ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)

La Chiesa e le donne

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Don Francesco Pesce

« E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. […] Allora l’uomo disse: “Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta.” […] Alla donna disse: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà »(Genesi 1,27; 2,23; 3,16)

La Bibbia inizia raccontando  che l’ uomo e la  donna sono creati insieme, in armonia e con  la stessa dignità. Purtroppo le nefaste interpretazioni del mistero del peccato originale, ancora non del tutto superate, hanno contribuito a relegare la donna ad un ruolo subalterno e strumentale rispetto all’uomo. Così l’Antico Testamento ha accompagnato senza modificarla una società patriarcale e maschilista, dove la Legge restringeva considerevolmente le libertà della donna considerata solo legata alla maternità e alla procreazione, come d’altronde in molte altre società.

Nei vangeli Gesù compie nei principi e nei fatti una vera e propria rivoluzione: difende una prostituta dalla lapidazione; si ferma a parlare con una samaritana – i samaritani erano un po considerati come una sorta di “eretici”; si fa toccare da un ammalata, l’emorroissa e la guarisce per la sua fede… Infine, Gesù risorto appare  per primo a due donne, che diventano le prime annunciatrici della Pasqua. Già l’Apostolo Paolo pur nella sua visione egualitaria del mondo: “non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal3,28), opera un ridimensionamento della rivoluzione di Gesù.: “Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.  Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo è senza la donna;  come infatti la donna deriva dall’uomo, così l’uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto?  Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli,  mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio” (1 Cor 11,3-16).

Nella storia della Chiesa che via via si è sviluppata alcune donne cariche come le altre di questi e altri pregiudizi, hanno però saputo però imporsi attraverso la santità, la testimonianza e il coraggio della loro vita.  Pensiamo a Matilde di Canossa al tempo della lotta per le investiture; Monica, mistica madre di Agostino; Ildegarda di Bingen, polivalente donna di arte, cultura e fede; Chiara di Assisi, tanto vicina a Francesco; Teresa D’Avila e Caterina da Siena, prime donne dopo duemila anni di cristianesimo proclamate da Paolo VI  nel 1970 dottore della Chiesa; e tantissime altre, fino ad arrivare ai tempi moderni e contemporanei con Teresa di Lisieux, Edith Stein, Simone Weil, Madre Teresa di Calcutta, Gianna Beretta Molla.

Gli ultimi papi hanno preso pienamente coscienza dei ritardi storici  a riguardo della dignità e del ruolo donne nella Chiesa. Il problema risiede oggi nella Chiesa istituzione che si è sclerotizzata in qualche sua parte, in un apparato rigido e tradizionalista, che ha bisogno di urgente, necessaria e non  più rinviabile apertura verso la donna, per metterne a disposizione al meglio gli specifici carismi, il “genio”, parafrasando Giovanni Paolo II. 

Tutto questo si può fare tornando alla Chiesa della Pentecoste e del Concilio. La Chiesa degli inizi, descritta negli Atti degli Apostoli, ci chiede di lasciarci guidare dallo Spirito Santo. La sua presenza è vita per ognuno. Il Concilio Vaticano II  non ha paura di dirci che questa presenza è universale, diffusa quanto è diffusa l’umanità: “Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale” (GS 22).

La Chiesa a volte misogena (come parte della società) ha pensato lo Spirito in termini ristretti, di categorie, di passato, mentre il presente e il futuro  attendono risposte creative; queste risposte devono nobilitare e valorizzare le donne nella Chiesa, a beneficio di tutto il Popolo di Dio, e anche del papa, dei vescovi e dei preti. Se noi parliamo secondo lo Spirito dobbiamo parlare in modo tale che la nostra parola sia maschile e femminile insieme. Abbiamo bisogno di questo riposizionamento perché l’alternativa è il ritorno del passato più oscuro e una Chiesa quasi fuori dalla realtà perché una meta’ ne è quasi esclusa.

 “Si trovavano tutti insieme nello stesso luogo” (At 2,1)  Nel  cenacolo che fu il luogo della lavanda dei piedi, della Eucaristia erano tutti insieme; certamente li univa la paura, il  lutto per la scomparsa del Maestro, ma erano tutti insieme,uomini e donne. In quello stare insieme a Pentecoste  irrompe lo Spirito che fa nuove tutte le cose. La Chiesa deve sempre ripartire da questo stare insieme, domenica dopo domenica, perchè solo in questo modo la presenza del Cristo Risorto sarà riconosciuta. Non  tradiamo ancora una volta il Risorto e  la missione del Suo Spirito. Saranno proprio i suoi frutti e non le dichiarazioni di intenti a darcene testimonianza.

 

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Author: ConAltriOcchi

"C'e' un solo modo di vedere le cose, finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" (Picasso)

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