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"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)

Migranti e rifugiati, nostri fratelli

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Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018

“Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati” è il titolo del Messaggio del Santo Padre Francesco per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra oggi 14 gennaio 2018. Sono quattro verbi molto chiari che impegnano la Chiesa, le istituzioni nazionali e internazionali, tutti gli uomini di buona volontà ad uno sforzo urgente e quotidiano. Ricorda il papa all’inizio del Suo messaggio il libro del Levitico: «Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio» ( Lv 19,34). Così prosegue Francesco: “Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca” (cfr Mt 25,35-43).

L’incontro con Gesù oggi si rivela anche nella comunione con i fratelli migranti e rifugiati. Il nostro mondo, oggi lo vediamo bene, è invaso dalle genti; sono figli e figlie, non stranieri; sono figli e figlie non immigrati.

La presenza del Signore si manifesta sempre di più nella conpresenza di tutti i popoli; essi non vengono a mani vuote ma portano doni, che non sono le singoli cose naturalmente, portano una spiritualità una cultura una tradizione una umanità. Si parla spesso a proposito delle migrazioni, di Esodo biblico; si tratta invece di una Epifania, una manifestazione del Signore che viene.

Scrive ancora il papa nel Suo messaggio:” L’integrazione non è un’assimilazione, che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale. Il contatto con l’altro porta piuttosto a scoprirne il “segreto”, ad aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza reciproca. È un processo prolungato che mira a formare società e culture, rendendole sempre più riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini”.

Risultati immagini per Migranti e rifugiati giornata mondiale 2018

Il Signore Gesù ci testimonia la paternità di Dio, che ha mandato Suo Figlio per ricostruire un mondo secondo le misure dell’amore, dove  la pecora smarrita, la pietra scartata, il figliol prodigo sono oggetto della cura, dell’attenzione e della misericordia del Padre. Un Padre che desidera che tutti siano salvi e che tutti siano riconosciuti nella loro dignità.

Convertirsi significa anche superare come un’antitesi, tra quelli di dentro e quelli di fuori, tra coloro che sono nati in un territorio e coloro che vi arrivano, e superarla in una sintesi che è quella dell’amore, nella quale si va al di là di se stessi, andando incontro allo smarrimento di tanti uomini e donne.

Le istituzioni internazionali stanno prendendo sempre più coscienza del fenomeno migratorio. Il Vertice delle Nazioni Unite, svolto a New York il 19 settembre 2016, ha manifestato la  volontà di intensificare gli sforzi  a favore dei migranti e dei rifugiati per salvare le loro vite e proteggere i loro diritti, condividendo tale responsabilità a livello globale. A tal fine, gli Stati si sono impegnati a scrivere ed approvare entro la fine del 2018 due patti globali ( Global Compacts ), uno dedicato ai rifugiati e uno riguardante i migranti.

La Chiesa che da sempre ha elaborato una riflessione sul problema dei migranti e dei rifugiati, ultimamente tramite la Sezione Migranti e Rifugiati ( guidata personalmente dal papa) del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, dopo essersi consultata con varie conferenze episcopali e ONG cattoliche  ha elaborato Venti Punti di Azione che sono fondati sulle cosiddette “buone pratiche” una  risposta concreta e attuabile.

Impariamo a capire e accogliere tutti coloro che soffrono la guerra o la fame. E ricerchiamo con coraggio nelle nostre “virtù” anche il loro carattere spesso farisaico e settario, per entrare dentro un’altra misura della fraternità umana, basata sulla riconciliazione. Non basta fare del Vangelo la norma di uno strano galateo di comportamento: questa è ipocrisia. Occorre eliminare ogni ostacolo sulla via della fraternità e fare della casa del Padre veramente la casa di tutti, dove nessuno sia scartato.

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Author: ConAltriOcchi

"C'e' un solo modo di vedere le cose, finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" (Picasso)

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