ConAltriOcchi blog – 以不同的眼光看世界-博客

"C'è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi" – "There is only one way to see things, until someone shows us how to look at them with different eyes" (Picasso) – "人观察事物的方式只有一种,除非有人让我们学会怎样以不同的眼光看世界" (毕加索)


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受造界时期节,一个保护大自然的祈祷与行动

我们把罗马教区周刊2019年9月4日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

方济各神父

重新推出教宗方济各「愿祢受赞颂」通谕的实现是很迫切的,从在普世程度上分享为环境努力的时期开始,直到10月4日为止。

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我们周围的受造物在我们眼前被破坏了,正是由应该关心维护它的我们给弄死了。受造物反复受到暴力了,有如一只受伤的动物一样反抗。我们精神分裂症的人类中心论让我们认为自己是主人,而海、山、空气、水、和土成为了我们的奴隶。人类和宇宙之间的「新约」是很迫切的。人类回到维护者与仆人的身份是很迫切的,好使受造物的呻吟不再是悲哀的,而是希望的呻吟。在我们平凡的教理中加入教宗方济各的通谕「愿祢受赞颂」是很迫切的。

教会、教区、堂区教会、各式各样的教会现实、和家庭,我们每个人都能够是标志,是哨兵,对我们说,在我们是天主肖像的本质内,可能有这种普遍的视野,也就是与整个受造界和好,因为在基督内和好已经开始了。9月1日星期天(在亚马逊特殊主教会议之前几个星期)举行的照料受造界世界祈祷日可能是这任务的宝贵的机会,有感的前行不会因世界祈祷日和受造界时期节而耗尽;受造界时期节是一个由普世圣公宗、路德宗世界连盟、普世教会协会及世界福音联盟和天主教会共同分享的活动,是一个将于10月4日圣方济各主保日结束的「祈祷与行动」的时期。

这圣言已托付给我们了:「天主曾藉基督使我们与他自己和好,并将这和好的职务赐给了我们。」(格 后 五,18-20)。信仰没有受任何结构的维护,它不是历史性的选择,而是在人类创造历史道路上迈进的内在动力,直到与天主完全共融,祂将是所有人里的一切。「我几时软弱,正是我有能力的时候」。我经常也会想到圣保禄宗徒在格林多人后书所写的这句话。在面对我们正在经历的生态悲剧的时候,我们不要害怕我们的脆弱和有时的无力感;我们也不要害怕我们反对受造界的罪过,因为我们经历这一切时,天主的权力就会显现出来,祂不让我们孤独,祂领导并支持我们。

所以受造界的时期首先是个祈祷的时期,为了不断地重新体会天主就是通过我们的脆弱来实现奇迹。如教宗方济各在世界日文告里所写的,「在这时期中,我很热心地邀请教友们潜心祈祷,此时期从一个在普世范围中产生的合适活动成为了受造界时期节:一个为了共同家庭的利益,有更激烈的祈祷与行动的时期」。

圣保禄宗徒的话也是先知性的话。当聆听受造界的呐喊,轮到我们时,我们也呐喊,已没有很多时间从环境衰退中恢复受造界,呐喊是为了向未来开启。要呐喊,即便我们清楚知道先知们「在家里」所说有希望的话不可能被聆听。受造界时期也是「失衡」的时期,那里一个负责任的爱可使我们与我们平衡的受害者和好,而受害者有好几百万呢。在我们的星球上有一半居民问我们,他们为何没有足够的食物,为何处于生存的极限,为何清水、空气,海洋都被毁了。圣经提醒我们,我们要用事实和真理来回答。「我们成为他所造之物中的初果。」(雅 一,18)。初果的意思不代表我们是最强的,而代表我们是首先生出来的,预先收获的果子。我们得到了世界预期该是什么的非凡、美妙的任务。


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一种普遍的大爱

丙年常年期第二十二主日默想

方济各神父

 在前几节经文内耶稣说过宴会的客人是穷人与被排斥的人,因为他们跟耶稣一样。现在祂叫门徒们看清楚他们是否处在那些人中。

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穷人,因为他们给予、把他们所有的一切与他人共享。「同样,你们中不论是谁,如不舍弃他的一切所有,不能做我的门徒。」

