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"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)

Il papa in Armenia dallo “sradicamento sanguinoso” al cuore nuovo.

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Papa Francesco andrà venerdì 24 giugno in Armenia per tre giorni e a fine settembre sarà pellegrino in Georgia e Azerbaigian, visitando così tutta la regione del Caucaso. Sabato il Papa incontrerà alcuni discendenti di sopravvissuti al «Metz Yeghern», il cosiddetto “sradicamento sanguinoso” quando gli armeni furono vittime della persecuzione dell’impero ottomano nel 1915; il termine che si usa per ricordare questa tragedia che ha coinvolto un milione e mezzo di persone è anche «genocidio» una parola contestata dalla Turchia.

Il portavoce del papa Padre Lombardi durante il briefing di presentazione del pellegrinaggio ha ricordato la cerimonia presieduta a San Pietro da papa Francesco il 12 aprile 2015 nel centenario del «Metz Yeghern». Papa Francesco, citò in quella occasione la dichiarazione comune firmata a Etchmiadzin nel 2001 da Giovanni Paolo II e Karekin II, e parlò del «primo genocidio del XX secolo», usando appunto il termine, «genocidio». La Turchia,(paese che il papa ha già visitato nel 2014) richiamò per diversi mesi ad Ankara il proprio ambasciatore presso la Santa Sede.

Padre Lombardi, a proposito della differenza tra il termine «Metz Yeghern» e «genocidio», ha così risposto ad una domanda:«Rispondo con quello che mi ha detto un mio amico armeno, che la parola Metz Yeghern è anche più forte di quello che dice la parola genocidio, e io preferisco usare questa parola proprio per non essere intrappolato dalle domande che non fanno che ruotare attorno all’uso di una parola. Nessuno di noi nega che ci siano stati massacri orribili, lo sappiamo molto bene e lo riconosciamo, e andiamo al memoriale per ricordarlo, ma non vogliamo fare di questo una trappola di discussione politico-sociologico perché andiamo alla sostanza».

La sostanza è che papa Francesco visitando le tre regioni del Caucaso si fa pellegrino di pace e di riconciliazione, percorrendo anche un cammino ecumenico , particolarmente importante in questi giorni nei quali a Creta si sta svolgendo un concilio ortodosso.

Tra i motivi del viaggio ha ricordato ancora padre Lombardi, ci sono la restituzione della visita che il Catholicos armeno Karekin II, patriarca della chiesa apostolica armena, ha fatto al Papa, incoraggiare la locale comunità cattolica, e manifestare a tutto il popolo armeno il sostegno e l’amicizia del papa. La Chiesa Armena è una Chiesa indipendente sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa-

Il cristianesimo in Armenia risale al I secolo, quando secondo la tradizione venne introdotto da Bartolomeo e Taddeo, due degli apostoli. L’Armenia fu la prima nazione ad elevare il Cristianesimo a religione di Stato. Il Re Arsacide Tiridate III, venne convertito e battezzato con la sua corte da Gregorio Illuminatore nel 301. Il Cristianesimo in Armenia ebbe poi un rapido sviluppo anche grazie alla traduzione in lingua armena della Bibbia dal parte del teologo e monaco Mesrop Mashtots.

Il video messaggio che papa Francesco ha inviato al popolo armeno pochi giorni fa in preparazione del pellegrinaggio è il miglior viatico per i giorni che verranno:”Con l’aiuto di Dio vengo tra voi per compiere, come dice il motto del viaggio, una “visita al primo paese cristiano”. Vengo come pellegrino, in questo Anno Giubilare, per attingere alla sapienza antica del vostro popolo e abbeverarmi alle sorgenti della vostra fede, rocciosa come le vostre famose croci scolpite nella pietra.[…] La vostra storia e le vicende del vostro amato popolo suscitano in me ammirazione e dolore: ammirazione, perché avete trovato nella croce di Gesù e nel vostro ingegno la forza di rialzarvi sempre, anche da sofferenze che sono tra le più terribili che l’umanità ricordi; dolore, per le tragedie che i vostri padri hanno vissuto nella loro carne. Ai ricordi dolorosi non permettiamo di impadronirsi del nostro cuore; “

Prima di tornare a Roma il Papa pregherà nel monastero di Khor Virap, luogo del pozzo in cui, secondo la tradizione, fu in prigione per dodici anni Gregorio l’Illuminatore, fondatore del cristianesimo in Armenia. Il papa libererà delle colombe in direzione del monte Ararat e come sottolinea ancora Padre Lombardi si troverà «vicinissimo al confine con la Turchia» e liberare le colombe «in direzione del monte Ararat» è «un messaggio che ha significato».

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Author: ConAltriOcchi

"C'e' un solo modo di vedere le cose, finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" (Picasso)

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