将临期也称??“圣玛尔定的四旬期“或“圣玛尔定40天的四旬和守斋期”的原因。如同复活节之前有四旬期的悔罪,圣诞节前也有圣玛尔定的四旬期。当时大家是以注意悔罪的心态来感受默西亚来临的喜乐。

过了一个世纪之后(第六世纪),罗马教会也引进了将临期,以喜乐为主调来庆祝,同时发展多方面的准备来过圣诞节。在第十三世纪中世纪终结的时候,高卢与罗马礼仪的两个模样在悔罪与欢乐方面之间找到了综合。由于梵二大公会议与教宗保禄六世要求的礼仪改革,这个平衡甚至今天基本上被保留了。

我们二十一世纪基督徒的任务就是要高高与明亮地举起信仰,那个即将为婴儿、被钉在十字架上与复活了的耶稣基督的天主的信仰。我们要在先知们于将临期会说的正义与和平的世界上,保持信仰,而这可不是一个次要的任务。我们相信必须有爱情,在城市内相爱,也就是说在我们的大都会、我们居住的大楼、我们工作的场所中相爱,是需要的;我们相信不只是重要的,而是必须的。

世界上有善良的心灵做好事已不够了。每个政权总需要一些善良的心灵。在权力的逻辑内,为使我们更安逸地做自己的事,有人全心投入正义是个最好的屏幕!

我们在这将临期会听到洗者若翰的呼喊:“在荒野中有呼号者的声音:你们当预备上主的道路,修直他的途径!一切深谷要填满,一切山岳邱陵要剷平,弯曲的要修直,崎岖的要开成坦途!”。这声音给我们讲一个在历史上多时有暴力,艰难和不易的世界。跨不过去的山今天是那些把城市、国家与许多人的希望一分为二的墙壁。陡峭的山崖是许多人的绝望,因为等待着慈善,却碰到了残忍与无情的法律。但是先知看朝远方看,他看到修直的坦途,被填满的深谷,剷平的山岳丘陵。先知看见人类永不会击败的希望。尤其是他看见在许多人与许多民族的黑夜中升起的太阳。

先知保证:“凡有血肉的,都要看见天主的救援”。天主要来,不会在深谷或山丘,甚至在铁石心肠的面前止步。因为:“有一婴孩为我们诞生了,有一个儿子赐给了我们”。(依 9,5)


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我们需要怎样的人就是怎样的人。关于《慈悲与怜悯》宗座牧函的反思。

慈悲特殊禧年结束了,教宗方济各颁发给我们《慈悲与怜悯》宗座牧函。他从若望福音第八章,也就是讲述耶稣与犯奸淫时被捉住的妇人相遇的那一章,开始为教会的未来画出计划路线,因为教会永远是慈悲的导师与工具。教宗方济各想到的教会,不但每日活出慈悲,而且在教会最重要的行为,也就是礼仪中庆祝它。

“慈悲与怜悯是圣奥斯定讲述耶稣与犯奸淫妇人相遇所用的两个词(参阅 若 8,1-11)。他不能找到比这个更漂亮和连贯的词句,而让我们了解走向罪人时的天主之爱的奥秘:“只剩下它们两个:怜悯与慈悲”。在这故事里有多少的怜悯与神圣正义啊!它的教导启发了慈悲特殊禧年的结束,同时指出我们将来要走的道路。[…] 慈悲,确实不能是教会生活中的一个插曲,而是构成教会自身的存在,使福音的深奥真理得以显示和可触知。一切都在慈悲内显示;一切都在天父慈爱内解决”。(慈悲与怜悯 1)

耶稣的“好消息”不是一个新的哲学,而是对每个时代的所有人愿望的答案,也就是被爱着和从所有的奴隶形式中被解放。所有人类不但是慈爱的对象,而且是有爱的自由的人。无论谁治疗世界的创伤、保护天地万物和不先排除任何人,他们都存在于天主的身心内。我们永远不要忘记报恩,无论恩人是谁。

“耶稣从哪一方面曾清楚地教导,在祂被一个法利塞人邀请一同吃饭,有一位公认是罪妇的人接近祂的时候(参阅 路 7,36-50)。她把香液抹在耶稣的脚上,用眼泪滴湿了,用自己的头发擦干(参阅37-38节)。对法利塞人震惊的反应,耶稣回答说:“她的那许多罪得了赦免,因为她爱的多。但那少得赦免的,是爱的少”(47节)[…] 赦免是天父之爱的最明显的标记,也就是耶稣一生想要显示的爱。福音上没有一页能缺少这个达到赦免的爱的命令。甚至在祂人间生活的最后一刻,当祂被钉在十字架时,耶稣说了赦免的话:“父阿!宽恕他们吧!因为他们不知道他们做的是什么”(路 23,34)。(慈悲与赦免 2)