被排斥的,因为他们在所有权力之外,他们没有任何权力,但拥有权威。

 耶稣说话生硬:「如果谁来就我,而不恼恨自己的父亲、母亲、妻子、儿女、兄弟、姊妹,甚至自己的性命,不能做我的门徒。」。在这里,恼恨意味着打开一个更广阔的视野,一个更大的担忧。每个爱必须放在一个更大的背景中,也就是对全世界的爱,并要与祂有关。

 耶稣邀请我们背上祂的十字架,这没有接受痛苦的意思。而在表示一个生活上的选择。

 我们知道十字架对耶稣来讲代表什么:没有防御或带上面具地度生活,反对所有说过「把祂钉在十字架上」的权力和舆论。

十字架的选择是个生活上的选择,是拥抱一个更大的项目,关乎我的家庭、我的团体、我的党派,它是一个普世的项目,而它的标志是对人类的爱,是从所有奴隶制度中解放人类。关于奴隶,需要用圣保禄宗徒对费肋孟讲的同一句话说:「就是为我在锁链中所生的儿子敖乃息摩来求你。我现今把他给你打发回去,他是我的心肝。」

在专门献给受造界的月份中,也要对受造界做个生活上的选择。教会、教区、堂区、各式各样的教会现实、和家庭,我们每个人都能够是标志,是哨兵,对我们说,在我们是天主肖像的本质内,可能有这种普遍的视野,也就是与整个受造界和好,因为在基督内和好已经开始了。

天主曾藉基督使我们与他自己和好,并将这和好的职务赐给了我们。」(格 后 五,18-20)

这圣言已托付给我们了。信仰没有受任何结构的维护,它不是历史性的选择,而是在人类创造历史道路上迈进的内在动力,直到与天主完全共融,祂将是所有人里的一切。

「我几时软弱,正是我有能力的时候」。我经常也会想到圣保禄宗徒在格林多人后书所写的这句话。在面对我们正在经历的生态悲剧的时候,我们不要害怕我们的脆弱和有时的无力感;我们也不要害怕我们反对受造界的罪过,因为我们经历这一切时,天主的权力就会显现出来,祂不让我们孤独,祂领导并支持我们。所以受造界的时期首先是个祈祷的时期,为了不断地重新体会天主就是通过我们的脆弱来实现奇迹。

圣保禄宗徒的话也是先知性的话。当聆听受造界的呐喊,轮到我们时,我们也呐喊,已没有很多时间从环境衰退中恢复受造界,呐喊是为了向未来开启。要呐喊,即便我们清楚知道先知们「在家里」所说有希望的话不可能被聆听。受造界时期也是「失衡」的时期,那里一个负责任的爱可使我们与我们平衡的受害者和好,而受害者有好几百万呢。

在我们的星球上有一半居民问我们,他们为何没有足够的食物,为何处于生存的极限,为何清水、空气,海洋都被毁了。圣经提醒我们,我们要用事实和真理来回答。「我们成为他所造之物中的初果。」(雅 一,18)。初果的意思不代表我们是最强的,而代表我们是首先生出来的,预先收获的果子。我们得到了世界预期该是什么的非凡、美妙的任务。


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Un Amore universale

Riflessioni sul Vangelo della Domenica XXII del Tempo Ordinario Anno C 

Don Francesco Pesce

Nei versetti precedenti Gesù aveva detto che gli invitati al banchetto sono i poveri e gli esclusi perché erano come Gesù. Ora dice ai discepoli di vedere bene se si trovano tra quelli.

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Poveri perché donano, mettono in comune quello che hanno.Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.

Esclusi perché sono fuori da ogni potere, non hanno alcun potere, ma autorità.

Gesù dice una parola dura: “Chi non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Odiare qui vuol dire aprirsi ad un più vasto orizzonte, una più grande preoccupazione. Ogni amore deve essere inserito in un contesto più grande, l’amore per il mondo intero ed essere relativo a Lui.

Gesù invita a prendere la sua croce, che non significa accettare il dolore. Indica una scelta di vita.

Sappiamo cosa fu per Gesù la croce: passare in mezzo alla vita senza difese nè maschere, mettendosi contro ogni potere e contro l’opinione pubblica che diceva: “crucifige”.

