ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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Il grande Abisso

Chi ha molti denari e molte sicurezze,, rischia di vivere come gli «spensierati di Sion» di cui parla Amos, e si costruisce un mondo tutto suo, e anche se alla sua porta ci sono migliaia di Lazzari nemmeno se ne accorge. L’ epulone dei nostri anni a volte se ne accorge e allora fa qualche elemosina per i poveri, dona qualche vestito vecchio che non mette più, pur di non avere il disturbo dei Lazzari alla sua porta.
In tutte la Chiesa cattolica oggi si legge la parabola del Ricco Epulone ma domani Lazzaro starà come oggi. Niente cambia. Purtroppo il messaggio di Gesù è stato spesso imprigionato nel sistema e lo abbiamo un po’ reso innocuo; non incide più nella nostra vita reale. Questo è l’abisso di cui parla il oggi il Vangelo. .Inoltre tutti vediamo che l’abisso tra i Lazzari e gli epuloni si è allargato a dismisura.
Noi epuloni abbiamo da secoli deciso che non si può consentire la promiscuità tra chi è dentro e chi è fuori. Lazzaro deve stare fuori dal sistema,dalle nostre città, la bibbia direbbe dall’accampamento. Lazzaro poi non solo è escluso ma deve essere anche convinto che sia normale così, che sia giusto. L’esclusione lo tocca dentro, nella coscienza.
La nostra società però dice di ispirarsi ai grandi principi del cristianesimo, dell’illuminismo,della democrazia e allora prova ( fa finta?) ad inserire dentro di se Lazzaro l’escluso, ma non ci riesce, perché dovrebbe contestare se stessa nei propri principi costitutivi. Gli immigrati sono i Lazzari del ventunesimo secolo, e noi sappiamo solo allargare il fossato.
I cristiani non sì dimentichino che Dio sta dalla parte dei Lazzari, anzi Dio in questo mondo è Lazzaro.Gesù è andato fra gli immondi per insegnare loro a smettere di dirsi immondi, a guardare le nostre città,il nostro sistema e scoprire che il vero Lazzaro,il vero immondo è proprio il sistema. Questa è la rivoluzione cristiana. Gesù è venuto a svegliare la coscienza degli esclusi perché smettano di considerarsi legittimamente esclusi, perché sappiano che la dignità e un loro diritto inalienabile.Il sistema poi ha provato ad addomesticare Gesù “promuovendolo” a tutore dell’ordine ma Lui si è divincolato, andando contro ad un sistema che esclude,ribellandosi al potere politico/religioso e a quello economico. Per questo è stato crocifisso come un Lazzaro qualunque:”Come un delinquente voi lo avete appeso ad un legno”.dice Pietro, nel primo discorso dopo la Pentecoste. Le Beatitudini ci dicono che i Lazzari hanno già vinto in Cristo la loro battaglia di dignità.Ora ci stanno venendo incontro,e sono milioni.Non ci vogliono distruggere, ma dirci la Parola della salvezza che è stata loro affidata. Beati i Poveri perché vostro è il Regno di Dio dirà Gesù.Vostro è il segreto della vita.

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La ricchezza strumento nelle nostre mani

don Francesco Pesce

Le ricchezze non sono un fine, ma uno strumento nelle mani degli uomini; spesso sono diventate uno strumento iniquo perché l’uomo se ne è servito per dominare gli altri uomini e assoggettare interi popoli al controllo di alcune elite. Siamo arrivati nella storia perfino allo sterminio programmato e calcolato dei poveri, come ricorda il profeta Amos. Grazie a Dio il progresso culturale dei popoli sta favorendo una sempre maggiore presa di coscienza, circa il bisogno di una più equa distribuzione delle ricchezze del pianeta. Alcune organizzazioni internazionali e alcune nazioni più sviluppate stanno lottando per nuovi equilibri sociali, ma la battaglia è ancora molto lunga e difficile. Gesù invita i suoi discepoli ad essere “scaltri” nell’uso delle ricchezze. Chiede ad ognuno di noi un diverso rapporto con le ricchezze sia sul piano individuale che in quello comunitario. Proprio per questo non può più bastare il gesto privato della elemosina; bisogna agire perché la ricchezza possa diventare uno strumento di liberazione e di riconciliazione tra i popoli; questa è la concretezza del vangelo, che per sua natura è un fatto sociale. La storia ci insegna che non pochi si sono allontanati dalla Chiesa e dalla fede, perché hanno ricevuto una cattiva testimonianza nell’uso del denaro e delle ricchezze. Assistiamo poi in questi anni come cristiani e cittadini del mondo a due fatti molto importanti. Papa Francesco sta testimoniando la possibilità concreta di una Chiesa povera per i poveri, ed è uno straordinario dono del Signore, un esempio che ci stimola a sempre nuova conversione. Inoltre al contempo assistiamo al fatto che molti poveri, si stanno -potremmo dire così- riprendendo il vangelo, spesso a loro nascosto, dietro parole di circostanza e umilianti elemosina. I poveri oggi sono coscienti che il vangelo è prima di tutto per loro, e non sono più disposti ad aspettare per i loro diritti e la loro dignità. Rileggiamo e meditiamo attentamente a questo proposito le parole profetiche di don Primo Mazzolari, prete povero tra i poveri:” io non ho mai contato i poveri, perché i poveri non si possono contare; i poveri si abbracciano, non si contano. Eppure c’è chi tiene la statistica dei poveri, e ne ha paura; paura di una pazienza che si può anche stancare, paura di un silenzio che potrebbe diventare un urlo ,paura di un lamento che potrebbe diventare un canto, paura dei loro stracci che potrebbero farsi bandiera, paura dei loro arnesi che potrebbero farsi barricata.” Io credo che stia già avvenendo.