圣咏第85篇写说,慈悲与真理彼此相迎。慈悲不是一个传达爱情的举动,比方说从上到下传达天主之爱,而是远远超过这一点;慈悲是和对象真理一起共融;它是和每人天主之子的身份一起共融;实际上人的真理首先是他按造物主的形象创造,并与祂相似。我们偶尔参与为了分辨真理和慈悲的一些不熟练的尝试,前者属于教义,后者属于牧灵;这是一个悲惨的错误,因为慈悲不是牧灵的方法,而是福音,是天主的身心。

“多么的喜乐在这两位奸淫和犯罪的妇女心中被激起!赦免使她们终于感觉到了之前没感觉过的拯救和喜乐。惭愧和痛苦的眼泪变成了那位知道被爱着的妇女的笑容。慈悲引起喜乐,因为心灵向一个新生活的希望开放。赦免的喜乐是无法形容的,但每当我们去体验它,喜乐便显露在我们脸上。”(慈悲与赦免 3)

这个喜乐的强烈呼唤确是很重要。就像教宗方济各在《福音的喜乐》中所提醒的,喜乐是一个撇不开的精神、圣经和社会的范围一样。在所谓的耶稣童年时中福音里清楚描写的基督诞生的喜乐,现在已出现在地平线上。可惜的是,有时基督徒成为了悲伤、黑夜、保守和复古的盟友,他们害怕所有现代性,追根到底害怕圣经上先知们已宣布的“新事物”。由于一些人的坏见证,天主教义被理解为有如一个要藏在洞里的塔冷通。对于历史、自由、博爱、平等大价值的所有热情经常为一个过度的谨慎,总之为一个权力更胜于服务的贫穷的信仰生活所平息。我们要全力跟洞里这塔冷通的天主教义搏斗,因为正如圣保禄所说的,我们是白昼之子;我们醒了不是为了隐藏塔冷通,而是为了冒险,因为我们具有以圣神的力量来改变世界的勇气。基督徒是光明之子,而不是蜡像馆的守卫,或隐蔽在要塞内的士兵们。

[…]聆听天主圣言也具有一个特别的意义。每周日,基督徒团体内宣读天主圣言,为使上主的日子被复活的奥秘发出的光辉所照耀 ”。(慈悲与赦免 6)“在赦免圣事内天主显示向祂皈依的道路,邀请再次体验祂的亲近。这是一个要首先开始度仁慈的生活,才能获得的赦免。[…]当我们封闭自己和不会原谅别人的时候,有多么悲伤!让怨恨、愤怒、报仇占上风,会使生活不快乐,并使为了慈悲而做的欢乐努力化为乌有”。(慈悲与赦免 8)[…] “因此我们以一直更新的牧灵激情来提起宗徒的话:“天主曾借基督使我们与他自己和好,并将这和好的职务赐给了我们 ”(格后 5,18)。(慈悲与赦免 11)

教会是人类唯一历史的酵母。我们不把自己充当反抗其他意识形态的意识形态,而是充当和好的标记与工具。我们被委托和好的言语。这个言语是委托给我们的。我们并没有被委托跟我们有关的战争的、原教旨的言语,该言语使一些“天主教徒”说,伊斯兰教完全是基本教义派的,完全反对基督信仰;我们要小心善尽委托给我们的职责,也就是使用和好的言语,不惜任何代价。一个慈悲言语能够打破障碍,打倒墙壁及促进和好,赐给平安,那真正的平安。这是和好,是旧约中哨兵的真实呼唤。

我们会按这言语接受审判。天主必从这里开始审判我:你为了你的兄弟做了什么?你是怎么跟他们和好的?你曾吹起不存在的,但隐瞒其他利益的假设的宗教战火吗?或是你曾经历过和好、耐心以及宽恕的行为呢?我们会在这一切上接受审判(玛 25)。天主圣言是天主在我们身上、世界上、历史上讲的爱之圣言。教会需要见证人来体验天主圣言是有效的,祂在进行为之而被派遣来的工作。