La scelta della croce è una scelta di vita, è l’abbracciare un progetto più grande della mia famiglia, del mio gruppo, del mio partito, è un progetto universale il cui segno è l’amore per l’umanità, la liberazione dell’umanità da tutte le schiavitù. Serve dire come San Paolo a Filèmone circa lo schiavo: “Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore”.

Fare una scelta di vita anche verso il Creato nel mese dedicato proprio a questo. La Chiesa, la diocesi, le parrocchie, le varie realtà ecclesiali, le famiglie, ognuno di noi, possono essere un segno, la sentinella che dice che è possibile, anzi è nella nostra natura, immagine di Dio, avere questo sguardo universale, che è la riconciliazione, con il Creato intero, perché in Cristo la riconciliazione è già cominciata.

“Dio ha riconciliato a sè il mondo in Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione” (2Cor5,18-20).

A noi è stata affidata questa Parola. La fede non è difesa di nessuna struttura, non è alternativa storica ma animazione interna al cammino della storia della creazione dell’uomo, fino alla piena comunione con Dio che sarà tutto in tutti.

“Quando sono debole, è allora che sono forte”. Penso spesso anche a queste altre parole di San Paolo, contenute nella seconda Lettera ai Corinzi. Non dobbiamo aver paura della nostra debolezza e a volte anche impotenza, nell’affrontare il dramma ecologico che stiamo vivendo; non dobbiamo aver paura neanche del nostro peccato contro la Creazione, perché nel momento in cui facciamo esperienza di tutto questo, si manifesta la potenza di Dio, che non ci lascia soli, ma ci guida e ci sostiene. Per questo il Tempo del Creato è prima di tutto un tempo di preghiera per gustare sempre di nuovo che è Dio che opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza.”

Le parole di San Paolo sono anche parole profetiche. Ascoltare il grido del Creato e, a nostra volta, gridare anche noi che non c’è più molto tempo per risollevare il Creato dal suo degrado ambientale, gridare per aprire al futuro. Gridare anche se sappiamo bene che le parole di speranza dei profeti “in casa” non si possono ascoltare. Il Tempo del Creato è anche il tempo dello “squilibrio” dove un amore responsabile ci riconcilia con chi è vittima dei nostri equilibri, e le vittime sono milioni.

Nel nostro pianeta una buona metà degli abitanti ci chiede conto del perché non sono nutriti abbastanza, perché sono ai limiti della sopravvivenza, perché l’acqua, l’aria, il mare sono devastati. Dobbiamo rispondere con i fatti e nella verità, ricorda la Scrittura. “Siamo le primizie delle sue creature” (Gc 1,18). Primizia non vuol dire che siamo i migliori, ma siamo, i frutti che nascono per primi e che anticipano il raccolto. A noi è dato il compito straordinario, bellissimo dell’anticipazione di ciò che il mondo dove essere.


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Il “Tempo del Creato”, preghiera e azione a difesa della natura

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato su Romasette.it del 4 settembre 2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Don Francesco Pesce

Urgente rilanciare l’attuazione della Laudato si’ di Papa Francesco, a partire dal mese di impegno per l’ambiente condiviso a livello ecumenico, fino al 4 ottobre.

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La creazione attorno a noi è in rovina, sotto il nostro sguardo, anzi colpita a morte proprio da noi che dovremmo esserne premurosi custodi. Ripetutamente violentata, come un animale ferito, si ribella. Il nostro antropocentrismo schizofrenico ci ha fatto credere di essere padroni, e così i mari, i monti, l’aria, l’acqua, la terra, sono diventati i nostri schiavi. È urgente una «nuova alleanza» fra l’uomo e l’universo. È urgente che l’uomo ritorni custode e servitore, affinché il gemito della Creazione non sia più di disperazione ma di speranza. È urgente inserire nella nostra catechesi ordinaria la Laudato si’ di Papa Francesco.

 La Chiesa, la diocesi, le parrocchie, le varie realtà ecclesiali possono essere un segno, la sentinella che dice che è possibile, anzi è nella nostra natura, immagine di Dio, la riconciliazione con il Creato, perché in Cristo la riconciliazione è già cominciata. Occasioni preziose per questo impegno possono essere la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, celebrata domenica 1° settembre (che precede di poche settimane il Sinodo speciale dei vescovi sull’Amazzonia), con un cammino di sensibilizzazione che non si esaurisce con la Giornata, e il “Tempo del creato” – iniziativa condivisa dalla Comunione anglicana, dalla Federazione mondiale luterana, dal Consiglio mondiale delle Chiese e dall’Alleanza evangelica mondiale e dalla Chiesa cattolica -, un mese di «preghiera e di azione» che si concluderà il 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi.

