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"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)

Purificazione ma non separazione. Il Giubileo dei carcerati

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E’ molto rilevante che uno degli ultimi grandi eventi dell’Anno Santo della Misericordia sia il “Giubileo dei carcerati” che avrà il suo culmine domani mattina con la messa celebrata da papa Francesco. I detenuti con i loro famigliari, il personale penitenziario, i cappellani delle carceri, le associazioni che offrono assistenza all’interno e all’esterno delle carceri, tutti insieme celebrano questo evento che racchiude in sé molti significati. Un primo importante significato è quello sociale.

I detenuti scontando le loro pene, compiono certamente un cammino di purificazione. Questo cammino però non può essere un cammino separato dagli affetti personali, dal mondo che è fuori; oggi la società, il nostro sistema giudiziario, hanno ben compreso che il reinserimento del carcerato, scontata la pena detentiva, non può che iniziare nel carcere stesso, dove non è più possibile rompere con durezza i legami famigliari e amicali. Un cammino di riabilitazione che diminuisse, gli amori, gli affetti, le amicizie, non sarebbe un cammino civile che rispetti la dignità della persona. Il nostro vero tesoro umano che è l’amore, lo portiamo con noi anche in carcere ed è forse la motivazione più profonda per riflettere sui propri errori, e la forza per guardare al futuro.

Saranno più di mille le persone detenute che domani potranno assistere alla Santa Messa; provengono da vari paesi e tra loro ci saranno anche dei “minori”, persone agli arresti domiciliari e anche ergastolani. Ecco allora il significato mondiale di questa giornata giubilare. Il “problema carceri” è un discorso internazionale. Sottolineava pochi giorni fa il fondatore di Libera don Ciotti :” il carcere è troppo spesso la scorciatoia,la soluzione tampone,per non affrontare problemi che invece andrebbero affrontati alla radice con politiche sociali, educative e lavorative. Il carcere non può essere la risposta all’emarginazione e alla povertà”.

Giubileo e carceri, libertà e detenzione; solo lo Spirito può fare sintesi tra queste apparenti antinomie. Visitare i carcerati è una straordinaria opera di misericordia, ma forse è anche la meno praticata. “Venite benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo, perché io ero carcerato e siete venuti a trovarmi “(Mt 25,36). La Parola di Dio è molto chiara e su questa Parola avverrà il giudizio.

Gesù facendosi uomo aveva preso la forma del servo sofferente ci ricorda il profeta Isaia;pregare per le vittime, ma anche per i carnefici è un servizio; gli uomini hanno diritto anzi hanno bisogno di vedere una chiesa che serve,che aiuti la riconciliazione,hanno bisogno di vedere che la chiesa, continua nella storia la Carità di Cristo, che Gesù ha direi istituito con un gesto quasi sacramentale, la lavanda dei piedi :” se sapete queste cose,siete beati se le fate”(Gv 13,17) .Capite quello che vi ho fatto? Ci domanda ogni giorno Gesù servo sofferente. Abbiamo sempre più strumenti per capire le cose del mondo, ma questa cosa qui della lavanda dei piedi,ancora non la abbiamo capita;questo gesto è un capovolgimento, dei sistemi economici, come di quelli politici, è un capovolgimento di un certo modo di essere chiesa, è un capovolgimento di ognuno di noi. “io vi ho dato un esempio affinchè anche voi facciate come vi ho fatto”(Gv 13,15).

Lavorare, studiare, pregare, affinchè le periferie esistenziali diventino luoghi di riconciliazione e riscatto umano è un dovere civico e cristiano. Gli uomini, le istituzioni, i partiti politici che vogliono chiudere definitivamente le porte del carcere e buttare via la chiave, né dovranno rispondere alla storia e a Dio.

La prossima settimana, da venerdì 11 a domenica 13 novembre si svolgerà il Giubileo delle Persone socialmente escluse, quelle che sono ai margine della società. Il Giubileo poi finirà. Carcerati e socialmente esclusi. Per papa Francesco gli ultimi sono già i primi nel cuore di Dio.

 

 

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Author: ConAltriOcchi

"C'e' un solo modo di vedere le cose, finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" (Picasso)

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