“在圣年中,尤其是“慈悲周五”,我能用手触摸过世界上有多少的好事。该好事经常是不著名的,因为它每日以慎重和安静的方式实现。虽然它们没有上新闻,但是有许多善良和温柔的具体标记,是针对最小与无助的,最孤单与被抛弃的人。的确有那些慈善的主角,使最穷困和悲哀的人不缺关怀。[…] 现在是给予慈悲梦想空间的时候,为了赋予许多新事物,恩宠的果实生命,。今天教会需要讲述耶稣曾作的那些“没有写下来的许多其他的神迹”(若 20,30)。”(慈悲与赦免 17-18)

今天对教会来讲慈悲代表一个和历史的约会;在初世纪我们捍卫了信仰;后来我们把福音带到了天涯海角;今天基督徒的任务也许是向现代世界宣告,历史的确多次是个贫穷的,由穷人组成的历史,是一个无限的血海洋,但仍旧是一部救恩史,那里天父不断地伸手,而慈悲的福音不可变更地实现。

“在“社会上被排斥人士禧年”的光照下,当世界上所有主教大堂和朝圣堂内的慈悲圣门被关闭的时候,我凭直觉认为,全教会应该在常年期第三十三主日,庆祝世界穷人日。这是最值得的准备,为了度我们的主耶稣基督宇宙君王的大庆节,祂曾确认自己与小人与穷人等同,而将来天主必按我们的慈悲行为审判我们 ”(参阅 玛 25,31-46)。(慈悲与赦免 21)

“请遣散群众,叫他们往四周村庄田舍里去投宿寻食,因为我们这里,是在荒野地方”。耶稣却向他们说:“你们给他们吃的吧!”(路 9,12-13)

福音要求我们坚守圣体圣事与慈善的关系。门徒们在众人饥饿面前受到诱惑而对他们视而不见,他们受到诱惑远离问题,那就是人们、面孔、具体故事的问题。如果我们把集合在我们家和教堂面前的众人赶走,圣体圣事就会成为我们的谴责。有很多方式使我们生活上远离穷人:在我们假装看不见我们眼前事情的时候,在我们为了使良心默不作声,而说反正不可能改变事实的时候,在我们固守自己的福利,而只用一个侮辱性的救济金来打开自己心扉的时候。圣体圣事和慈悲跟毫不关心、个人主义和打发的逻辑相反。我们要特别注意免得使圣体圣事沦为一个亲密的,私人的虔诚,如一切都能在我和上主独有关系之内解决,在这关系内其他人和世界不存在了。

今天我们强烈的感到教宗方济各的这预言,“你们不要使希望被偷走了”。我们要有所反应。基督徒反应的方式,是掰开面饼送给众人,把我们自己掰开分给众人,同情打赤脚或坐船跟随你的人,因为他相信你是基督徒、是意大利人,拥有“权利”的国家,他相信我们家园的“美丽”。

我们想要重燃我们的希望,打断疲累的自我封闭,我们的个人主义,我们阶级和民族个别的隔离,让我们向一个要紧和有可能性的未来打开我们的心扉。今天我们要更加敢于行动,要把基督徒怀有希望的理由和与饥饿者并肩作战的理由连接起来。在这个圣年的终结我们需要什么呢?我们只需要具体的基督徒和有善意的男女;我们只需要正经人;我们只需要能干的而不是有靠山的人;我们需要服务的,能够喜爱邻居的人。如同昔日为得救不管是否受了割损,今天则无论是左派还是右派人,不管是保守或进步的人。有价值的只就人论事,是怎样就是怎样的人,是上主所爱与救赎的“新受造物”。


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Abbiamo bisogno dell’uomo così come è.Riflessioni sulla Lettera Apostolica “Misericordia et Misera”

Si è concluso il Giubileo straordinario della misericordia e Papa Francesco ci ha donato la Lettera Apostolica “Misericordia et Misera“.

Partendo dal capitolo 8 del Vangelo di Giovanni, che racconta dell’incontro tra Gesù e la donna sorpresa in adulterio, Papa Francesco traccia le linee programmatiche per il futuro della Chiesa perché sia sempre maestra e  strumento di misericordia. Papa Francesco pensa ad una Chiesa che non solo viva quotidianamente la misericordia ma anche la celebri nel suo atto più importante che è la liturgia.

“Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia». Quanta pietà e giustizia divina in questo racconto! Il suo insegnamento viene a illuminare la conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, mentre indica il cammino che siamo chiamati a percorrere nel futuro. […] La misericordia, infatti, non può essere una parentesi nella vita della Chiesa, ma costituisce la sua stessa esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo. Tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre”. (Mm 1)

La “Buona Notizia” di Gesù non è una nuova filosofia, ma è la risposta al desiderio di tutti gli uomini di ogni tempo, essere amati e liberati da ogni schiavitù. Tutti gli uomini, non solo sono oggetto di un amore misericordioso, ma anche soggetti liberi di amare.  Chiunque curi le piaghe del mondo, difenda il creato, non escluda nessuno a priori, è nel cuore stesso di Dio. Non dimentichiamo mai di ringraziare del bene, da chiunque sia fatto.

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“Gesù d’altronde lo aveva insegnato con chiarezza quando, invitato a pranzo da un fariseo, gli si era avvicinata una donna conosciuta da tutti come una peccatrice (cfr Lc 7,36-50). Lei aveva cosparso di profumo i piedi di Gesù, li aveva bagnati con le sue lacrime e asciugati con i suoi capelli (cfr v. 37-38). Alla reazione scandalizzata del fariseo, Gesù rispose: «Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco» (v. 47). […] Il perdono è il segno più visibile dell’amore del Padre, che Gesù ha voluto rivelare in tutta la sua vita. Non c’è pagina del Vangelo che possa essere sottratta a questo imperativo dell’amore che giunge fino al perdono. Perfino nel momento ultimo della sua esistenza terrena, mentre viene inchiodato sulla croce, Gesù ha parole di perdono: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). (Mm2)

Misericordia e verità s’incontreranno, ci ricorda il Salmo 85. La misericordia non è un gesto che comunica amore, che trasferisce diciamo dall’alto in basso l’amore di Dio, ma è molto di più; misericordia è uno stare in comunione con la verità dell’altro; stare in comunione con la dignità di figlio di Dio di ogni persona; la verità dell’uomo infatti è prima di tutto la sua immagine e somiglianza con il creatore. Si assiste ogni tanto a qualche maldestro tentativo di separare la verità, dalla misericordia, la prima apparterrebbe alla dottrina, e la seconda alla pastorale; questo è un tragico errore, perché la misericordia non è un metodo pastorale, ma è il vangelo, il cuore stesso di Dio.

“Quanta gioia è stata suscitata nel cuore di queste due donne, l’adultera e la peccatrice! Il perdono le ha fatte sentire finalmente libere e felici come mai prima. Le lacrime della vergogna e del dolore si sono trasformate nel sorriso di chi sa di essere amata. La misericordia suscita gioia, perché il cuore si apre alla speranza di una vita nuova. La gioia del perdono è indicibile, ma traspare in noi ogni volta che ne facciamo esperienza.” (Mm3)

E’ molto importante questo forte richiamo alla gioia.  Così come nella Evangelii Gaudium papa Francesco ricorda che la gioia è una dimensione spirituale, biblica e sociale dalla quale non si può prescindere. La gioia del Natale così ben descritta nei cosiddetti vangeli della infanzia è ormai all’orizzonte. Purtroppo a volte I cristiani sono diventati alleati della tristezza, della notte, della conservazione, della ripetizione dell’antico, hanno avuto paura di ogni modernità, in fondo hanno avuto paura delle “cose nuove” già annunciate dai profeti biblici. Per la cattiva testimonianza di alcuni, il  cristianesimo  è stato percepito  come  un talento da nascondere in una buca. Ogni entusiasmo per i grandi valori della storia, della libertà, della fraternità, della uguaglianza è stato spesso sopito per un eccesso di prudenza e in definitiva per una vita fede povera, più attenta al potere che al servizio. Dobbiamo combattere con tutte le forze questo cristianesimo del talento nella buca, perché, come dice Paolo, noi siamo figli del giorno; noi siamo svegli non per nascondere i talenti ma per rischiare, avendo l’audacia con la forza dello Spirito di cambiare il mondo. I cristiani sono figli della luce, non guardiani di un museo delle cere, o soldati di un fortino arroccato.