A noi è affidata questa Parola: «Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione» (2 Cor 5,18-20). La fede non è difesa di nessuna struttura, non è alternativa storica ma animazione interna al cammino della storia della creazione dell’uomo, fino alla piena comunione con Dio che sarà tutto in tutti. Penso spesso anche ad altre parole di san Paolo, contenute nella seconda Lettera ai Corinzi: «Quando sono debole, è allora che sono forte». Non dobbiamo aver paura della nostra debolezza, e a volte anche impotenza, nell’affrontare il dramma ecologico che stiamo vivendo; non dobbiamo aver paura neanche del nostro peccato contro la Creazione, perché nel momento in cui facciamo esperienza di tutto questo, si manifesta la potenza di Dio che non ci lascia soli, ma che ci guida e ci sostiene.

Per questo il “Tempo del Creato” è prima di tutto un tempo di preghiera per gustare sempre di nuovo che Dio opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza. Come scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale, «invito fortemente i fedeli a dedicarsi alla preghiera in questo tempo, che da un’opportuna iniziativa nata in ambito ecumenico si è configurato come Tempo del Creato: un periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della casa comune».

Le parole di San Paolo sono anche parole profetiche. Ascoltare il grido del Creato e a nostra volta gridare anche noi che non c’è più molto tempo per risollevare il creato dal suo degrado ambientale, gridare per aprire al futuro. Gridare anche se sappiamo bene che le parole di speranza dei profeti  «in casa» non si possono ascoltare. Il Tempo del Creato è anche il tempo dello “squilibrio” dove un amore responsabile ci riconcilia con chi è vittima dei nostri equilibri; e le vittime sono milioni. Nel nostro pianeta una buona metà degli abitanti ci chiede conto del perché non sono nutriti abbastanza, perché sono ai limiti della sopravvivenza, perché l’acqua, l’aria, il mare sono devastati. Dobbiamo rispondere con i fatti e nella verità, ricorda la Scrittura. «Siamo le primizie delle sue creature» (Gc 1,18). Primizia non vuol dire che siamo i migliori, ma siamo i frutti che nascono per primi e che anticipano il raccolto. A noi è dato il compito straordinario, bellissimo della anticipazione di ciò che il mondo dove essere.


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Tempo del Creato: la Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato

E’ iniziato ieri, 1 settembre, il “Tempo del Creato” con il Messaggio di Papa Francesco per la Celebrazione della V Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato .

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Di fronte all’“emergenza climatica” in atto, l’appello del Papa a tutti gli uomini è forte e chiaro: riscoprire la vocazione di “custodi del Creato” e amare la vita in comunione con esso.

Il Tempo del Creato vuole essere un periodo, come sottolinea il Papa nel Messaggio, per pregare nella natura, per riflettere sui nostri stili di vita, che troppo spesso sono dannosi. Le nostre scelte quotidiane, il cibo, i consumi, gli spostamenti, ma anche l’utilizzo di acqua ed energia sono spesso “sconsiderate e dannose”. “Stili di vita più semplici e rispettosi”, come l’abbandono dei combustibili fossili per forme di energia pulita e di economia sostenibile, ma anche l’ascolto della saggezza delle popolazioni indigene, possono aiutare a vivere bene il rapporto con l’ambiente.

Papa Francesco invita a sentirci “responsabili nel prendere a cuore, con la preghiera e con l’impegno, la cura del Creato” e ad avere “il coraggio di operare il bene senza aspettare che siano altri a iniziare, senza aspettare che sia troppo tardi”.

Inquinamento costante, totale dipendenza dai combustibili fossili, radere al suolo le foreste: il Papa fa anche una panoramica del degrado che si è accentuato in questi ultimi decenni, in cui fenomeni meteorologici estremi e desertificazioni stanno mettendo in ginocchio i più deboli. A conferma dell’urgenza di “interventi non più rimandabili”, il Papa mette in guardia anche sullo scioglimento dei ghiacciai e sulla considerevole presenza di plastica negli oceani.