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Le Olimpiadi dei poveri

Riceviamo e mettiamo a disposizione nel nostro sito una riflessione cristiana sulle Olimpiadi, che come tutti sanno si stanno svolgendo a Rio de Janeiro in Brasile. E’ stata scritta da Suor Evanilda, brasiliana, dolce e amabile, che si é occupata per tanto tempo in Italia dell’educazione dei bambini e del catechismo in preparazione alla prima comunione, e recentemente é tornata nel  suo Paese. La ringraziamo di cuore e speriamo che possa di tanto in tanto contribuire al blog con la sua testimonianza dall’America Latina, il continente dove vive una gran parte dei cristiani e che ci ha donato il nostro amato Papa Francesco. Un continente di grande sviluppo socio-economico, ma dove permangono importanti contraddizioni e sfide, come le diseguaglianze sociali e la crescita delle sette. Nel logo delle olimpiadi 2016 campeggia la scritta “un mondo nuovo”. Ci domandiamo, anche alla luce della riflessione di sour Evanilda se questo mondo nuovo é aperto per tutti e per tutti presenta le stesse opportunitá.

Dal Brasile, Suor Evanilda

I giovani raccontano che questae Olimpiadi sono una vera opportunità per mettere a fuoco i propri talenti e stimolare altri giovani a saper scoprire le proprie capacità e cogliere altre opportunitá. Dicono che é un modo per far festa, conoscere altre culture e creare fratellanza. Non tutti però possono mettere a frutto questa possibilità.  Per i poveri  infatti, le Olimipiadi di Rio sono esclusivamente un modo di poter lavorare e guadagnare qualcosa in più. Una piccola speranza per migliorare la loro situazione di miseria e povertà.

Vedo e ascolto dai racconti dei ragazzi che incontro ogni giorno che le Olimpiadi qui da noi in Brasile purtroppo sono riservate solo ai più ricchi. I poveri sono esclusi non solo dalla partecipazione ma anche dall’assistere ai giochi, perché i prezzi dei biglietti sono molto alti e non possono permetterseli. Nel nostro Brasile spesso va tutto a finire nelle tasche dei potenti e dei ricchi e questo è uno scandalo non più sopportabile. Nonostante i grandi progressi sociali ed economici, credo che il Brasile debba molto crescere e migliorare in modo particolare per promuovere con piú forza l’accesso alle cure sanitarie e all’istruzione.

Le Olimpiadi  se non portano al bene di tutti non servono a nulla. Possono anche  creare  rabbia e risentimento, perché i poveri sono esclusi e molti giovani  non possono partecipare. Il Brasile non può far vedere solo la sua grande e magnifica creatività e arte. Deve  occuparsi prima di tutto di dare al tutto il popolo brasiliano ciò che gli spetta – lavoro, assistenza sanitaria, istruzione – ed essere capace di distribuire secondo giustizia e verità. 

Certamente è una cosa ottima organizzare le Olimpiadi, perché questo evento porta molti giovani a credere nelle proprie competenze, con la speranza che i loro sogni si possano finalmente realizzare. Spegnere i sogni dei giovani è quasi come un omicidio. Purtroppo la realtà e che i poveri soffrono perché il loro accesso a queste Olimpiadi non è possibile a causa del prezzo dei biglietti per le varie gare sportive, per cui la maggioranza rimane fuori nelle periferie. In termini di opportunitá, se va bene i poveri riescono a guadagnare qualcosa servendo qualche bibita o vendendo delle cianfrusaglie nelle loro baracche o per le strade tra i turisti.

Il Brasile può molto migliorare anche dopo le Olimpiadi, se guarderá il futuro con speranza cercando di investire risorse e imparando dal passato con lo sforzo di non continuare a ripetere gli stessi errori. Che Dio faccia sorgere dei governanti saggi e illuminati, che  soccorrano gli ultimi, coloro che non hanno voce, chi non ha  diritti e dignità. Ancora oggi, purtroppo, da una parte ci sono i poveri delle Favelas che continuano a essere esclusi, dall’altra parte i ricchi e i potenti che godono e fanno festa.