[…] assume un significato particolare anche l’ascolto della Parola di Dio. Ogni domenica, la Parola di Dio viene proclamata nella comunità cristiana perché il giorno del Signore sia illuminato dalla luce che promana dal mistero pasquale”. (Mm6) “Nel Sacramento del Perdono Dio mostra la via della conversione a Lui, e invita a sperimentare di nuovo la sua vicinanza. È un perdono che può essere ottenuto iniziando, anzitutto, a vivere la carità.[…]Quanta tristezza quando rimaniamo chiusi in noi stessi e incapaci di perdonare! Prendono il sopravvento il rancore, la rabbia, la vendetta, rendendo la vita infelice e vanificando l’impegno gioioso per la misericordia”. (Mm8)[…] “Ricordiamo con sempre rinnovata passione pastorale, pertanto, le parole dell’Apostolo: «Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione»(2 Cor 5,18). (Mm11)

La Chiesa è il lievito dell’unica storia degli uomini. Noi non ci poniamo come ideologia contro altre ideologie ma come segno e strumento di riconciliazione. Affidando a noi la parola della riconciliazione. A noi è affidata questa parola. A noi non è affidata la parola della guerra, del fondamentalismo che può riguardare anche noi, che fa dire ad alcuni “cattolici”, l’islam è tutto fondamentalista, tutto anti cristiano ; stiamo attenti a non mancare a ciò che ci è stato affidato, la Parola della riconciliazione costi quello che costi.  Una parola di Misericordia che spezza le barriere, abbatte i muri e  riconcilia,  dona la Pace, quella vera. Questo è il vero il grido della sentinella biblica, la riconciliazione.

Su questa Parola saremo giudicati. Dio mi giudicherà a partire da qui: che cosa hai fatto per i tuoi fratelli? come ti sei riconciliato con loro? Hai soffiato sul fuoco di presunte guerre di religione che non esistono e che invece nascondono altri interessi o hai vissuto atti di riconciliazione, di pazienza e anche di perdono? saremo giudicati su questo (Mt 25).La Parola di Dio è una  Parola d’amore che Dio pronuncia su di noi, sul mondo, sulla storia. La Chiesa ha bisogno di testimoni che sperimentano che la Parola di Dio è  efficace,  opera ciò per cui è stata mandata.

Durante l’Anno Santo, specialmente nei “venerdì della misericordia”, ho potuto toccare con mano quanto bene è presente nel mondo. Spesso non è conosciuto perché si realizza quotidianamente in maniera discreta e silenziosa. Anche se non fanno notizia, esistono tuttavia tanti segni concreti di bontà e di tenerezza rivolti ai più piccoli e indifesi, ai più soli e abbandonati. Esistono davvero dei protagonisti della carità che non fanno mancare la solidarietà ai più poveri e infelici. […] È il momento di dare spazio alla fantasia della misericordia per dare vita a tante nuove opere, frutto della grazia. La Chiesa ha bisogno di raccontare oggi quei «molti altri segni» che Gesù ha compiuto e che «non sono stati scritti» (Gv 20,30).” (Mm 17-18)

La misericordia rappresenta oggi per la Chiesa un appuntamento con la storia; nei primi secoli abbiamo difeso la fede ; poi abbiamo portato il vangelo fino ai confini della terra; oggi forse il compito dei cristiani è dire al mondo moderno che certamente, la storia è molte volte una povera storia, fatta di poveri uomini, un oceano infinito di sangue, ma rimane una storia della Salvezza dove il Padre non cessa di tendere la sua mano, e dove il vangelo della misericordia inesorabilmente si compie.

“Alla luce del “Giubileo delle persone socialmente escluse”, mentre in tutte le cattedrali e nei santuari del mondo si chiudevano le Porte della Misericordia, ho intuito che, come ulteriore segno concreto di questo Anno Santo straordinario, si debba celebrare in tutta la Chiesa, nella ricorrenza della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, la Giornata mondiale dei poveri. Sarà la più degna preparazione per vivere la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il quale si è identificato con i piccoli e i poveri e ci giudicherà sulle opere di misericordia” (cfr Mt 25,31-46). (Mm21)

 «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare» (Lc 9,12-13)

 Il vangelo ci chiede di tener saldo  il rapporto tra l’eucaristia la carità. I discepoli, di fronte alla fame della moltitudine sono stati tentati di far finta di niente, tentati di allontanare il problema, che erano persone, volti, storie concrete.  L’eucaristia diventa la nostra condanna se congediamo le folle, radunate ormai davanti le nostre case e le nostre chiese. Allontanare i poveri   nelle nostra vita, si può fare in tanti modi: quando facciamo finta di non vedere ciò che poi abbiamo sotto gli occhi, quando per tacitare la nostra coscienza, diciamo tanto è impossibile cambiare le cose, quando ci chiudiamo dentro il nostro benessere, aprendoci soltanto con una offensiva elemosina. L’eucaristia, la misericordia    sono l’opposto  del disinteresse, dell’individualismo, della logica del congedo. Stiamo tutti molto attenti al rischio di ridurre l’eucarestia ad una devozione privata, intimistica, come se tutto potesse risolversi nel rapporto esclusivo tra me e il Signore, un rapporto nel quale gli altri e il mondo non ci sono più.