Per Francesco è anche “il tempo per intraprendere azioni profetiche”: sono molti i giovani di tutto il mondo che, fortemente delusi da impegni presi e poi non portati a termine, stanno alzando la voce per ricordare che la Terra è un bene da trasmettere.

Francesco si rivolge anche ai Governi, che nei prossimi mesi si riuniranno per rinnovare impegni decisivi a “orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte”. Il Pontefice ricorda il Vertice delle Nazioni Unite sul clima, che si terrà tra qualche settimana a New York, durante il quale i Governi dovranno mostrare la volontà politica di accelerare drasticamente i provvedimenti in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Rivolge poi anche un pensiero al prossimo Sinodo sull’Amazzonia, che si terrà dal 6 al 27 ottobre in Vaticano, e che rappresenterà una vera e propria opportunità di risposta al grido dei poveri e della Terra.

La Quinta Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato, è stata istituita da Papa Francesco il 10 agosto del 2015 e rappresenta l’inizio del “Tempo del Creato” che dura fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. L’iniziativa nasce per spronare i cristiani a pregare e ad agire per il bene della Casa Comune, a conferma, ancora una volta, dell’attenzione da parte del Pontefice per la difesa del Creato, di cui la Laudato Si’ è una pietra miliare.


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Papa Francesco visita Mozambico, Madagascar e Maurizio

E’ stato reso noto il programma del Viaggio Apostolico di Papa Francesco in Mozambico, Madagascar e Maurizio, previsto dal 4 al 10 settembre.

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La notizia del Viaggio era stata data a fine marzo in una dichiarazione del direttore ad interim della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti.

Il Papa ha accolto l’invito dei rispettivi Capi di Stato e dei Vescovi e visiterà le città di Maputo in Mozambico, Antananarivo in Madagascar e Port Louis in Maurizio.

Speranza, pace e riconciliazione” è il motto del viaggio in Mozambico, Seminatore di pace e di speranza” è invece il motto per il Madagascar, “Papa Francesco. Pellegrino di pace” quello scelto per la tappa di Maurizio.


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耶稣圣心瞻礼

施省三 神父

主内的兄弟姐妹们,

本主日是圣神降临后第三主日,在这主日上我们庆祝耶稣圣心瞻礼。在现行的罗马弥撒经本中,耶稣圣心瞻礼弥撒中的祈祷和读经,都采用教会中传统的形象,来比拟耶稣圣心的无限仁慈和爱。

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先说弥撒中的祈祷经文。《进堂咏》取自《圣咏》第32篇。它以天主像牧人似的保护和抚养以色列子民的慈爱,来比拟耶稣对我们的无限仁慈、说:

       他心中的谋略万代常存,他为救我们免于死亡,在饥荒中养活我们。

《颂谢词》直接赞颂耶稣的仁慈,说:

     基督爱人至深,甘愿被钉在十字架上,为我们作了牺牲;又以被刺开的肋旁倾流了血和水,使它成为教会圣事恩宠的泉源,并邀请为人投奔他洞开的圣心,欢欣地从救恩的泉源汲取活水。

敬礼耶稣圣心,有三重意义。刚才所说的《颂谢词》只提到了其中之一。那就是:在耶稣圣心中“汲取活水”,领受救恩。《献礼经》和《领圣体后经》分别指出其他两种意义。《献礼经》强调的是“补赎罪过”和“获得罪的赦免”。经文这样说:

上主,请注视你圣子被刺透的心,流露着对人莫可言喻的慈爱,切望我们的献礼,能中悦你的圣意,并补偿我们的罪债。

《领圣体后经》所着重的,则是在弟兄身上报答耶稣对我们的爱。经文上这样说:

       上主,求你使我们所领受的爱情圣事,点燃起心中的爱火,使我们常为你圣心的慈爱所吸引,设法在别人身上与他相遇,力行他的爱的教训。

再说今天弥撒中的两篇读经和福音。

第一篇读经和福音都引用了“牧人”这形象,并且都强调了牧人对迷路的羊的特别照顾。第一篇读经选自《厄则克耳先知书》第34章第11到16节。它把天主比作牧人,以色列子民比作羊群。它描述天主对他的子民的慈爱眷顾。福音取自《圣路加福音》第15章第3到7节,内容记述耶稣所讲的一个比喻。它给我们说明耶稣圣心多么仁慈,多么殷勤地等待我们罪人的回头改过。

圣保禄宗徒曾迫害过基督信徒。耶稣却召叫了他,任命他为                   “外邦人的宗徒“。圣保禄宗徒最体会耶稣圣心的无限仁慈和爱。今天弥撒中的读经二取自他写给罗马人书中第5章第5到11节。在这篇读经中他讲述基督的爱说:

弟兄们:天主的爱,已经借着所赐给我们的圣神,倾注在我们心中了。当我们还是软弱无助的时候,基督就在所定的日期,为不虔敬的人死了。几乎没有为义人而死的事:为善人死,或许有敢作的;但是,基督在我们还是罪人的时候,就为我们死了,这证明了天主是怎样爱我们。现在,我们既然因他所流的血而成义,也要借着他免遭天主的义怒。因为我们在作仇敌的时候,尚且因他圣子的死与天主和好;那么,在和好之后,一定更要因着他的生命而得救。不但如此,我们现在借着我们的主耶稣基督与天主和好了,还要借着他因天主而自豪。

主内的兄弟姐妹们,

在上海的天主教会曾经历过极其严重的考验。许多经不起考验的神父和教友,背弃了教会,并犯了许多大罪。现在,半个多世纪过去了,内心仍不能平安。这叫我想到我们刚才诵读了的圣保禄宗徒的话。我们不敢同圣保禄宗徒相比拟,但是尽可以聆听他的教训,效法他的榜样。

天主是爱。天主乐意宽恕我们的罪,同我们从新和好。我们依赖耶稣圣心,切勿自暴自弃,却要发奋勉励,作好神父,好教友,为教会和社会奉献自己。亚孟。


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“Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39): il tema della GMG 2022 a Lisbona

Sabato mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’XI Forum Internazionale dei Giovani che si è svolto a Sassone di Ciampino, vicino Roma, presso la Casa “Il Carmelo”, organizzato dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Il Forum è stato organizzato con l’obiettivo di promuovere l’attuazione del Sinodo 2018 sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

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Al termine del discorso, il Papa ha indicato i temi scelti per il percorso triennale delle Giornate Mondiali della Gioventù, che culminerà nella celebrazione internazionale dell’evento, in programma a Lisbona per il 2022:

– XXXV Giornata Mondiale della Gioventù, 2020: “Giovane, dico a te, alzati!” (cfr. Lc 7,14)

– XXXVI Giornata Mondiale della Gioventù, 2021: “Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto!” (cfr. At 26,16)

– XXXVII Giornata Mondiale della Gioventù, 2022 (Lisbona): “Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39)

Non ignorate la voce di Dio che vi spinge ad alzarvi e seguire le strade che Lui ha preparato per voi – ha detto Francesco – Maria si alzò e andò in fretta e di fretta andò a visitare sua cugina. Sempre pronti, sempre di fretta, ma non ansiosi…”.


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一个隔绝世界痛苦的金色晚餐厅

我们把罗马观察报2019年6月18日的一篇文章刊登在我们的博客上。其中文翻译由我们的博客负责。若某版权拥有者不喜欢我们把这篇文章放在网站上,我们可随时立刻删除。

方济各神父

基督圣体圣血节福音

耶稣给民众讲论天国,并治愈所有需要治疗的人。

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这是我们身为受过洗礼者的任务;不需要再增加别的事情,反之别的事情经常是无用且有害的包袱。这也是耶稣日常临在的晚餐厅。感恩圣祭是一种生活方式,不是一个仪式。

我们常常必须小心翼翼地避免把感恩圣祭缩减为一个私自的虔诚敬礼,在一个关闭的、金色的、焚香的、隔绝世界痛苦的晚餐厅里举行的一个几乎密不可分的虔诚敬礼。

也许用某些好的借口来辞别人群,是个难以容忍的丑闻;基督信徒,尤其是司铎,举行感恩圣祭的人,在任何情况下,无论是农村、乡下、甚至在沙漠中,都会在群众之中;他从不让众人孤单,并总是以生命之粮的信德滋养他们。我们也要像耶稣一样每天为我们所遇见的人变成饼和酒,我们必须让自己被吃掉,不作任何防御,不设任何障碍。群众必须以我们、我们的时间、我们的空间、我们的事物来喂养,因为没有任何东西是属于我们的,但为了世界的拯救一切都托付给了我们。我们多次只有几块面饼和几条鱼而已,这是真的,但此事不该让我们害怕,或成为一个虚伪的托辞;让我们把自己的渺小与恐惧托付给上主,而上主会再次为大家行增饼的奇迹。