Oggi sentiamo forte la profezia di papa Francesco, “non lasciatevi rubare la Speranza”. Dobbiamo reagire. Il modo cristiano di reagire, è spezzare il pane e darlo alle folle, spezzare noi stessi e darsi alle folle, sentire compassione per chi ti segue a piedi, o sui barconi, perché ha fiducia nel tuo essere cristiano, nel tuo essere italiano, la patria del Diritto, fiducia nella “bellezza “  del nostro paese.

Vogliamo ravvivare la nostra speranza, spezzare le stanche chiusure su noi stessi, i nostri individualismi, le nostre segregazioni individuali di classe, di popolo, aprendoci ad un futuro possibile e urgente. Oggi dobbiamo osare di più e tenere insieme le ragioni della Speranza cristiana e le ragioni della lotta fianco a fianco con chi ha fame. Di che cosa abbiamo bisogno al termine di questo Giubileo? Noi abbiamo bisogno soltanto di cristiani concreti, di uomini e di donne di buona volontà; abbiamo bisogno soltanto di persone perbene; abbiamo bisogno soltanto di persone competenti e non raccomandate; abbiamo bisogno di persone al servizio, di persone che vogliono bene al prossimo.  Come ieri per la Salvezza non contava il circonciso nè l’incirconciso, così oggi non conta l’uomo di Destra, né l’uomo di Sinistra, non conta il conservatore o il progressista. Conta solo l’uomo, cosi’ come è, la Nuova Creatura redenta e amata dal Signore.


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La Celebration de Toussaint e nos Defunts du diocèse de Natitingou

Fr Igor KASSAH, Administrateur de la paroisse

Saint Martin de Tours,

Natitingou

Chaque année, l’Eglise nous fait célébrer les 1 et 2 novembre, le mystère de notre Rédemption à travers la fête de Tous les Saints (1 nov.) et la Commémoration de tous nos fidèles défunts (2 nov.). A travers ces célébrations intenses, la liturgie nous ouvre les yeux sur l’Eglise dans sa triple dimension théologique: l’Eglise Militante, l’Eglise Souffrante et l’Eglise Triomphante. Au cours de ces célébrations, le peuple de Dieu qui est encore en pèlerinage sur cette terre fait monter ses prières vers le Seigneur en faveur de tous les fidèles défunts pour le louer et invoquer sa miséricorde.

L’Eglise du diocèse de Natitingou, unie à l’Eglise universelle n’a pas manqué à ces diverses célébration. Elle s’est rappelée, en plus de tous les saints reconnus, tous ses chrétiens et chrétiennes qui ont mené une vie de foi exemplaire basée sur l’Evangile. Parmi ceux-ci, on peut mentionner ces nombreux missionnaires de la Société des Missions Africaines (S.M.A) par qui nous avons reçu la première annonce évangélique, ces prêtres, ces religieux et religieuses, ces catéchistes qui se sont consacrés toute leur vie pour que s’enracine l’Evangile de Jésus-Christ. Beaucoup, à travers leur pastoral,  se sont consacrés aussi pour la paix, pour la lutte contre la pauvreté, la lutte contre la misère toujours actuelle dans certains villages et villes, pour la lutte contre l’exploitation des enfants. Nombreuses sont ces personnes qui ont cherché la sauvegarde et l’entente des couples mariés fréquemment menacés par des idéologies maçonniques. Tous ceux-là font partie du cortège des saints que nous appelons « nos saints anonymes » et qui sans doute intercèdent aussi puissamment pour nous puisqu’ils ont vécu notre condition humaine.

Dans l’après-midi du 1er novembre, tous les fidèles des paroisses de la ville de Natitingou se sont réunis au cimetière  catholique pour prier les offices des défunts et bénir les tombes. Par ce geste, nous recommandons à la miséricorde divine tous nos chrétiens défunts.

Le 2 novembre consacré à la commémoration des défunts, les fidèles formulent leurs intentions qui sont lues intégralement avant la célébration eucharistique ; pour éviter que cette lecture de la longue liste des intentions n’allonge pas le temps de la Sainte Messe, nous anticipons l’heure de la célébration (15 à 30 minutes).