耶稣在圣体圣事中的临在是今日圣爱的表示;让我们把这面饼带到世界各地,它是日用的食粮,也就是那单纯、默默无闻、远离聚光灯的慈善,而该慈善正是此面饼最有效的酵母。

「众人吃了,也都饱了;然后他们把剩余的碎块收了满满十二筐」。

我愿祈求上主协助我一直很关心并守护好这十二筐碎块。为今天欠缺的那些人会有用。他们是那些因相信这面饼而受迫害的人;是那些曾经和我们在一起,但因对我们的负面见证感到震惊而离开的人;他们是那些还未认识耶稣的人,也是那些我们禁止他们来的人,有时我们也心硬地把他们赶走了,因为我们把法律与福音混为一谈,使得面饼变成了一块石头。

教会在等待祂再次来临时生活、庆祝感恩圣祭。也许上主再来时,祂的晚餐厅周围连一个人也不缺少。我这样祈祷、这样希望、这样地爱。


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Un cenacolo dorato e sbarrato al dolore del mondo

Postiamo sul nostro blog un testo pubblicato sull’ Osservatore Romano del 18 giugno 2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza dell’articolo sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto.

Il Vangelo della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Don Francesco Pesce

Gesù parlava alle folle del regno di Dio e guariva quanti avevano bisogno di cure.

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Questo è il nostro compito di battezzati; non c’è bisogno di aggiungere altro, anzi altro è spesso zavorra inutile e dannosa. Questo è anche il cenacolo quotidiano dove Gesù si fa presente. L’eucaristia è una maniera di vivere, non un rituale.

Dobbiamo tutti sempre stare molto attenti al rischio di ridurre l’eucaristia a una devozione privata, quasi intimistica, in un cenacolo chiuso, dorato, incensato e sbarrato al dolore del mondo.

Congedare la folla, magari con qualche buona scusa è uno scandalo intollerabile; il cristiano e in particolare il sacerdote, uomo della eucaristia, sta in mezzo alla folla in ogni situazione, nei villaggi, nelle campagne e anche nel deserto; non la lascia mai sola e sempre la nutre con la fede nel pane della vita. Anche noi come Gesù dobbiamo ogni giorno diventare pane e vino per quelli che incontriamo e dobbiamo farci mangiare senza opporre nessuna difesa, senza mettere nessuna barriera. La folla si deve nutrire di noi, del nostro tempo, dei nostri spazi, delle nostre cose, perché niente è nostro ma tutto ci è stato affidato per la salvezza del mondo. È vero che tante volte abbiamo solo pochi pani e pochi pesci, questo però non ci deve spaventare o diventare un ipocrita alibi; affidiamo al Signore la nostra pochezza e le nostre paure e il Signore ancora una volta compirà il miracolo del pane per tutti.

La presenza di Gesù eucaristia, è un oggi di amore; portiamo nel mondo questo pane che è quotidiano, cioè quella carità semplice, silenziosa, lontana dai riflettori che è il lievito più efficace di questo pane.

Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Vorrei pregare il Signore che mi aiuti ad avere sempre molta cura e dedizione per queste dodici ceste. Serviranno a quelli che oggi mancano. Sono coloro che sono perseguitati a causa proprio della fede in questo pane; coloro che erano con noi ma sono andati via scandalizzati dalla nostra testimonianza negativa; coloro che ancora non conoscono Gesù, e anche coloro ai quali abbiamo impedito di venire e a volte anche mandato via con durezza di cuore, perché abbiamo confuso la legge con il vangelo, e così il pane è diventato una pietra.

La Chiesa vive, celebra l’eucaristia nell’Attesa del Suo ritorno. Forse il Signore ritornerà quando non mancherà neanche uno attorno alla Sua mensa. Così prego, così spero, così amo.