Sur ma paroisse, Saint Martin de Tours, il existe un groupe de prière qui se rend dans les maisons des fidèles qui le désirent ; ce groupe prie avec les familles et implore l’intercession de la Vierge Marie, Notre Dame des douleurs, afin que Dieu sauve les âmes du purgatoire.


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Solennità di Tutti i Santi e Fedeli Defunti nella diocesi di Natitingou

Fr Igor KASSAH, Amministratore della parrocchia 

San Martino di Tours,

Natitingou

Ogni anno, la Chiesa ci invita a celebrare, il 1° ed il 2 novembre, il mistero della nostra Redenzione attraverso la festa di Tutti i Santi (1° nov.) e la Commemorazione di tutti i nostri fedeli defunti (2 nov.). Attraverso queste intense celebrazioni, la liturgia ci apre gli occhi sulla  Chiesa nella sua triplice dimensione teologica : la Chiesa Militante, la Chiesa Sofferente e la Chiesa Trionfante. Nel corso di queste celebrazioni, il popolo di Dio che è ancora in pellegrinaggio su questa terra fa salire le proprie preghiere verso il Signore in favore di tutti i fedeli defunti per lodarlo ed invocare la sua misericordia.

La Chiesa della diocesi di Natitingou, unita alla Chiesa universale non ha mancato in queste differenti celebrazioni. Ha ricordato, oltre tutti i santi riconosciuti, tutti i suoi cristiani e cristiane che hanno condotto una vita di fede esemplare basata sul Vangelo. Tra questi, si possono menzionare quei numerosi missionari della Società delle Missioni Africane (S.M.A) grazie ai quali abbiamo ricevuto il primo annuncio evangelico, quei preti, quei religiosi e religiose, quei catechisti che si sono dedicati durante tutta la loro vita affinché si radicasse il Vangelo di Gesù Cristo. Molti, attraverso la loro azione pastorale, si sono anche dedicati alla pace, alla lotta contro la povertà, alla lotta contro la miseria sempre attuale in certi villaggi e città, alla lotta contro lo sfruttamento dell’infanzia. Numerose sono quelle persone che hanno cercato la salvaguardia e l’intesa delle coppie sposate spesso minacciate da ideologie massoniche. Tutti costoro fanno parte del corteo dei santi che chiamiamo «i nostri santi anonimi» i quali anche, senza dubbio, intercedono potentemente per noi poiché hanno vissuto la nostra condizione umana.

Nel pomeriggio del 1° novembre, tutti i fedeli delle parrocchie della città di Natitingou si sono radunati al cimitero cattolico per pregare nel corso dell’uffizio dei defunti e benedire le tombe. Con questo gesto, raccomandiamo alla misericordia divina tutti i nostri cristiani defunti.

Il 2 novembre, consacrato alla commemorazione dei defunti, i fedeli formulano le loro intenzioni che sono integralmente lette prima della celebrazione eucaristica ; per evitare che tale lettura della lunga lista delle intenzioni non prolunghi il tempo della Santa Messa, anticipiamo l’ora della celebrazione (da 15 a 30 minuti). 

Nella mia parrocchia, San Martino di Tours, esiste un gruppo di preghiera che si reca nelle case dei fedeli che lo desiderino ; tale gruppo prega con le famiglie ed implora l’intercessione della Vergine Maria, Nostra Signora dei dolori, affinché  Dio salvi le anime del purgatorio.

In Christo


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All Saints Day And The Remenbrance of our dead in Diocese of Natitingou

Fr Igor KASSAH, Parish Administrator 

Saint  Martin of Tours,

Natitingou

Every year the church invites us to celebrate on the 1st and 2nd November, the mystery of our Redemption by means of the festivity of All Saints  (1st November) and the Commemoration of All Faithful Departed (2nd November).  By means of these devout celebrations, the liturgy opens our eyes to the church and its triple theological dimension: the Church Militant, the Church Suffering and the Church Triumphant.  During these celebrations, God’s people, still in pilgrimage on this earth, lift their prayers to the Lord on behalf of all the faithful departed in order to praise Him and invoke His mercy.

The church of the Diocese of Natitingou, tigether with the universal Church, has not failed to celebrate these different feast days. It recalled, in addition to all the recognized saints, all its Christian sisters and brothers who have led an exemplary life of faith based on the Gospel.  Among the latter, we can surely mention the many missionaries of the Society of African Missions (S.M.A) thanks to whom we received the first evangelical announcement, those priests, those brothers and sisters, those catechists  who devoted their life to ensure the deeply rooted establishment of the Gospel of Jesus Christ.  Many of them, by means of their pastoral activities, also devoted themselves to peace, to the fight against poverty, to the fight against the extreme poverty still present in certain villages and towns, to the fight against the exploitation of children. Many are those who have sought to protect and assist  married couples often threatened by masonic ideologies.  All those who make up the procession of saints whom we call  «our anonymous saints» who also, indubitably, intercede forcefully for us as they experienced our human condition.

On the afternoon of 1st November, all the  faithful from the parishes of the city  assembled at the Catholic cemetery to pray during the commemoration of the departed and blessing of the tombs. With this gesture, we recommend all our Christian departed to the Divine Mercy.

On 2nd November, devoted to the commemoration of the departed, the faithful formulated their requests which were all read out before the Holy Communion; in order to avoid that the reading of the long list of request prolong the duration of the Holy Mass,  we  started the celebration earlier (by about 15 to 30 minutes).

In my Parish, Saint Martin of Tours, there is a prayer group which goes to the homes of the faithful who so wish; this group prays with the families and implores the intercession of the Virgin Mary, our Lady of Sorrows, that God may save the souls in Purgatory.

In Christ


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Contemplate this Holy Year, by starting from the Cross

On Mount Calvary, in front of the Cross, it is better not to talk or to cry out but only to contemplate.    Let us contemplate the Cross as a synthesis of all those who give their lives for love.  Let us also contemplate this Holy Year which has ended, by starting from the Cross; let us contemplate it, not by referring to numbers, or to major events but only to the Mystery of the Cross.   I would also like to say let us contemplate the Evangelii Gaudium, Laudato Sì, Amoris Laetitia, Pope Francis’s three great documents as well, starting here, from a Pope who just like Jesus wishes to give his life for  the human family he so loves and who tells the Church “You must do this too” as he tells each and everyone of us.  We have received with joy  Pope Francis’s  Apostolic Letter  “Misericordia et Misera” in order to listen to the final words of the Bishop of Rome on the Holy Year of Mercy.

Meanwhile let us contemplate the Cross. ”Ecce Homo”.  Whoever sees this man on the cross sees God, our faith tells us.  It is Jesus on the Cross not Caifa . This point is very important.   We have to be careful of the Politics which wants to defend religion.   How often do we hear that such and such a politician or party defends  Catholic values? We must be careful because there is the risk of turning God’s house into a market or a cavern of thieves;  indeed, it is not a risk but almost a certainty. We must rather ask  Politics, the kingdoms of this world that is,  with force to defend the dignity and freedom of men and women, of all men and women and especially, today, migrants and all minorities.  Let us therefore ask Trump and Putin and other world leaders, to make peace but real peace. Not only do we have to fear when the Mighty make war but also when they make peace.  Jesus was nailed to the Cross when Pilate and Herod made peace over Him, on His suffering.

Let us pray for a peace which will never again be shouldered by the poor.   For example, a peace made  when brandishing arms is not true peace.    Nor can peace between people who in private are immoral or amoral  be called peace.

Let us pray then to Jesus with his two biblical titles.  Let us pray today to Christ the King of Peace.  A kingdom which is freeing itself of all the cloaks and crowns of Constantine as a result of the enormous missionary efforts made by Pope Francis; the kingdom of Christ  is Peace and Mercy.   Let us pray to Christ the King of Peace and Mercy. Let us then pray to the Son of Man who, even though he was the son learned obedience from the things he suffered: Jesus King of Peace and Mercy suffered the violence of Power which rebelled against him;  power, also causes the Pope to suffer, but just like Jesus, he doesn’t answer. 

It might appear that by dying on the Cross, Jesus lost;  it might appear that the Church of Mercy is destined to lose;  so mighty is Power. Instead, Christ has already won, the Pope of Mercy has already won, because mercy is not only in the hands of certain holy people whom we meet throughout history but also in the hands of Our Father who is in Heaven.

That cross, that Son of Man, was resurrected by the Father who made him the Lord!  Where? On which throne? Not on any throne. This King’s throne is the conscience of those men and women who believe in mercy, peace, dialogue, ecumenism and universal brotherhood and are prepared to give their life for this faith.   This is why the Church of Mercy has already won.   For the other worldly things, we may have many teachers but when we enter the sphere of pain and death, there is no teacher;  all voices fall silent.  Only from this Pulpit which is the Cross, can the suffering experienced by so many poor people teach us to listen and to contemplate a love  which is even greater than death.   Only a Church of Mercy is the Church of Christ.